“Matrigna” di Teresa Ciabatti

Semplicemente, donne.

“Matrigna” di Teresa Ciabatti

“Matrigna” di Teresa Ciabatti

recensione di Sabrina Corti

La “matrigna”, per quanto mi riguarda, è quella di Cenerentola.

Con la sua aria altezzosa ed elegante, e con la perfidia che sprizza da ogni poro.

Teresa Ciabatti ci parla, invece, di una matrigna più reale, più umana, più terrena.

Una matrigna sì, ma piena di emozioni confliggenti.

La voce narrante del romanzo è Noemi.

Noemi è la prima figlia: non ha ricordi di sé, né della sua prima infanzia, né di sua madre prima dell’arrivo di Andrea.

Andrea: l’agognato figlio maschio.

Andrea è bello, è biondo, è buono. Noemi, invece, è una bambina ordinaria.

Noemi ricorda la mamma di Andrea come una donna curata e sorridente.

E poi, Noemi, ricorda la sua di mamma: cupa, in vestaglia, scarmigliata.

Eppure la mamma di Andrea e di Noemi sono la stessa persona.

Un giorno, durante una festa confusa di Carnevale, Noemi sente la manina di Andrea staccarsi dalla sua: Andrea è scomparso.

Il piccolo principe biondo non si trova più: chi lo ha preso?

Le (ipotetiche) colpe ricadono su chiunque: uno sconosciuto, “una di quelle che non può avere bambini e allora ruba quelli degli altri”, sulla zia, sui vicini, persino su Noemi.

Eppure “Matrigna” non è un romanzo sulla scomparsa.

Teresa Ciabatti si introduce nelle ombre della maternità: nella depressione post partum.

È possibile amare un figlio più di un altro?

È possibile far ricadere su un figlio colpe non sue?

Non sembra razionalmente e umanamente possibile. Eppure la maternità può nascondere lati tremendi. Può celare una natura matrigna.

“Matrigna” è la storia di Noemi.

È la storia dei suoi vissuti di bimba: del suo amore per Andrea ma anche per l’odio covato per quel fratello tanto perfetto.

Noemi cresce con una madre che alterna momenti di dolore profondo e inconsolabile ad atteggiamenti frivoli e superficiali.

Noemi fugge da quella madre, mantiene contatti sporadici, cresce, si rende indipendente. Non vuole somigliare a lei eppure non l’abbandona.

I ruoli si invertono: Noemi diventa la madre, la parte accudente, la donna che protegge colei che dovrebbe proteggerla.

Teresa Ciabatti ha una scrittura dura a tratti tagliente.

Nel romanzo si avverte il peso che questa bambina prima, e questa donna poi, porta sulle proprie spalle.

Ci si interroga sugli effetti che una tragedia come la sparizione di un fratello e la depressione post partum della propria madre possano avere, sul lungo termine, sul carattere di una bambina.

E allora, questa madre così anaffettiva nei confronti di Noemi mi pare tutto fuorché matrigna, mi pare tutto tranne che altezzosa e perfida.

La vedo così indifesa, questa madre, così sola, che potrei definirla in molti modi, ma certamente mai matrigna.

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Sinossi

Andrea è un bambino speciale: capelli biondi, occhi azzurri, tutta la dolcezza del mondo. Noemi è una bambina ordinaria: capelli castani, occhi marroni, un fisico sgraziato. Ma cosa succede quando il bambino speciale sparisce, durante la festa di Carnevale? Uno sconosciuto, una ladra di figli altrui, un trafficante, un parente, stretto, strettissimo? E la sorella, non avrebbe dovuto tenerlo per mano? Domande che a nove anni puoi solo rimuovere, ma che ti restano dentro nonostante la fuga in città, l’università, gli amici, il fidanzato, il lavoro. Nonostante una vita normale. E quel passato troppo prossimo può tornare tutto insieme, all’improvviso, basta una telefonata. Noemi da Roma è richiamata al paese, là dove tutto è cominciato e dove tutto è finito. Ma al posto della madre sconfitta e ingrigita che si aspetta, trova una donna frivola e bionda che insieme a un giovane amico esce la sera, frequenta locali, pianifica viaggi e cambi di casa. Chi è Luca e cosa lo lega a un’indagine archiviata, a un bambino mai ritrovato? Teresa Ciabatti ci immerge nel racconto di un mistero, con un romanzo sui ruoli che non si finisce mai di attribuire: padre, madre, fratello, sorella. Dove la famiglia dispiega tutte le sue ossessioni, manifestandosi prima come rifugio, poi come condanna.

Titolo: Matrigna
Autore: Teresa Ciabatti
Genere: romanzo
Editore: Solferino (2018)

 

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