Il tè del venerdì con Ilaria Biondi

Il tè del venerdì con Ilaria Biondi

Il tè del venerdì con Ilaria Biondi

A un passo dal Natale, il nostro salotto si tinge d’oro e rosso. Abbiamo acceso le luci sull’albero, il camino è acceso e un profumo d’arancia e cannella aleggia nella stanza. Seduta sul nostro divano in broccato color rubino c’è Ilaria Biondi, scrittrice, poetessa e collaboratrice di Cultura al Femminile.

Abbiamo messo il bollitore sul fuoco, e intanto, cominciamo a chiacchierare…

Ciao Ilaria e benvenuta al tè del venerdì!

Buongiorno Antonia, grazie a te dell’ospitalità e dell’accoglienza, è un vero piacere essere qui!

Prima domanda personale, ti propongo di raccontarti attraverso un autore che ami come lettrice, un’opera letteraria, una poesia che ti emoziona e una canzone.

Come autore scelgo Antonia Pozzi, i cui versi tracciano – al di là di una vicenda personale dolente e misteriosa, fin troppo “saccheggiata” con occhio quasi morboso da tanta critica – un’urgenza spirituale potentissima, una ricerca interiore fervida e ardente, che si salda al fluire inesausto della forza del cosmo, in una tensione partecipata di fusione panica.

Quanto alle opere letterarie, sono innumerevoli quelle che mi hanno fin qui attraversata e segnata, perciò propendo per quella a cui spetta il primato cronologico, il primo libro che mi fu regalato e che conserva nella mia memoria emozionale un posto privilegiato: Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett, le cui pagine incarnano per me la magia dello stupore bambino, la curiosità mai sazia di guardare al di là del muro, il bisogno incessante di discostarsi dalle vie battute per cercare – in un moto di fierezza indocile – cosa si nasconde dietro fessure di una porta sbrecciata, nascosta da una tendina spessa di edera rigogliosa.

Una poesia alla quale sono particolarmente legata è Con alta mano accese la lucerna del salentino Donato Moro, che celebra un tema che mi sta molto a cuore, la memoria nostalgica di un mondo perduto. È un componimento breve e densissimo in cui la parola poetica sembra fermare sulla carta la simbiosi tra uomini e terra, quell’universo rurale e artigianale lontano, che solo il verso è in grado di restituire in tutta la sua vivezza:

Nel rogo di nubi viola

salì voce fanciulla

ad infittire pecore d’ovile,

e l’azzurro si tese.

 

E nella lenta sera

donna d’ulivo

con alta mano accese la lucerna.

Quanto alla canzone direi La cura di Franco Battiato, che rappresenta a mio avviso la forma più alta di amore, inteso come accoglienza, accudimento e protezione. E non parlo solo di amore di coppia, ma più in generale di volontà di donarsi all’altro e di prendersene cura. Un concetto che per me si estende, oltre che alle persone care, agli animali, alla Natura, a tutto il magma invisibile che si affolla dentro di noi: i sogni e le speranze, quelle piccole grandi follie che ci rendono vivi.

ilaria biondi tè del venerdì

Come ti descrivi come autrice?

Mi piace pensarmi come un’esploratrice sempre in fieri, guidata dall’ebbrezza della curiosità. La scrittura, come necessità insopprimibile del dire, come fedeltà autentica alla sacralità della parola, come devota ostinazione, come “preghiera laica”, accompagna e precede ogni mio passo e pensiero, in un rituale quotidiano che dà senso e sapore ai miei giorni. La parola scritta si intreccia, si alterna, si sovrappone costantemente alla lettura, in una danza silenziosa, colma di voluttà. Amo “giocare” con le parole, farle volteggiare nell’aria come fossero piccoli acrobati spericolati, per poi adagiarle sulla pagina di carta, quando hanno trovato la loro forma. In questa gioia di sperimentazione credo abbia tanta parte la mia passione per le lingue straniere e per quel “corpo a corpo” con il testo che è la traduzione letteraria.

ilaria biondi tè del venerdì

Scrivere per grandi e scrivere per bambini: come ti avvicini alla scrittura per l’infanzia? Che cosa vorresti ricevessero i piccoli lettori dai tuoi libri?

Premetto che sto muovendo i primi, piccoli passi nella scrittura per l’infanzia, un mondo che da sempre mi affascina in primis come lettrice. Mi avvicino con estremo garbo e cautela, in virtù della forte responsabilità di cui è investito, a mio parere, ogni messaggio che si rivolge ai più piccoli, ma al contempo con slancio appassionato e con un pizzico di pazzia, deponendo i miei abiti di adulta per vestire la leggerezza visionaria e surreale della bambina che ancora si annida (per fortuna) dentro di me.

Più che ricevere, preferisco parlare di condividere e riscoprire insieme ai bambini: l’amore per la parola e la sua magia, che ogni bambino porta dentro di sé, come un piccolo vulcano (spesso, ahimè) inesploso. Credo profondamente nel potere “terapeutico” della parola, tanto scritta quanto parlata, nella sua capacità di traghettare fuori dal proprio sé le emozioni che fanno male, come il dolore, la paura e la noia, ma anche quelle gioiose e colorate, che consentono di assaporare la realtà come un frutto succoso tutto da sbucciare. Il gioco con le parole e con le storie, l’ascolto e la lettura sono delle isole luminose alle quali il bambino può aggrapparsi con forza, per cogliere quanto c’è di bello attorno a lui, per scoprire le mille sfumature che gli si agitano dentro, per imparare a combattere la sofferenza e i disagi, per prendere il volo in groppa a un cavallo selvaggio e vivere non solo una, ma mille e una vita.ilaria biondi tè del venerdì

Sei molto attiva e impegnata in attività culturali. Ci racconti qualcosa? Quanto è importante per te, come autrice e come amante della letteratura il contatto con lettori grandi e piccini?

Vale quanto dicevo sopra: prioritaria per me è la condivisione. Di parole, sensazioni, sogni e riflessioni. L’incontro con grandi e piccoli – che si tratti di presentazioni di libri, di attività laboratoriali, di letture animate, di readings di poesia – è fonte inesauribile di nutrimento per me, come persona e come autrice. Alla fase di raccoglimento e silenziosa solitudine della scrittura fa da pendant il momento reale e “corporeo” in cui la parola si fa voce, suono, materia, per essere letta, ascoltata, detta e scambiata. Altrettanto prezioso – direi anzi, necessario – insieme al contatto con i lettori, è l’interscambio con persone che condividono il mio stesso amore per la parola, che si declina in feconde e luminose collaborazioni.   ilaria biondi tè del venerdì

Cultura al femminile: che significato ha per te personalmente questa definizione? Esiste una cultura, una letteratura al femminile? Come ti collochi in essa?

Parto col definire cosa non è per me la cultura al femminile, dato che spesso questa denominazione rischia di essere fraintesa da parte dell’altra metà del cielo: non è preclusione, emarginazione, esclusione della voce maschile e della sua presenza, reale o metaforica. È, invece, inclusione, coesione, comunione, rispetto dell’altro da sé, proprio perché la visuale, lo sguardo, il punto di vista al femminile è aperto e accogliente, come un abbraccio. Personalmente credo profondamente nell’esistenza di una cultura e una letteratura al femminile, come volontà delle donne di raccontarsi, confrontarsi, mettersi in gioco, fare sentire la propria voce, leggere il mondo attraverso il prisma del loro particolare sentire, guidate da uno spirito di compartecipazione e solidarietà che appartiene loro nel profondo, come promanazione di una saggezza antica e arcana di cui sono portatrici. Per quanto mi riguarda, mi riconosco appieno in questa dimensione e me ne sento parte integrante, come persona e come autrice; l’animo femminile nella sua ossimorica complessità insieme a tematiche come la violenza contro le donne rappresentano infatti nuclei centrali nella mia riflessione e nella mia scrittura. Non potevo, pertanto, non trovare nella comunità di donne che animano il portale e l’associazione di Cultura al Femminile e il gruppo FB ad essa connesso uno spazio di parola, di confronto, di crescita e, soprattutto, uno spazio umano, di amicizia e sororanza profondamente arricchente.

 

Progetti futuri? Quali generi vorresti affrontare come autrice e quali invece non ti attirano proprio?

Un progetto al quale tengo particolarmente, e che mi vede coinvolta insieme a un gruppo di amiche scrittrici, è un’antologia incentrata sulla violenza di genere. Ho poi in cantiere alcune idee, al momento ancora allo stato embrionale, ma sulle quali sto investendo energie ed entusiasmo: una nuova silloge poetica, un saggio legato a un autore belga di cui mi sono occupata alcuni anni or sono, un libro per bambini. Vorrei inoltre continuare a collaborare ad altri progetti di traduzione insieme al collettivo de “La Bottega dei Traduttori” e mettermi alla prova nella stesura di una raccolta di racconti, una dimensione di scrittura che mi affascina profondamente. Non sento invece nelle mie corde il romanzo, che pur amo moltissimo in quanto lettrice. Devo tuttavia ammettere che mi piacciono le sfide e che non sono solita precludermi a priori la possibilità di intraprendere strade inattese. È confortante pensare che, grazie alla scrittura, si possa arrivare molto lontano, nello spazio e nel tempo, anche laddove non avremmo mai pensato di approdare, un po’ come un uccello che solca cieli infiniti percorrendo migliaia di chilometri in volo:

“Sembra esserci nell’uomo, come negli uccelli, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove” (Marguerite Yourcenar)

tè tea natale tazza cup

Pensavi di sfuggire alla teiera pazza!!! No! Come lo prendi il tè? ^_^

Ma molto volentieri, io adoro il tè fumante, soprattutto in questi pomeriggi di quasi inverno. E poiché adoro anche i fiori, volentieri mi berrei in tua compagnia un buon tè verde al gelsomino.

Ciao Ilaria e grazie per averci fatto compagnia!

Grazie a te, cara Antonia, a presto!

christmas tea cup natale ilaria biondi

Ilaria Biondi

Ilaria Biondi nasce a Parma nel 1974 e da qualche anno vive di nuovo stabilmente nel piccolo borgo dell’Appennino Parmense dove è cresciuta. Dopo la Laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Bologna, consegue presso il medesimo ateneo il Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate con una tesi sulla prima traduzione francese dei racconti di E.T.A. Hoffmann. Durante il periodo del Dottorato trascorre lunghi periodi a Parigi, per perfezionare la conoscenza della lingua francese e per lavorare alla sua dissertazione.

Attualmente si dedica all’insegnamento, benché a tempo parziale, con incarichi presso la scuola primaria e come titolare di corsi di lingua straniera e di letteratura per adulti.

Ama lavorare con i bambini e organizza periodicamente, in forma gratuita e volontaria, letture animate, corsi e laboratori. È stata per alcuni anni lettrice volontaria presso l’Ospedale dei Bambini della sua città.

Si occupa di poesia, traduzione letteraria e critica della traduzione, con particolare interesse per la letteratura al femminile, la letteratura fantastica e la letteratura per l’infanzia. Sue aree di studio principali sono la letteratura francese ultracontemporaine e quella belga francofona.

Sue traduzioni e suoi contributi sono apparsi su diverse riviste letterarie cartacee, tra cui “Quaderni di Synapsis”, “Comunicare Letteratura”, “Ottocento”, “Experience” e “Leggere Donna”.

Collabora con alcuni blog e siti letterari (“Cultura al Femminile”, “Gli Scrittori della Porta Accanto”, “La Bottega dei Traduttori”, “Sognaparole Magazine”, “La Stanza di Virginia”) con articoli,  recensioni e traduzioni (dal francese all’italiano e nella combinazione inversa).

Nel 2011 pubblica il volumetto a carattere biografico-critico, Raymond Radiguet. Giovinezza perduta, eterna giovinezza (Delta Editrice).

Nel marzo 2017 pubblica la sua prima silloge poetica, In canti di versi (Edizioni Il Papavero) e nel dicembre dello stesso anno una raccolta di haiku, L’età dell’erba (Fusibilia Libri).

Nel settembre 2018 esce la sua terza silloge poetica, Corpo di vento (Controluna Edizioni), che le vale una Menzione d’Onore al Concorso nazionale di poesia e narrativa Va Pensiero.

Sue poesie sono presenti in diverse antologie: Antologia del Premio Letterario «Age Bassi 2003» (2004, Milano, Montedit); Tracce 04. Lo scarto, Antologia della Quarta Biennale di Giovani Artisti e del Primo Premio Letterario per Giovani Autori «Effetto Notte», (2004, Felina (RE), Nuova Tipolito); Veglia. 24 agosto 2016 (2016, Selfpublishing); Caro papà. Le parole non dette, in collaborazione con “Gli Scrittori della Porta Accanto” (2017, Selfpublishing); ChiaroScuro, in collaborazione con “Gli Scrittori della Porta Accanto” (2017, StreetLib); Perle d’amore – volume IV (2018, Apollo Edizioni).

La sua poesia Le sonagliere dell’alba è stata selezionata per l’agenda 2019 Il segreto delle fragole dell’editore Lietocolle.

Un suo racconto figura nell’antologia Mille voci contro la violenza (La Strada per Babilonia, 2018), a cura di Emma Fenu.

Un suo racconto per bambini è inserito nell’antologia Favolando – I colori della diversità (Apollo Edizioni, 2017), di cui è anche co-curatrice. Si tratta di un progetto che nasce dall’entusiasmo e dalla generosità di un gruppo di donne (scrittrici e illustratrici) che hanno scelto di devolvere i diritti d’autore loro spettanti a un’associazione nazionale che si occupa del sostegno dei bambini ospedalizzati.

È di recente stato pubblicato il breve racconto per bambini Lettera alle Parole (FaLvision Editore), di cui è disponibile anche la trascrizione in lingua Braille.

In collaborazione con la Community “La Bottega dei Traduttori”  ha pubblicato la sua traduzione dal francese del breve romanzo di George Sand, Cora (ottobre 2017) e il racconto di Paul Arène Il buon vischio , facente parte dell’antologia in due volumi Cosa c’è sotto l’albero? Fiabe, racconti e leggende dal mando da scartare insieme (2018, Youcanprint).

Crede profondamente nel potere terapeutico della parola, letta e scritta.

Suoi temi di predilezione sono la memoria (personale, collettiva e dei luoghi), l’indagine dell’animo femminile (ascolto dell’anima e del corpo, con i loro slanci sensuali e le loro cicatrici buie), la contaminazione fra lingue, la ricerca di uno spiraglio d’invisibile nell’infinitamente piccolo di una Natura bella, semplice, austera e selvatica, in risposta a un insaziato e insaziabile bisogno d’Altrove.

Difficile circoscrivere i tanti poeti letti e attraversati. Volendo citare alcuni nomi: Antonia Pozzi, Eugenio Montale, Emily Dickinson, Charles Baudelaire, Pierluigi Bacchini, Umberto Piersanti, Donato Moro.

Tutti i libri di Ilaria 

SCHEDE LIBRI ILARIA BIONDI

Titolo: Raymond Radiguet. Giovinezza perduta, eterna giovinezza

Autore: Ilaria Biondi

Genere: saggio / biografia

Editore: Delta

Anno edizione: 2011

 

Titolo: In canti di versi

Autore: Ilaria Biondi

Genere: silloge poetica

Editore: Il Papavero

Anno edizione: 2017

 

Titolo: L’età dell’erba. Haiku

Autore: Ilaria Biondi

Genere: poesia (haiku)

Editore: FusibiliaLibri

Anno edizione: 2017

 

Titolo: Corpo di vento

Autore: Ilaria Biondi

Genere: silloge poetica

Editore: Controluna

Anno edizione: 2018

 

Titolo: Lettera alle parole

Autore: Ilaria Biondi

Genere: narrativa per bambini

Editore: FaLvision

Anno edizione: 2018

 

Titolo: Favolando. I colori della diversità

Autore: Autori vari

Genere: narrativa per bambini

Editore: Apollo

Anno edizione: 2017

 

Traduzioni letterarie (in collaborazione con la Bottega dei Traduttori):

 

Titolo: Cora

Autore: George Sand

Genere: narrativa (romanzo breve)

Editore: Youcanprint

Anno edizione: 2017

 

Le recensioni sui libri di Ilaria

 

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