Pierpaolo Fadda, l’uomo dei sogni

Semplicemente, donne.

Pierpaolo Fadda, l’uomo dei sogni

Pierpaolo Fadda, l’uomo dei sogni

a cura di Pier Bruno Cosso

Pier Paolo Fadda

I sogni sopravvivono all’uomo.

Perché tanto tutto il resto è provvisorio. Le certezze, i programmi, la vita stessa può saltare per aria da un momento all’altro.

Un rumore di freni, un brutto imprevisto, o un referto medico, e si finisce in una voragine.

Invece, incredibilmente, i sogni, fragili, inconsistenti, resistono. Si alimentano di emozioni, e resistono.

Pierpaolo Fadda aveva un sogno. Non è vero; aveva tanti sogni. Era l’uomo dei sogni, che lui riusciva a far vivere.

È riuscito a far nascere, e diventare grande, una bellissima rivista di cultura sarda, “ANTAS”.

È riuscito a scrivere poesie dal fondo della notte nel letto numero “uno” del reparto di ematologia. È riuscito a condividerle coi suoi tanti amici in rete, regalando emozioni liquide.

E ancora, a far diventare vivi i suoi versi dentro un libro diventato subito un successo.

Per dire solo alcune delle ultime cose che aveva sognato e poi alimentato di vita.

Pierpaolo era l’uomo dei sogni.

Come i sogni era fragile, incantato come un bambino, stupito delle sue stesse visioni, che contaminavano tutti.

Adesso l’abbiamo capito: era davvero l’uomo dei sogni.

«No, tu non immagini…», mi diceva con quella sua voce nuragica e il suo gesticolare lento, «cosa tutto sta succedendo intorno a queste mie poesie…».

Lo guardavo nel suo fisico sempre più minuto, con una tutta da ginnastica ormai abbondante che per forza doveva richiamare qualche cosa della Dinamo-Sassari. Faceva una pausa teatrale, e partiva d’entusiasmo come un aquilone che trova il suo vento. Raccontava, guardando nel vuoto, di personaggi importanti e di progetti ambiziosi come sogni.

Ecco il suo sogno che doveva vivere anche dopo.

Già, il dopo, il sonno, i sogni. Il dopo. Con me non ne parlava mai.

Solo una volta quando come uno stupido io gli detto che la “diavolessa” (la leucemia, come la chiamava lui) stava indietreggiando, lui mi ha fissato. Pausa.

Mi ha fissato con una calma forte come un oceano: «Ma non l’hai capito che da questa cosa non si guarisce…».

Non dimenticherò mai quella calma che dava leggerezza alle parole più pesanti.

Lui era così, dava forza agli altri. Perché credeva nei sogni.

Poi aveva riunito in una chat tanti amici che non si conoscevano.

Un altro ossimoro della vita: amici che non si conoscono. Ecco cosa era capace di fare.

E adesso i cori.

Così, tutti in una sera. Impossibile, no, se era il suo sogno.

I suoi amici più fidati, tutti, con in testa Ester Palitta e Gian Mario Virdis stanno dando luce, musica e voce al suo sogno.

Il sogno di tutti, adesso. Perché l’uomo dei sogni in questa serata sarà lì. Sorriderà, protesterà per qualcosa che non andrà bene, ma sarà lì a incoraggiare tutti. Le emozioni voleranno, ma non si piange.

Che lui sta sorridendo e sta già immaginando il prossimo sogno.
Impariamo a credere nei sogni. Anche questa è una sua preziosissima lezione. Grazie Pierpaolo, di aver fatto un pezzo di strada con noi.

“Mi unisco al coro. 

Coro di musica e parole.

Coro di sogni e di amici dei sogni.

Perché nei sogni ci credo, fermamente. Perchè Pier Paolo Fadda è la dimostrazione che siamo fatti di sogni per sognare e poi fare.

Svegli e a occhi aperti.”

Emma Fenu

 

 

 

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