Troverai la mia lettera fra vent’anni – di Laura Saija

Semplicemente, donne.

Troverai la mia lettera fra vent’anni – di Laura Saija

Troverai la mia lettera fra vent’anni – di Laura Saija

Mentre ti guardo dormire tranquilla, mi invade un senso di tenerezza e pace.

Mi chiedo se questo sia il miracolo della vita, se questa sensazione di dolce impotenza sia quello che tutte le mamme
provano.

Non so cosa sarà meglio per te, perché avrai una tua personalità e non vorrai le stesse cose che ho voluto io; forse non amerai le camminate in montagna, non ti rilasserai davanti a un libro di Calvino e magari non ti piacerà preparare la pizza.

Sarà divertente, cambieremo poco a poco insieme, avanzeremo a piccoli passi e, quando sarai forte abbastanza da sorreggerti senza il mio aiuto, allora spero che aiuterai me a restare viva.

Mi guardo allo specchio mentre ti scrivo: sono buffa, con i miei capelli arruffati tenuti su da una matita e il viso lucido di chi non ha ancora fatto la doccia.

Vedo spuntare i primi capelli grigi, la pelle del mio viso è meno raggiante di ieri, l’età comincia a dare i suoi segni e la stanchezza spegne un po’ i miei occhi; eppure, per la prima volta mi sento serena.

Guardando te capisco che mancava quell’ultimo tassello a completare il quadro di una vita di cui avevo perso il controllo e che continua a sorprendermi.

Ti auguro di avere il coraggio di affrontare le intemperie.

E di trovare poi la gioia nella luce del mattino, nel profumo del caffè appena fatto e nel tepore della biancheria appena raccolta.

Spero che capirai l’importanza dei libri e ti opporrai alla modernità che ti vuole ignorante.

Capirai presto che le persone eccellenti non sono coloro che hanno più potere, ma quelle che hanno allenato il proprio cervello a non credere alle cose prima di averle analizzate.

Sono sicura che svilupperai un forte senso critico, come il nonno e la nonna hanno.

Ti immagino lottare a scuola per i diritti dei compagni disabili, ti vedo lì, durante le assemblee a esprimere senza vergogna la tua opinione.

Rido tra me e me: sono consapevole che questo è solo frutto della mia immaginazione, eppure credo che difficilmente ti discosterai da questa immagine.

I tuoi geni sono quelli di una famiglia che ha dovuto lottare per affermarsi nel periodo più buio della storia italiana, anche scegliendo quando non andare avanti.

Sarai triste quando capirai che il mondo è ingiusto e che non sempre c’è una ragione agli eventi.

Ti accorgerai che molti non sono nati al caldo tra le braccia di una madre amorevole, che non per tutti esiste il tempo libero, che altri non mangiano adeguatamente e che tu sei tra i pochissimi bambini al mondo che hanno il privilegio di andare a scuola.

Il nonno ti dirà, come ha detto sempre a me, di guardare non solo alla fila di quelli che ti precedono, ma di soffermarti a guardare indietro, a quelli che restano lontani dall’obiettivo, spesso non per colpa loro.

Quelle persone, degne come te, non hanno avuto la fortuna di nascere in condizioni convenienti; un giorno richiederanno il tuo aiuto e potrai finalmente fare qualcosa per ricambiare quei doni che solo tu hai ricevuto.

Ti avviso, non sarà facile, spesso avrai la sensazione che approfittino di te, o che tu sia sola in questa lotta.

Incontrerai molta brutta gente, egoista e piena di sé; non lasciarti intimidire e non perdere tempo con loro.
Circondati invece di quelli che vedono oltre la propria sfera, che sorridono alla vita, che ti aiutano senza volere nulla in cambio; con loro potrai costruire un futuro più giusto.

Costoro sono la minoranza, bisognerà che tu li vada a scovare nei luoghi meno conosciuti, a volte sono invisibili, nascosti.

E alla fine di questa lunga caccia al tesoro vedrai i loro visi anonimi che nascondono il buono dell’umanità; ti ripagheranno delle ingiustizie subite, ti supporteranno e insieme costruirete qualcosa che, nel vostro piccolo, farà la differenza.

Lascia che ti insegnino, che ti ispirino, così che un giorno sia tu a fare altrettanto con i più piccoli.

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