Una storia per l’essere tempo –  di Ruth Ozeki

Una storia per l’essere tempo –  di Ruth Ozeki

Una storia per l’essere tempo –  di Ruth Ozeki

recensione di Fabiola Falcone

essere tempo

 

Candidato al Man Booker Prize 2013, Una storia per l’essere tempo è uno dei best seller della scrittrice e registra Ruth Ozeki, americana di origine giapponese.

Nel romanzo si narra la storia di Ruth, novellista americana che vive in un’isola canadese con Oliver, il suo compagno.

Un giorno, passeggiando per la spiaggia, trova una busta di plastica con all’interno un antico orologio e un diario.
Ruth inizia a leggere le pagine di quel manoscritto, ipotizzando che sia giunto nelle sue mani a causa dello tsunami del 2011.

Appartiene a Nao, una sedicenne problematica con l’intenzione di suicidarsi: la sua famiglia l’ha di recente portata via dalla sua perfetta vita americana, per catapultarla in una Tokio crudele e meschina.

Le storie delle due donne vengono narrate sotto punti di vista diversi: la vita di Ruth è raccontata con occhio esterno, in terza persona, mentre Nao si racconta in prima persona tra le righe del suo diario.

A ogni pagina delle memorie di Nao, sussegue uno spaccato della vita di Ruth, la quale si pone l’obiettivo di salvarla dal suicidio.

Gli scenari in cui vivono le due protagoniste si contrappongono: un Canada freddo, buio e silenzioso e una Tokio dai quartieri illuminati e trafficati.
A equilibrare le due donne e le due ambientazioni, entra a far parte Jiko, bisnonna di Nao, la quale
insegnerà i poteri della mente alla pronipote e interferirà nei sogni di Ruth.

Ozeki mostra la faccia del Giappone spirituale che ritroviamo nel cuore della montagna dove vive Jiko: vengono descritte le pratiche buddiste, la meditazione, la cultura funeraria, immergendo il lettore in un’ambientazione zen e pacifica.

Allo stesso tempo, Ozeki svela anche un Giappone lontano dal nostro immaginario: il volto crudele, del suicidio, del bullismo e dell’intolleranza, della prostituzione giovanile e delle torture.

Ozeki non si fa scrupoli a entrare in dettagli nudi e crudi.

Le storie di queste tre donne, piano piano s’intrecciano, influenzandosi tra di loro.

Ma le storie di Nao, Ruth e Jiko, non sono le uniche che s’intrecciano.

Una doppia valenza hanno le vicende del prozio di Nao, morto durante la seconda guerra mondiale e quelle del padre di Nao, in bancarotta e con tendenze suicide.

Ancora una volta Ozeki decide di cambiare stile, i due personaggi parlano attraverso lettere ed email.

Sullo sfondo delle situazioni inumane dei soldati giapponesi durante la Guerra Mondiale, della caduta delle torri gemelle e dello tsunami, spiccano elementi filosofici e di fisica quantistica.
Ozeki offre vari spunti di riflessione, lasciando anche, tra le righe un messaggio per quegli scrittori davanti al blocco creativo.

Personaggi, avvenimenti e scenari sono tutti in perfetta connessione e girano attorno al concetto di tempo, al “NOW”, al presente.

Lasciando varie chiavi di lettura, Una storia per l’essere tempo è un romanzo che non lascia indifferenti e altamente consigliato.

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Sinossi

A Tokyo, la sedicenne Nao crede che ci sia una sola via di fuga dalla sua dolorosa solitudine e dal bullismo dei compagni di classe.

Ma prima di farla finita, si ripropone di raccontare la vita della sua bisnonna, una monaca buddhista ultracentenaria.

Un diario è il suo unico passatempo, un diario che toccherà molte vite in modi che Nao non immagina neppure.

Sull’altra sponda del ‘Pacifico troviamo Ruth, scrittrice che vive su un isola sperduta e rinviene una serie di oggetti dentro un contenitore per il pranzo di Hello Kitty, portato a riva dalle onde.

Che si tratti di un relitto del devastante tsunami del 2011?

Man mano che il mistero del suo contenuto viene svelato, Ruth si lascia trascinare nel passato, nel dramma di Nao e nel suo destino ignoto, e contemporaneamente in avanti, nel proprio futuro.

Titolo: Una storia per l’essere tempo
Autore: Ruth Ozeki
Edizione: Ponte delle Grazie, 2013

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