Prima della quiete – di Elena Gianini Belotti

Semplicemente, donne.

Prima della quiete – di Elena Gianini Belotti

Prima della quiete – di Elena Gianini Belotti

Recensione di Emma Fenu

prima quiete

 

Prima della quiete è un romanzo, ispirato alla storia di Italia Donati, scritto da Elena Gianini Belotti e edito da Rizzoli nel 2003.

Si può ferire senza sguainare la spada e incidere le carni.

Si può violentare senza denudare le carni dalle vesti modeste.

Si può uccidere senza forare gli organi vitali con un proiettile.

Si può morire buttandosi nell’acqua, fermandosi la gonna con le spille da balia, perché il proprio onore non venga ancora deriso.

Si può morire con lucidità, dopo aver vergato lettere e richieste, perché la calunnia non lascia scelta.

Non si ha scelta.

Se si è sole. Se si è povere. Se si è istruite. Se si è straniere. Se si è donne.

Questa storia comincia a fine Ottocento, seguendo il percorso di un calesse che avanza nelle campagne toscane per portare una fanciulla a svolgere il proprio lavoro di maestra in un paesino, e termina con il medesimo viaggio a ritroso, con una bara al seguito.

Italia è figlia di povera gente, ha studiato con enormi sacrifici e dal suo stipendio dipendono i genitori, il fratello e i nipotini.
Quando arriva a Porciano e il sindaco la obbliga, pena il licenziamento, a soggiornare nella sua dimora, con moglie e amante, non può rifiutare.

Solo dal 1911, infatti, le scuole saranno gestite dallo Stato e non dai singoli Comuni.

Oggetto di scherno da parte dei compaesani, perché ha osato emanciparsi dalla condizione di contadina e di invidia dai parte degli abitanti del nuovo comune, la maestra diviene il bersaglio di una società basata sull’ingiustizia, sull’ignoranza e sul sessismo.

Accusata di essere una poco di buono e di essersi sottoposta a due aborti, avendo ricevuto un rifiuto alla propria richiesta di una visita medica che ne accertasse la verginità, Italia è condannata, come troppe altre, all’emarginazione e alla denigrazione.

Elena Gianini Belotti scrive con uno stile narrativo descrittivo ed emozionale e con una selezione linguistica estremamente adatta al contesto storico e sociale, il tutto perfetto, se si eccettuano un paio di refusi.

Il messaggio veicolato è forte e incisivo: il romanzo risarcisce con la parola scritta la voce negata della verità, ponendosi, stavolta, dalla parte delle maestre, ossia delle donne che iniziarono a sollevare la testa, a costo, paradossalmente, della vita.

“O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d’affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D’alcun dolor: beata
Se te d’ogni dolor morte risana”.

La quiete dopo la tempesta, Giacomo Leopardi

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Sinossi

Un’emblematica figura femminile di fine Ottocento è la protagonista del romanzo di Elena Gianini Belotti: un caso oggi completamente dimenticato, ma che all’epoca attirò l’attenzione della stampa e di cui si occupò anche Matilde Serao.

Italia Donati sfugge al destino della sua poverissima famiglia analfabeta e diviene maestra, ma sconta duramente il coraggio di una scelta di involontaria emancipazione.

Lontana dal concepire qualsiasi progetto di trasgressione, anzi persuasa di poter offrire un modo per stringere più forte il legame dei contadini con la terra, grazie alla maggiore consapevolezza di sé che l’istruzione comporta, Italia Donati è soffocata dalla condanna senza appello che tutti emettono contro di lei.

Titolo: Prima della quiete
Autore: Elena Gianini Belotti
Edizione: Rizzoli, 2003

 

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