“Bella mia” di Donatella Di Pietrantonio

Semplicemente, donne.

“Bella mia” di Donatella Di Pietrantonio

Bella mia

“Bella mia” di Donatella Di Pietrantonio

Recensione di Maria Cristina Sferra

Bella mia

Bella la mia terra, tanto aspra e alta.

Bella la mia vita, così semplice e silenziosa.

Bella la mia gemella, luce delle mie ombre.

Bella la danza delle ore nella mia vita tranquilla.

Bella la creta morbida con cui forgio il mio mondo.

Bella la mia città, incoronata dai monti come una regina.

In un’ipotesi di passato possibile, come una folata di vento inaspettata, mi attraversa il pensiero di Caterina. Prima.

Prima che il terremoto sconvolgesse ogni cosa, ogni regola, ogni persona, ogni sentimento.

Prima che l’Aquila crollasse sotto gli assalti del sisma e diventasse nient’altro che un cumulo di macerie, pietre scomposte, vite a brandelli.

Prima che lei si trasformasse nella protagonista di questo libro, prima che la sua voce diventasse la voce narrante del romanzo.

“Domani è il nostro compleanno. È il terzo, dopo. Non potevo rimanere a casa, non sarei stata utile. Domani non ho niente per chi ha perso la madre e per chi ha perso la figlia, io non porto consolazione, la mia presenza direbbe solo che manca proprio quella giusta.”

Durante la notte terribile del 6 aprile 2009 il terremoto si porta via Olivia, la sua gemella.

A Caterina rimane un’amara eredità: crescere Marco, il nipote adolescente, improvvisamente orfano di madre; gestire il rapporto controverso con Roberto, cognato e padre assente del ragazzo; pensare a sua madre, anziana nonna, orfana di una figlia; cercare di reinventare la propria esistenza sconvolta; soprattutto fare i conti con il senso di colpa per essere ancora viva, lei sola senza Olivia, con la difficile compagnia della sensazione di essere inadeguatamente al suo posto.

“Potevamo scambiarci la morte, come ci siamo sempre scambiate i vestiti, i libri, le occasioni. La sua vita sarebbe stata più utile, avrebbe cresciuto il ragazzo. Gli avrebbe curato l’acne e la fatica di diventare adulto.”

Caterina ci racconta i mille tentativi per tornare a una normalità che pare inafferrabile, la difficoltà di raggiungere un nuovo equilibrio tutto da inventare con quello che le è rimasto e il peso di essere sopravvissuta alla propria gemella.

La vera ricostruzione non riguarda le case, riguarda le vite.

Nel corso della narrazione si aprono via via brevi spiragli di luce che fanno presagire la speranza di una nuova serenità possibile. Perché, nonostante l’immenso dolore e le difficoltà oggettive, tutto scorre e va, portandosi via il passato.

“Il grido è di Olivia. Lo pensavo mio, ma ora che la donna è terminata, somiglia più a lei. Nei capelli volanti non c’è solo vento, ma l’effetto vitale di un’energia interna che si prolunga per tutta l’estensione della capigliatura e oltre, nell’atmosfera intorno.”

Dopo un tempo tanto lungo quanto disarmonico, Caterina riprende a plasmare la creta modellando le figure delle due gemelle.

Dalla terra rinascono le sorelle, con la bocca aperta in un grido muto che contiene tutta la rabbia e tutto il dolore. Ed è creando le due statuette che Caterina compie la catarsi silenziosa che segna l’inizio della sua nuova vita.

“Grida anche la seconda donna. Questa volta la bocca gliel’ho scavata fin dall’inizio, così ha continuato a sfogarsi, mentre continuavo a lavorarla. (…) Sono contenta di lei, nelle braccia aperte e nella leggera inclinazione del busto in avanti somiglia molto alla sua gemella, nata da pochi giorni qui in laboratorio.”

Bella mia è il secondo romanzo di Donatella Di Pietrantonio, edito da Elliot nel 2013 e successivamente da Einaudi all’inizio del 2018.

La scrittura in prima persona lo trasforma quasi in un racconto orale, narrato a voce bassa dalla protagonista, che non ci risparmia i suoi pensieri più tormentati e le sue paure più profonde.

I personaggi sono tutti talmente ben caratterizzati da sembrare persone reali.

La prosa è nitida e asciutta, a tratti sferzante come il vento che batte i monti e le valli abruzzesi.

La storia è spesso ombrosa, ma ci aiuta a comprendere i sentimenti delle persone che hanno vissuto l’immane tragedia di un terremoto. E a non dimenticare.

Potete leggere anche la recensione de L’Arminuta a questo LINK

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Bella mia

Sinossi

La storia di una donna che si ritrova a improvvisarsi madre, nonostante quell’idea di sé fosse stata abbandonata da tempo, con un adolescente taciturno e scontroso. E ciò che succede alla protagonista e io narrante di questo romanzo, quando la sorella gemella, che sembrava predestinata alla fortuna, rimane vittima del terremoto de L’Aquila. Il figlio Marco viene affidato in un primo tempo al padre, che però non sa come occuparsene. Prendersi cura del ragazzo spetta dunque a lei e alla madre anziana, trasferite nelle C.A.S.E. provvisorie del dopo-sisma. Da allora il tempo trascorre in un lento e tortuoso processo di adattamento reciproco, durante il quale ognuno deve affrontare il trauma del presente, facendo i conti con il passato. Ed è proprio nella nostalgia dei ricordi, nei piccoli gesti gentili o nelle attenzioni di un uomo speciale, che può nascondersi l’occasione di una possibile rinascita.

Titolo: Bella mia
Autore: Donatella Di Pietrantonio
Genere: Narrativa
Editore: Einaudi
Pagine: 182

 

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