L’isola delle anime  – di Johanna Holmstrom 

Semplicemente, donne.

L’isola delle anime  – di Johanna Holmstrom 

L’isola delle anime  – di Johanna Holmstrom

Recensione di Emma Fenu

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L’isola delle anime è un romanzo di Johanna Holmstrom edito da Neri Pozza nel dicembre 2018.

C’è un’isola che non c’è, dove si resta sempre bambini e si vola sopra i ruoli che la società impone.

E c’è un’isola che c’è, anche se lo si vorrebbe negare.

Un’isola dove non si hanno ali nemmeno metaforiche e si resta nel limbo delle età: mai bambine, mai adulte, mai vecchie.

L’isola di Själö, circondata da mare che si fa ghiaccio, ospita un manicomio femminile, un luogo di alienazione e dolore per quante la società ha allontanato.

Sono figlie, sono sorelle, sono mogli, sono madri, sono nonne, sono zie, sono amiche.

No, lo erano.

Ora non sono.

Non hanno dato la risposta giusta per superare l’esame, non avevano la parola d’ordine per rientrare nel mondo esterno, quello con le regole, quello che sa cosa è bene fare, sempre.

Un mondo fatto di uomini che sanno come prendersi cura delle donne violentate e violente, sole e abbandonate, vittime e assassine, frigide e ninfomani.

Loro lo sanno che sono ibridi di sangue misto che non hanno neppure razza.

Loro lo sanno che sono figlie bastarde di Lilith che non hanno neppure specie.

Loro lo sanno.

Sanno che sono inguaribili, ma si può provare a estirpare utero e ovaie per sedarle, per buttar via quanto o ti rende madre o, se non fecondato, ti rende pazza e inutile.

Sanno come fare la guerra, ben due, e come far strisciare nelle trincee uomini con il ventre aperto che moriranno con la testa in una pozza; sanno come far morire nel fango la dignità di essere.

Loro lo sanno.

Ma le donne pazze sanno di più, sanno varcare differenze e confini, superare ostacoli e fare della libertà il tempio della pace.

Johanna Holmstrom ci regala un romanzo di rara bellezza in cui si raccontano storie vere e verosimili di donne e di un’epoca che le condannò bruciandole sul rogo dei manicomi, fra urina, feci e sangue, e in cui  le infermiere anch’esse sono donne, con le spalle curve sotto il medesimo fardello.

Una voce suadente che racconta si fonde con una lucida che denuncia perché quell’isola non è poi così lontana. Non sentite le voci trasportate dal vento?

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Sinossi

Finlandia, 1891.

Una notte, ai primi di ottobre, una barchetta scivola sull’acqua nera del fiume Aura.

A bordo, Kristina, una giovane contadina, rema controcorrente per riportare a casa i suoi due bambini raggomitolati sul fondo dell’imbarcazione.

Le mani dolenti e le labbra imperlate di sudore, rientra a casa stanchissima e si addormenta in fretta. Solo il giorno dopo arriva, terribile e impietosa, la consapevolezza del crimine commesso: durante il tragitto ha calato nell’acqua densa e scura i suoi due piccoli, come fossero zavorra di cui liberarsi.

La giovane donna viene mandata su un’isoletta al limite estremo dell’arcipelago, dove si erge un edificio, un blocco in stile liberty con lo steccato che corre tutt’attorno e gli spessi muri di pietra che trasudano freddo.

È Själö, un manicomio per donne ritenute incurabili.

Un luogo di reclusione da cui in poche se ne vanno, dopo esservi entrate.

Dopo quarant’anni l’edificio è ancora lì ad accogliere altre donne «incurabili»: Martha, Karin, Gretel e Olga.
Sfilano davanti agli occhi di Sigrid, l’infermiera, la «nuova».

I capelli cadono intorno ai piedi in lunghi festoni e poi vengono spazzati via, si apre la cartella clinica della paziente, ma non c’è alcuna cura, solo la custodia.

Un giorno arriva Elli, una giovane donna che, con la sua imprevedibilità, porta scompiglio tra le mura di Själö.

Nella casa di correzione dove era stata rinchiusa in seguito alla condanna per furti ripetuti, vagabondaggio, offesa al pudore, violenza, rapina, minacce e possesso di arma da taglio, aveva aggredito le altre detenute senza preavviso. Mordeva, hanno detto, e graffiava.

L’infermiera Sigrid diventa il legame tra Kristina ed Elli, tra il vecchio e il nuovo.

Ma, fuori dalle mura di Själö la guerra infuria in Europa e presto toccherà le coste dell’isola di Åbo.

Magnifico romanzo che muove da un luogo realmente esistito, L’isola delle anime è una commovente storia sul prezzo che le donne devono pagare per la loro libertà.

Un inno alla solidarietà, all’amore e alla speranza.

Titolo: L’isola delle anime
Autore: Johanna Holmstrom
Edizione: Neri Pozza, 2018

 

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