“Blue. Frammenti” di Giorgia Groccia

Semplicemente, donne.

“Blue. Frammenti” di Giorgia Groccia

“Blue. Frammenti” di Giorgia Groccia

Recensione di Ilaria Biondi

Blue

“Io e l’algebra siamo diverse: l’algebra è perfetta ed io sono un cumulo di imperfezioni. L’algebra è precisa, non sa rischiare, è scienza esatta; la matematica non accetta l’opinione altrui, la matematica è prepotente, io invece non lo sono affatto, mi ascolto, mi arrabbio, e fuori lascio vuoti e silenzi. L’algebra non è come me.”

Maria. Un’anima nuda, un petalo disperso. Un cielo senza calma, che lacrima pioggia e ascolta assorto l’autunno.

“Ho costruito castelli di sabbia ed io odio l’estate. Anche quando fuori è bello, con lo sguardo basso, cerco la pioggia.”

Un coccio di vita, sospeso tra un padre sconosciuto e senza nome e l’assenza costante della madre.

Nel vuoto di stanze in cui non risuonano memorie e affetti, ma solo gli echi fasulli di un’esistenza affidata alle convenzioni e alle apparenze – quella dei “nonni” materni – s’increspano le parti in ombra di Maria.

In fuga, perenne.

Da un luogo all’altro. Per inseguire gli amori, le vanità e gli sfacciati egoismi di Ambra, la donna che l’ha messa al mondo ma che non si è mai occupata di lei.

Da un vuoto all’altro. Del proprio cuore inquieto, che non sa a chi aggrapparsi.

Da una maschera all’altra. Quelle maschere perfette e altere che la circondano, che popolano con il loro sorriso sgretolato gli angoli fintamente dorati di una città frettolosa, ingorda, ansiosa, che rincorre chimere di felicità per dimenticare il proprio cuore grigio e disperato.

Dalle crepe del proprio io.

Dai sensi di colpa.

Da un nome che la tiene prigioniera. Da una purezza che vuole lavarsi via di dosso.

Dalle vertigini di possesso morboso di Mia, nelle cui pupille brilla una luce bituminosa di prepotenza:

“Mia ha una specie di ossessione nei confronti delle Barbie, dice che sono l’emblema della perfezione assoluta. Poi, aggiunge sempre una frase particolarmente inquietante: ‘Tu eri senza ombra di dubbio, la mia Barbie mancante.’ Sono un pezzo da collezione, secondo Mia, ecco perché mi vuole con sé e non sopporta la mia lontananza.”

Dal nero feroce di un corpo lascivo che le spacca la pelle e graffia la sua anima per sempre.

In fuga anche e soprattutto da se stessa.

Da quei limpidi granelli di sogno che si annidano in fondo alle impronte di dolore.

Dall’odore di acqua e sole che respira fra i capelli di Marco, nel silenzio azzurro dei suoi occhi, nella grazia segreta dei loro pensieri e dei loro cuori, che si toccano, per un lungo, immobile istante.

Maria e Blue. Quella metà oscura di sé che l’avvolge come ombra viola d’abisso. Quella carezza torbida che la getta nelle pozze di buio del desiderio segreto, del rischio, della sfida, della paura. Quell’angelo scabroso che la sospende sull’orlo dell’irreparabile. Quel fantasma nascosto che culla assenze, vuoti, sparizioni, dimenticanze e gelide indifferenze:

“Tu non mi conosci, mi fa strano persino chiamarti mamma. Una madre non passa diciassette anni ad abbordare uomini in giro per l’Italia, una madre non è egoista come te. […] Mi ha fatto compagnia Blue in questi anni, non tu.”

Blue. Una parte di sé che Maria vuole uccidere e seppellire, che vuole strapparsi di dosso, insieme a quel grumo di gelo che le punge i pensieri e la carne.

“Avrei davvero fatto l’amore con lui e sarei stata Maria, non Blue; ma Blue è una presenza troppo ingombrante, troppo fastidiosa, ancora.

Io non l’ho dimenticata, siamo parte della stessa persona dilaniata dalle mani di uno sconosciuto.”

Schiava di tutti, Maria, soprattutto del proprio senso di svuotamento e nullità e di quella smania livida di autodistruzione che la sospinge lontano dal soffio profumato della gioia.

Una gioia che sente di non meritare.

Che non conosce.

Che la spaventa a morte.

Profuma di innocenza e di bellezza, Maria.

Solo Marco ha scorto nel suo cuore malato di disamore il bacio puro della neve.

“Ti chiedo di restare a sentire i miei silenzi che ti raccontano chi sono, arrancando frasi che parlano di palpebre che si chiudono e sorrisi che tremano, vuoti di passi che sono pericolanti, architetture disegnate apposta per noi.

Resta qui, nei miei forse, nei miei dubbi di un giorno qualunque.”

Odora di dolore, Maria, nel silenzio appuntito di una tenebra lenta che vuole ghermirla, con le sue dita affilate. Nel gioco macabro di un destino beffardo e spietato, nella polvere che muore di un giorno senza tempo.

Il sorriso del mare accudisce ora il suo candore lieve che sa di pioggia…

Un talento fresco e di rara intensità quello di Giorgia Groccia, che con Blue. Frammenti, pubblicato da FaLvision Editore, firma la sua opera prima.

Un romanzo esordiente ma di straordinaria maturità narrativa, che coniuga armoniosamente un fine scavo psicologico, una trama ben congegnata, una narrazione fluida,  in cui gli spazi di autoriflessione della protagonista alternano sapientemente con momenti dal ritmo serrato (coincidenti con rivelazioni e colpi di scena) con un linguaggio asciutto, impregnato di soffice lirismo.

Giorgia Groccia affronta tematiche di scottante attualità, mettendo a nudo le schegge sanguinanti di un’anima giovane – vittima della gracilità malsana di coloro che più di ogni altro avrebbero invece dovuto prendersi cura di lei – e scoperchiando al contempo, con lucida consapevolezza, i guasti di un mondo logorato dalla vacuità che può solo andare incontro, con voce flaccida ed esausta, alla propria disperata agonia.

Un romanzo dolente, che affonda nelle voragini spinose di un io smarrito e calpestato, ma che tra le penombre nere del male e i rumori sguaiati della sofferenza sa anche scorgere i buchi di luce, i titubanti passi di un’anima che quasi non osa sognare la felicità.

https://www.amazon.it/Blue-Frammenti-Giorgia-Groccia/dp/8899823251

Sinossi

Un rapporto madre-figlia a tinte forti, sentimenti in gioco in un vortice emozionale in forte crescita e dilagante in un rapido divenire. Blue, ma anche Maria, due facce della stessa medaglia. Intrecci di vita, di passione, di rapporti. Una storia emozionante, moderna, su cui riflettere e da cui ripartire. “Alcune tipologie di occhi hanno un’espressione interiore che non può essere spiegata. Ti guardano e, mentre lo fanno, ti hanno già spogliata, ti attraversano il corpo con delle lame invisibili e non puoi farci niente. Puoi lasciarti solo scavare; ci si perde in certi occhi.”

Titolo: Blue. Frammenti
Autore: Giorgia Groccia
Genere: Romance
Editore: FaLvision
Data edizione: maggio 2018
Pagine: 104

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.