“Care nonnine” di Loredana Cuccu

Semplicemente, donne.

“Care nonnine” di Loredana Cuccu

Care nonnine

“Care nonnine” di Loredana Cuccu

Contest Lettere al Femminile

Care nonnine

Care nonnine,
lo scorso Natale, in un pomeriggio di sole nel mio paese d’origine ho rivissuto quell’atmosfera particolare, ritornare tra voi e perdermi.

Dietro a una mano, talvolta immobile, talvolta deforme, talvolta tremante, spesso avvolgente nel modo in cui si aggrappa alla tua, ma sempre morbida.

Dietro a uno sguardo fisso, incredulo o sorridente.

Dietro a parole indefinite, ininterrotte, silenti.

Silvia, che mi ha coinvolto nell’iniziativa (una visita alle case di riposo e alle  persone anziane sole) mi ha detto: se vuoi entra. Mi ha fatto un grande dono perché non volevo più uscire, assorbita da ricordi e sensazioni.

Poi mesi dopo sulla pagina AVS una vostra foto: Angela e Marilena, un sorriso mai perso, mi ha ricordato che dovrei tornare. Ridare colore a quel naso rosso appeso al collo e prendere l’impegno. 

È solo qualche ora una volta al mese, niente per noi, tempo prezioso per voi.

A volte ho pensato di riprovare qui, a due passi da casa mia, forse riuscirei a farlo con più costanza.

Ma qualcosa mi spinge là dove è nato il mio clown, dove sono venuta per anni a salutarvi sperando di strappare un sorriso, un ricordo. Anche se poche di voi ci ricordavano e ogni volta era una nuova presentazione, chiedere un nome anche se lo conoscevo già. Oppure stupirvi perché lo sapevo. Quello sguardo che diceva allora sai chi sono, esisto.

Ogni tanto un volto mancante e per alcune di voi un piccolo strappo, impossibile non affezionarsi.

Marianna, Lucia, Clara, un concentrato di tenerezza.

Ma non c’era tempo di perdersi dietro ai ricordi, nuovi volti spaesati da conquistare, ancora freschi nei loro sprazzi di lucidità. Qualcuna in cerca di via di fuga diceva “vengo qui solo di giorno”, altre aspettavano le “mamme” per tornare a casa.

E le nonne in seconda fila, defilate, invisibili, carezze silenziose per loro. 

Quanto silenzio al nostro arrivo, tentativi di trasformarlo in caos colorato e  alla nostra partenza, quando vi accompagnavamo al tavolo, ancora la calma, troppa.

Avevamo un progetto di cena insieme, è una promessa pubblica la mia.

AVS – Associazione Veronica Sacchi nata da un’idea di Ettore e Claudia per ricordare Veronica. Una famiglia che ha formato centinaia di nasi rossi, cui senti di appartenere anche quando ti allontani.

 

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