“L’ombra della felicità” di Franco Roselli

Semplicemente, donne.

“L’ombra della felicità” di Franco Roselli

L'ombra della felicità

“L’ombra della felicità ” di Franco Roselli

 

recensione di Giulia La Face

 

L'ombra della felicità

L’Ombra della felicità di F. Roselli Immagine da web

“Se Lei sapesse come sono stanco
delle donne rifatte sui romanzi!

Vennero donne con proteso il cuore: ognuna dileguò, senza vestigio.” (G. Gozzano)

“L’ombra della felicità” nasce dalla penna di un autore versatile e geniale come Franco Roselli. E dalla intuizione dello scrittore e giornalista Soldano Accursio e dell’editore Aulino,  che danno  vita a “Coup de Foudre” una collana di racconti brevi.

Racconti dalla soglia massima di diecimila battute. Ogni titolo in tiratura limitata a quaranta copie, acquistabili su prenotazione e numerate a mano. Preziose, da collezionare.

Affrontare così dense pagine di un racconto breve,  dunque, come “L’ombra della felicità”,  così evocativo e dirompente, è uno squarcio nella coscienza del lettore.

La Luce e l’Ombra. Il sole e la sua eclissi, il lato oscuro della Luna.

Il Femminile nella letteratura. La figura eterna e inconoscibile cui gli autori non danno che un ruolo marginale, o un ruolo che si azzera per esaltare la virtù di maschere femminili ricche di virtù, di successo, di riuscita, di completezza. E per omaggiare di Esistenza il ruolo maschile, imperituro nella luce che si vuole al suo apogeo, al mezzogiorno, senza ombra.

Oggi è lei che si rivolge, quasi in un solo frangente di respiro, a te che leggi.

Chi sta parlando a te lettore? Di chi è la voce che cerca di rompere l’incantesimo? Cosa sta cercando direttamente dentro te che navighi la letteratura, la voce che ti rivolge questo appello all’esistenza, alla luce?

C’è qualcuno che proprio in queste righe ti guarda dritto negli occhi. E lo fa con voce accorata, ma anche con rabbia.

La necessità di una esistenza . La necessità di un atto di ribellione . L’esaltazione dell’ombra necessaria alla felicità che tu lettore vuoi e che ti viene sempre offerta dagli autori.

Spesso è donna, il personaggio scomodo necessario alla storia. Che muore, che “viene suicidato”, che si perde, che distrugge, che ammalia ma infine deve evaporare, annullarsi, che scompare senza quasi lasciare traccia. Offrendo la luce a eroine ammantate di virtù, ideali spesso passivi di un mondo interno al maschile.

“Spesso arrivo a salvare le tue angosce, a togliere la noia che ti prende per diventare l’immagine viva delle perversioni più segrete. Sono, stranamente, immortale. Ma triste.”

Attraversa ogni storia questa Ombra che chiede ascolto.

Ombra che attraversa il Tempo, le storie: che ne è delle sorellastre di Cenerentola, della strega di Biancaneve? Oppure della triste Mena, zitella e chiusa in casa? O si  trasforma ancora, nella vecchia usuraia in “Delitto e castigo”,  così poco edificante.

Katerina Ivanovna è bella e forte, ma dovrà ammalarsi di nervi. Grušenka, inevitabilmente femme fatale, deve sedurre quasi tutti i Karamazov, ma fa perdere la testa soprattutto a Dmitrij. Lei è un’opportunista. Sa che per farsi strada in una società dominata dai maschi una donna deve essere spietata .

Liza è malaticcia, instabile, nevrotica, probabilmente epilettica.

E potrei continuare, con poche varianti ,fino ai giorni nostri.

Donne che hanno cuore e carattere, costrette ad ammalarsi, a scomparire, a perdere, per volere dell’autore e desiderio di risoluzione adamantina di te che leggi. Di prevedibilità forse. Di rassicurazione. Di dimenticare una parte di te.

Ci implora questa voce. Ma con una certa risolutezza. Come un ultimo appello a voce ferma.

La sua eternità nelle storie è inevitabile. E non vuole esserlo. Appena un attimo, chiede ascolto. Un’altra sorte. Una liberazione. Non più comparsa, Ombra necessaria che attraversa il tempo.

“ I maschi non si lamentano mai e ostentano glorie e vittorie che non hanno, non si considerano comparse ma “importante cameo”, noi femmine lottiamo ( non sempre e non tutte) ma ci proviamo. Io ci provo adesso con te.”

La densità di un racconto, un racconto breve come “L’ombra della felicità”, sta nella suggestione e nella eco che produce. Non basta una sola lettura. Ne chiede molte. Ti strega e ti seduce. Il richiamo della voce fa sì che si torni ad ascoltarla più e più volte.

Apre scenari infiniti.

“ Io non entro camminando, no. Troppo semplice. Io non cammino, incedo. Sapessi la fatica…”

La voce non cerca autore, ha fin troppi autori, fin troppe vite, sempre uguali. Cambia il nome, cambia l’epoca, è inesorabile e necessaria. Cerca una Esistenza che solo il tuo coraggio potrà darle.

Perchè senza ombra neppure la luce esiste.

Nome libro: L’ombra della felicità
Autore: Franco Roselli
Editore: edizioni Aulino
Dta edizione: ottobre 2018

http://www.aulinoeditore.it/index.php?option=com_content&view=category&id=10

 

 

 

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