“In coros” per realizzare i sogni di Pier Paolo Fadda

Semplicemente, donne.

“In coros” per realizzare i sogni di Pier Paolo Fadda

“In coros” per realizzare i sogni

di Pier Paolo Fadda

a cura di Emma Fenu

Pier Paolo Fadda Ail

Venerdì 7 dicembre presso l’auditorium di Usini, in provincia di Sassari, si terrà un concerto di cori folcloristici sardi in memoria dell’amatissimo Pier Paolo Fadda, giornalista e poeta nato sotto la magia dei nuraghi di Barumini.

La serata, promossa e sostenuta dall’Ail di Sassari e dalla Fondazione Maria Carta, nasce dall’iniziativa appassionata di Gian Mario Virdis, cantautore, componente del Coro di Usini e direttore artistico della manifestazione.

Saranno presenti i cori di Usini, Nulvi, Ittiri, Ossi, Ploaghe, Florinas, Muros e Olmedo e vari cantanti locali.

Il concerto si aprirà con i saluti dei sindaci e del presidente dell’Unione dei Comuni del Coros, Carlo Sotgiu.

Presenterà la serata Antonio Brundu, con il patrocinio del Comune di Usini e dell’Unione dei Comuni del Coros.

Anche noi di Cultura al Femminile, in qualità di associazione culturale, abbiamo l’onore di impegnarci nella diffusione di un progetto nel quale crediamo profondamente in quanto l’arte si avvale di un linguaggio universale capace di renderci uniti, di farci sentire figli di una stessa Dea Madre, tutti fratelli stretti nelle viscere di uno stesso grembo.

Ci nutre un medesimo cordone ombelicale e i sogni di uno arrivano agli altri, nel liquido amniotico della musica antica.

Pier Paolo Fadd Ail

Direttore della rivista “Antas”, Pier Paolo Fadda era un uomo di cultura e tempra, sospeso fra le montagne e il mare della Sardegna, erede di un popolo che fece del mito un elemento d’identità.

Colpito dalla leucemia, non si arrese fino all’ultimo giorno, componendo poesie nelle notti in cui la febbre lo divorava e pubblicandole nella silloge Una carezza per l’Ail (recensita da me e da Pier Bruno Cosso su questo portale) per raccogliere fondi per la ricerca.

Una carezza per L’Ail recensione di Emma Fenu

Una carezza per l’Ail recensione di Pier Bruno Cosso

Ho conosciuto Pier Paolo Fadda una sera d’estate, lo scorso anno, per caso.

Presentava il proprio libro presso la libreria Cyranò di Alghero e le sue parole mi hanno colpita, sedotta, commossa, motivata.

A parlare era la voce della Vita, quella vera, quella che non cede, quella che non smette di essere bella e preziosa.

 A scattarci una foto fu una giovane donna dal meraviglioso sorriso, Ester Palitta, che ha sostenuto Pier Paolo Fadda nella battaglia di pace fatta di versi e di fatti, fatta di entusiasmo e chemioterapia, fatta di angeli in cielo e in terra e di una “diavolessa“, come lui appellava la leucemia.

Oggi Ester, nostra ospite a Cultura al Femminile, risponde ad alcune domande sui sogni di un uomo così straordinario da non poter essere dimenticato. E noi non lo faremo.

Ci racconti, da amica, chi era Pier Paolo Fadda non solo come professionista ma anche come persona?

Pier era un sognatore, un amante della vita, un grintoso, un combattivo.

L’ho conosciuto dopo la malattia, del suo trascorso precedente so solo alcune cose dai suoi racconti e da quelli di altri. Comunque lui ormai era proiettato al dopo malattia, a chi voleva essere e a cosa voleva fare “grazie” alla malattia.

Voleva aiutare tutti i malati, in primis quelli di leucemia.

Voleva usare le sue capacita di comunicatore e la sua notorietà per aiutare gli altri.

 I sogni di uno possono diventare quelli di molti, e, infine, di tutti: che messaggio vuoi lasciare ai nostri lettori?

Pier era talmente travolgente che non potevi non farti trascinare nei suoi sogni.

Eravamo simili su tante cose, entrambi sognatori, entrambi tenaci.

Quando mi proponeva un’idea, subito la sposavo: spesso mi diceva che ero peggio di lui e doveva tenermi a bada.

Le nostre telefonate e i nostri messaggi erano un brain storming continuo,  eravamo la testa e il braccio.

Sì, i sogni di uno possono diventare i sogni di tutti.

Il mio messaggio? Non smettere di sognare, non smettere di credere, non smettere di perseguire i tuoi obiettivi.
Lotta, lotta sempre.

Ci vuoi salutare citando una poesia tratta dalla silloge Una carezza per l’Ail?

Citare una poesia? Questo è difficile. Non posso farlo.

Lui avrebbe scelto “Donare alla vita” perché è il messaggio che voleva far passare.

Io sono affezionata alla poesia che mi dedicò, “A Ester“, e anche a “Danza diavolessa” che, quando me la mostrò, più che leggerla la cantai. O a “Ninna Nanna”, la prima musicata che fece intravvedere la possibilità di un CD per l’Ail e fu il punto di inizio per la progettazione dei gadget.

E poi, sicuramente, amo le poesie dedicate ai suoi genitori, che nominava e cercava in continuazione e con cui, mi auguro, ora sia finalmente.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.