“Le sorelle Mitford. Biografia di una famiglia straordinaria” – di Mary S. Lovell

Semplicemente, donne.

“Le sorelle Mitford. Biografia di una famiglia straordinaria” – di Mary S. Lovell

“Le sorelle Mitford. Biografia di una famiglia straordinaria” – di Mary S. Lovell

Recensione di Lisa Molaro

 

Le sorelle Mitford. Biografia di una famiglia straordinaria”, pubblicato dalla Neri Pozza nel 2018 e scritto da Mary S. Lovell (membro della Royal Geographical Society, autrice di quattro precedenti biografie, tra cui il bestseller internazionale “Straight on till morning: The Biography of Beryl Markham”) è l’ultima lettura dalla quale sono appena riaffiorata.

640 pagine di vita vera, di aneddoti, di fatti storicamente dimostrati.

640 pagine di minuziosa ricerca che l’autrice ha svolto in modo passionale, infilando le dita nelle crepe di una famiglia aristocratica inglese che ha “abitato” l’Europa alle soglie del secondo conflitto mondiale.

Ma chi sono queste sorelle?

Cosa hanno fatto per meritarsi pagine e pagine a loro dedicate?
Hanno vissuto e lo hanno fatto, come scrive l’autrice, prendendo a morsi il ventesimo secolo!

“Erano sei sorelle graziose e intelligenti: Nancy, Pam, Diana, Unity, Jessica (“Decca”) e Deborah (“Debo”).
Nancy scrisse una serie di romanzi di successo, i più noti dei quali furono Inseguendo l’amore e Amore in climi freddi, per i cui personaggi si ispirò ai familiari. Anche Decca si consacrò alla scrittura, e la sua autobiografia dal titolo Figlie
e ribelli, dedicata agli anni della giovinezza, divenne un best seller. Questi tre libri diedero vita a un vero e proprio genere letterario, la cosiddetta “Mitford Industry”. Più tardi anche Diana e Debo scrissero libri di successo. Ma le sorelle Mitford non sono conosciute solo per gli exploit in campo letterario; ebbero anche vite straordinariamente ricche, ciascuna a modo suo. (…) – Mary S. Lovell”

Figlie di David Freeman – Mitford, barone Redesdale, e di Sydney Freeman – Mitford, baronessa, furono fra le prime nobili a lavorare per riviste femminili – nello specifico per Vogue – firmandone diversi articoli e sono, inoltre, state prodighe di romanzi che hanno riscontrato il consenso del pubblico e fatto all’epoca scalpore anche, ma non solo, all’interno dell’ambito familiare stesso.

L’autrice, in modo biografico e ben documentato, ci narra l’evolversi di una famiglia su cui, come un vento impetuoso che scuote le fronde dell’albero, s’intrufolano la Storia e il Destino.

Mitford

immagine presa da assassiniegentiluomini.blogspot.com

Un albero germogliato così:

“Sydney Bowles aveva quattordici anni quando mise gli occhi per la prima volta su David Freeman Mitford. Lui ne aveva diciassette, era di una bellezza classica come tutti i membri della sua famiglia, aveva luminosi occhi azzurri. Disinvolto, indossava una vecchia giacca da caccia di velluto di cotone, e dava le spalle al caminetto, con un piede appoggiato al parafuoco. Quando Sydney entrò nella biblioteca della dimora di campagna del padre di lui a Batsford, nel Gloucestershire, rimase abbagliata dalla luce e dal calore dopo il tragitto in landò lungo cupe stradine di campagna, in pieno inverno, dalla stazione. Entrando in casa era rimasta colpita dal profumo di cera d’api, fumo di legno e spezie orientali, ma appena vide David scordò ogni cosa. In quel momento, scrisse Sydney in un diario non pubblicato, perse il suo cuore.”

Non è stato difficile affezionarmi a David e a Sydney, persone piene di generiche specificità. Lui intollerante verso chiunque non rientrasse nella cerchia familiare, geloso e possessivo delle figlie:

«Secondo mio padre», scrisse Decca, «gli estranei comprendevano non solo i crucchi, quei mangiarane dei francesi, gli americani, i neri e tutti gli altri stranieri, ma anche i figli altrui […] e quasi tutti gli uomini giovani, cioè l’intera formicolante popolazione terrestre, fatta eccezione per alcuni amici (anche se non tutti) e pochissimi vicini, campagnoli vestiti di tweed dalle facce arrossate, che per qualche ragione gli stavano simpatici»

E lei, una leonessa vestita di nobile eleganza, una madre  sensibile e piena d’amore nei confronti dei figli – e del marito, contraccambiata –  anche se trovò sempre difficile dimostrarsi affettuosa; una donna che prova a tener unita la famiglia con unghie e denti.

I bambini giocano ilari e spensierati, diventando adolescenti tra battute di caccia e ore di studio in casa; Sydney a questo è molto sensibile e sceglie con meticoloso scrupolo il metodo didattico per i figli.

Un microcosmo che si trasferisce di dimora in dimora e poi da cuore in cuore.

Le battaglie che si susseguono negli anni cambiano connotati e intensità, dalla ricerca della tata appropriata all’accettazione delle scelte politiche e amorose delle figlie. Una solidità familiare minata da contrasti anch’essi figli di un’epoca in cui il fermento dettava decisioni, palpiti d’amore e ideali politici diversi. Anni in cui non schierarsi da una parte piuttosto che dall’altra era impensabile per chi non volesse limitarsi a vivere come una bella statuina aristocratica che volteggia di ballo in ballo senza metterci del proprio!

Mitford

fonte dell’immagine ilmanifesto.it

Con abilità e stile fluido, quasi narrativo, l’autrice ci presenta, senza troppi fronzoli, protagonisti che hanno creduto, fortemente, nelle proprie idee, scandalizzando i ben pensanti e prendendosi i propri giorni di petto, controvento.

Molti i nomi noti che, inevitabilmente, si ritrovano coprotagonisti nel microcosmo Mitford: Winston Churchill, Anthony Eden, Adolf Hitler, Paul Joseph Goebbels, Benito Mussolini, Hermann Göring e il generale de Gaulle, il duca e la duchessa di Windsor, Max Beaverbrook, John e Bobby Kennedy e Ali Khan; da George Bernard Shaw, Lytton Strachey, Evelyn Waugh, Diana Cooper, Emerald Cunard, John Betjeman e Cecil Beaton, a Katharine Graham, Maya Angelou, Salman Rushdie e Jon Snow.

Due sorelle, in particolare, si ritroveranno a dividere una stanza in due parti.

“A mano a mano che la loro passione crebbe, una linea di demarcazione fu disegnata al centro del Tinello Per
il Pennello, che divenne un campo di battaglia in miniatura tra credo politici contrastanti, con gli scritti dei due rispet-
tivi schieramenti che occupavano ogni superficie disponibile – poster di Hitler e Lenin che decoravano i muri opposti, svastiche, falci e martelli incisi nei vetri delle finestre.”

Fughe da casa per inseguire l’amore matrimoniale.

Fughe da casa per inseguire l’ideale politico.

Fughe da casa per inseguire la libertà.

Come possono genitori conservatori accettare il divorzio di una delle figlie?

Come possono dei genitori antifascisti accettare l’amore fanatico per Adolf Hitler?

Numerose le testimonianze lasciate dalle sorelle Mitford, abili e ironiche scrittrici, che hanno permesso all’autrice di questa biografia di farci provare emozioni diversissime durante la lettura di queste 640 pagine che si lasciano scorrere rendendomi una lettrice ingorda e curiosa di vedere il “e poi… ?” della pagina successiva.

Ogni protagonista presentatomi sarebbe degno di appendici romanzate, ogni singolo nome, ogni volto, ogni idea.

Potrei scrivere a lungo citando tratti che mi particolarmente mi hanno colpita.

Come è giusto che sia, ogni biografia è ricca di colpi di scena e dona un ritratto psicologico del soggetto analizzato… ecco, ora immaginatevi che i soggetti siano molti di più d’uno e avrete l’idea di quanto materiale si trovi in questo libro!

Il potere delle donne, la loro incapacità di adagiarsi in un contesto “semplice” e protettivo, la maternità voluta o indesiderata, l’aborto di un figlio o di un ideale, l’amore familiare preteso, protetto o esiliato; l’amicizia con un uomo politico che, di amicale, politicamente, non aveva l’ombra… serve ne faccia il nome?

Seguire le proprie idee, fino alla morte.

Di questo parlano queste pagine firmate dall’Autrice.

Pagine da cui, come scrivevo all’inizio, sono da poco uscita… con molte emozioni in contrasto.

Pagine ricche di memorie vivide, memorie presenti o, volutamente, cancellate parzialmente… penso a Unity e ai danni cerebrali che le hanno cancellato parte di vita, parte di autostima, parte di personalità.

Ecco cosa deve fare la lettura di un libro: scardinare il lettore, sbattergli in faccia il bianco e il nero di protagonisti non facili, non scontati, non banali.

Un libro consigliatissimo per entrare DENTRO la Storia… quella con la S maiuscola, quella di un’umanità che è stata messa, violentemente, a dura prova.

Furono le forze contrastanti di fascismo e comunismo a far scoccare la scintilla nelle vite delle ragazze e a far divampare fuochi che, strappandole a una vita ordinaria, le catapultarono in esistenze straordinarie, rendendole celebri.

 

 

Titolo: Le sorelle Mitford. Biografia di una famiglia straordinaria
Autore: Mary S. Lovell
Editore: Neri Pozza (6 dicembre 2018)

http://www.neripozza.it/collane_dett.php?id_coll=1&id_lib=1226

Sinossi:

«Persone diversissime, sembrano aver preso a morsi il ventesimo secolo». Così, in questa brillante biografia, Mary S. Lovell introduce le «leggendarie sorelle Mitford».
Figlie di David e Sydney Freeman-Mitford, baroni Redesdale, Nancy, Pam, Diana, Unity, Jessica (Decca) e Deborah (Debo) hanno scandalizzato l’Inghilterra della prima metà del Novecento con la loro vivacità, esuberanza e, in alcuni casi, con il loro fanatismo politico.
Nancy, la maggiore, era «uno strano spettacolo, molto magra e dritta, con le gambe lunghe che scattavano avanti e indietro come quelle di una marionetta»; fu arguta autrice di una serie di romanzi di successo, i più noti dei quali furono Inseguendo l’amore e Amore in climi freddi, ma la tragedia della sua vita fu l’amore infelice per Gaston Palewski, braccio destro di Charles de Gaulle, da lei chiamato il «Colonnello».
Pam, «la sorella discreta», dotata di una sorta di bucolica serenità – amava il giardinaggio, l’allevamento degli animali e la cucina – sposò Derek Jackson, destinato a diventare un fisico celebre nel mondo intero.
Diana, la «divina. Una vera dea. Più immacolata, più perfetta, più celestiale della Venere di Botticelli», a ventidue anni sembrava avere tutto: la giovinezza, il denaro, un matrimonio felice, un marito affascinante che la adorava e due bambini sani. Ma l’incontro con Sir Oswald Mosley, fondatore dell’Unione Britannica dei Fascisti, cambiò tutte le carte in tavola.
Unity, il cui secondo nome, Valkyrie, in onore delle giovani guerriere della mitologia norrena di Wagner, unito al luogo del suo concepimento, Swastika, sembrano quasi una sinistra profezia del suo destino, fu preda di una mortale ossessione per Adolf Hitler, che la portò alla rovina.
Decca, la ribelle, «la comunista all’acqua di rose della famiglia Mitford», fuggì in Spagna con il cugino Esmond Romilly, con cui aveva una relazione segreta, per partecipare alla Guerra civile spagnola.
Debo, nonostante la cattiva reputazione di Diana, Unity e Decca avesse ridotto le sue probabilità di sposarsi, convolò a nozze con Lord Andrew Cavendish, il figlio più giovane del decimo duca del Devonshire.
In questa spumeggiante biografia Mary S. Lovell esplora i rapporti tra le sorelle, traendo spunto dalle interviste personali, dai documenti inediti e dalla corrispondenza non pubblicata, per dare vita a un avvincente racconto su sei leggendarie sorelle le cui tragedie e passioni, conquiste e disfatte si sono divise equamente le luci della ribalta, incantando e ammaliando intere generazioni.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.