“Specchi” di Paola Caramadre

Semplicemente, donne.

“Specchi” di Paola Caramadre

Specchi

“Specchi” di Paola Caramadre

Recensione di Maria Cristina Sferra

Specchi

“ci saranno le albe e i deserti,
i segreti e gli addi.”

Densità e rarefazione. Visione di sé nello spazio. Il senso del perdersi. Durezza e cedevolezza. Il cambiamento, la trasformazione.

Molti sono i fili che cuciono questa splendida silloge, le cui poesie rivelano una cura linguistica rara, un fraseggio caratteristico e privo di incertezze, uno stile che a tratti evoca Borges.

“L’anima si libra. Addio.
Finalmente per altre
strade, rive, stanze.”

La sospensione del tempo. Abbandonare una casa, una persona, un periodo. Riflettere e rifrangere.

Leggiamo e abbiamo la possibilità di coprire con lo sguardo tutte le sfaccettature della vita. L’autrice ci regala le sue visioni, come quadri dai molti, preziosi dettagli. Incontriamo il passato, il presente e, dopo doloroso passaggio, un futuro possibile.

“Sento soffrire,
svenire e parlare
di fronte al letto.
Sono le pietre angolari,
è per me che gemono”

Le liriche via via si accorciano e diventano meno dense, più rarefatte, più lievi. Si respira più cielo, sebbene persista una sottesa malinconia, mentre tra i versi – e tra gli oggetti e sentimenti del vivere – si insinua l’amore.

Il tempo a volte è scandito in modo meticoloso, come sul quadrante di un orologio dove le lancette girano senza distrazioni, e altre invece è scomposto, come rifratto sulle schegge di uno specchio rotto.

“Per ogni mancanza
ci saranno specchi
per ammirare, scrutare
l’ancora cambiare:
versioni d’oggi
che finirà.”

Nel percorso tracciato da Paola Caramadre in Specchi, il tenace sentimento del tempo si accompagna alla speranza insita nell’amore.

Poesie di luoghi, oggetti, geometrie esistenziali.

Ci viene offerta la vita, che passando trasfigura ogni cosa, servita su un vassoio di versi a tratti dolenti, mai scontati, mentre la metamorfosi diviene parola che avvolge. E induce a meditare.

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Specchi

Sinossi

Poesia dalla forte carica espressiva, che alla ricchezza lessicale coniuga la tensione etica ed una costante interrogazione esistenziale. Ne emerge con forza la dimensione icastica ma anche quella concettuale, in cui le immagini, intense e originali, delineano un simbolismo incisivo e coerente. (Giudizio critico della Giuria del Premio Nazionale Scriveredonna)

Titolo: Specchi
Autore: Paola Caramadre
Editore: Tracce, 2018

 

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