“L’Amore che ci meritiamo” – articolo di Francesca Schaal Zucchiatti

Semplicemente, donne.

“L’Amore che ci meritiamo” – articolo di Francesca Schaal Zucchiatti

piante

L’Amore che ci meritiamo

articolo di Francesca Schaal Zucchiatti

piante

Può sembrare strano che un romanzo che veicola tante informazioni scientifiche sul mondo delle piante, la loro intelligenza e il loro funzionamento segreto, susciti anche serie riflessioni sul suo contenuto sentimentale. È ciò che ho potuto rilevare invece, sul filo delle molte presentazioni e incontri accumulati in questi mesi di promozione del mio romanzo “Cosa fanno le mie piante quando non ci sono”

 Come se parlare d’amore per la Natura ci conducesse per mano all’amore tout court  per un uomo, un figlio, per gli altri, per noi stessi.

La protagonista della mia storia è una donna che assomiglia a molte di noi: fragile e coraggiosa, Anne è arrivata a quel punto della vita in cui ci si rende conto che ogni incontro è importante per  evolvere, che ogni occasione d’amare non va sprecata.

“Non c’è tempo!” sembra sussurrarsi continuamente, facendo i conti con la perdita di un padre amatissimo, poeta confuso, sempre assente-presente nella sua vita.

E decide d’amare Julien, artista torturato e cangiante. Lo ama di un amore pienamente assunto, ma anche triste e disperato, consapevole di quella parte d’ombra che – Anne intuisce bene – s’allargherà inesorabilmente. È proprio questo il punto, credo, in cui ci riconosciamo in molte ed è qui che la pacifica lezione delle sue piante amiche porta Anne a comprendere. Nel rapporto simpaticamente simbiotico con queste creature sagge che vivono con lei, Anne impara ad accettare l’ineluttabile divenire del tempo, il valore prezioso della vita, qualunque ne sia la durata, e il misterioso limite che non dovremmo mai valicare fra l’amore per qualcuno e l’amore per noi stesse. Come gli alberi hub delle foreste che si privano della propria CO2 per nutrire le plantule più giovani e deboli, ma senza mai mettere a repentaglio la propria vita, anche noi donne dovremmo imparare a preservarci dall’amore totalizzante per qualcuno, dalla “tentazione” del sacrificio, dall’abnegazione cieca e annullante di sé.

Da secoli, le acacie del Sud Africa accettano di nutrire di loro stesse i mammiferi erbivori della savana, ma nella giusta quantità. In pochi secondi infatti, sono in grado d’emettere un gas nocivo a base d’etilene che induce gli animali ad allontanarsi, a cibarsi d’altre fronde eventualmente disponibili. Quasi a dire, che amare se stessi è il primo, fondamentale passo per potersi rendere utile agli altri. Goethe, appassionato di botanica, sosteneva che le piante trovino la loro ragione profonda d’esistere nel darsi. Sono convinta che anche questo ci accomuni al mondo vegetale, ma per noi la faccenda è più complessa, dobbiamo affrontare il peso delle nostre emozioni più profonde, dipanare il groviglio delle nostre passioni, venendo a patti con solitudini e paure. Le nostre piante ci guardano, comprensive e partecipi

Respira – sembrano sussurrarci – lasciati attraversare dalla luce”. Ci sarà sempre un nuovo giorno per sbocciare.

da dicembre sarà disponibile in esclusiva su Amazon il racconto “Iceberg contro Icerberg”.

 Francesca Schaal Zucchiatti.

www.francesca-schaal.com)

Titolo: Cosa fanno le mie piante quando non ci sono
Autore: Francesca Schaal Zucchiatti
Editore: Independently published (28 aprile 2018)

Sinossi:

Un cactus che perde le spine se si sente amato; una pianta di fagiolo un po’ in là con gli anni che soffre d’insonnia; la timidezza degli alberi, la loro intelligenza prodigiosa… Anne, romantica insegnante d’inglese, figlia di poeta e fidanzata a un eccentrico pittore, vive in un sottotetto nel cuore di Parigi che abbandona frequentemente per lunghi soggiorni in Italia. È proprio al ritorno da uno di questi, che nota un vistoso cambiamento nelle sue amate, ma trascurate co-inquiline: Liana, Giovannina, Maria Juana, Petunia e Kenzia. Sarà l’inizio di una grande lezione di vita e una fantastica avventura nell’universo segreto (ma neanche poi tanto!) di tutte le piante del mondo.

 

 

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