Mille voci contro la violenza 2018 – Salerno, 25 novembre

Semplicemente, donne.

Mille voci contro la violenza 2018 – Salerno, 25 novembre

Mille voci contro la violenza 2018

Salerno, 25 novembre

A cura di Emma Fenu

mille voci violenza

In un sacco una noce non fa rumore

Nella meravigliosa città di Salerno, in questi giorni addobbata dalle Luci d’artista, si è svolto ieri sera, 25 novembre, dalle 17.30 alle 20.30, la seconda edizione di Mille voci contro la violenza, il cui format ha esordito lo scorso anno a Milano.

In un sacco una noce non fa rumore

Mille voci contro la violenza è un evento corale contro la violenza di genere che prevede l’alternarsi sul palco, in quest’ultimo caso quello del Centro Sociale di Salerno, di esponenti della cultura, dell’arte e dello spettacolo con operatori attivi in qualità di psicologi o assistenti sanitari.

Donne, Uomini, scrittori, poeti, pittori, cantanti, ballerini, musicisti, attori, avvocati, editori, psicoterapeuti, docenti, esponenti di associazioni e istituti e, soprattutto, testimoni dirette, si sono prestati a dare il proprio contributo gratuito, anche se non residenti nella città scelta per l’evento, perché ciascuno di noi, qualunque professione svolga e qualunque missione persegua, ha il dovere e il diritto di prendere parte.

Prendere parte implica assumersi le responsabilità, in quanto membri della società, di una strage al femminile innegabile, e implica il sentirsi chiamati a avere e dare voce, in una medesima dignità di importanza a sostegno di una causa comune.

Quest’anno il progetto è cresciuto, anche grazie alla neonata associazione culturale Cultura al Femminile, e ha trovato preziosa e prestigiosa collaborazione con Spaziodonna Linearosa, una realtà fatta di operatrici professioniste e di volontarie, tutte impegnate nella tutela dei diritti delle donne, tutte attive in prima linea contro la violenza di genere. Sono trascorsi 40 anni da quando la presidente, Vilma Tabano, la fondò e oggi la passione e la voglia di essere un punto di riferimento per tutte non è venuta meno.

In un sacco una noce non fa rumore

All’indomani di un evento meraviglioso, di cui appena possibile condividerò un video con alcuni spezzoni dei vari interventi, la prima parola che sento di scrivere è “grazie”, senza stilare un elenco di nomi che potrete leggere in locandina.

Grazie a chi non si stanca e non si arrende, con passione, anche se il futuro che aveva immaginato e contribuito a costruire non risponde al sogno di un tempo.

Grazie a chi ogni giorno lavora in centri anti-violenza, a contatto con le vittime, per offrire loro l’indispensabile supporto professionale e umano.

Grazie a chi scrive e ci mette l’anima e il corpo, correndo (letteralmente) per l’Italia per testimoniare come la letteratura impegnata e coraggiosa può cambiare il mondo.

Grazie a chi riceve, con materna cura, nelle strutture ospedaliere e fa del codice rosa un “credo” a cui votarsi come ostetrica e come Donna.

Grazie a chi vuole riconoscere i lividi dell’anima che non ci dividono per etnie, culture e religioni, ma ci rendono tutte figlie di Lilith.

Grazie a chi con una canzone esprime la forza dell’amore e l’accoglienza di un cuore e di un ventre di donna.

Grazie a chi crea progetti all’interno degli Atenei per promuovere la parità di genere, coinvolgendo studentesse e studenti, affinché alle donne sia dato avere la giusta possibilità di lavorare e fare carriera, dimostrando la propria bravura.

Grazie a chi ci ricorda il passato, come filologo o come attore, riportandoci nel tempo lontano in cui ci condannarono a essere dimenticate, non credute o perfino a morire, se libere di pensare e se ribelli a ruoli prestabiliti.

Grazie a chi si occupa delle ferite dell’anima, comprendendo che una donna è stata una bambina e talvolta lo resta per sempre, e una parola di disprezzo può spezzarla.

Grazie a chi ha ballato, cantato e suonato perché l’arte è una delle più belle espressioni dell’umanità autentica che crede nell’armonia di una danza di gioia.

Grazie a chi ha dipinto donne e nei loro occhi ha saputo rendere viva una storia.

Grazie a chi come sempre si offre come grafica, senza mai tirarsi indietro.

Grazie a chi ha recitato con carisma il dramma di una donna che è rinata e si conquistata Un’altra vita, sapendo ricevere e dare aiuto.

Grazie a chi è stata se stessa, testimone di forza, speranza, saggezza e grande dignità. Di lei scriverò il nome: Filomena Lamberti.

Grazie a chi, pur giovanissimo, ha dedicato la propria domenica alla riuscita di un evento, dandoci fiducia in un futuro migliore.

Grazie al pubblico presente in sala che ha partecipato con commozione e sorrisi e ha voluto darci tempo e ascolto, due fra i regali più preziosi.

Grazie a chi non si aspettava di essere ringraziato e si è meravigliato perché è abituato a spendersi senza riserve perché lo sa bene:

In un sacco una noce non fa rumore.

 

Ps: tale proverbio è emerso, casualmente, in vari discorsi intrattenuti in questi miei giorni a Salerno. Le risposte arrivano sempre. Da tutti. Ascoltiamoci.

 

 

 

 

 

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