Antabus – di Seray Sahiner

Semplicemente, donne.

Antabus – di Seray Sahiner

Antabus – di Seray Sahiner

Recensione di Emma Fenu

antabus

 

Antabus è un romanzo della scrittrice turca Seray Sahiner edito in italiano da Neri Pozza nel 2018.

 

Una donna parla in prima persona e si rivolge a te. Proprio a te.

Non girare pagina, non farlo, ti chiede.

Dalle ascolto, almeno tu.

Nessuno conosce la sua vera storia, finora.

Dalle ascolto, almeno tu.

Leila è una giovane madre di Istanbul, stuprata, sedotta, illusa, venduta e picchiata mentre il resto del mondo faceva il proprio giro attorno all’asse terrestre.

Molti hanno visto, hanno udito. Quanti sono i colpevoli?

Non uno solo.

Non solo il padre, la madre, i fratelli, lo zio, il datore di lavoro, l’amore giovanile, il marito.

Non solo loro.

Aggiungi i vicini, i negozianti, i medici.

È una lunga lista.

Aggiungi alla lista il nome di chi si è addormentato con le sue urla in sottofondo, di chi ha voltato l’angolo dopo aver incrociato i suoi occhi pesti, di chi ha pulito il sangue del suo aborto.

È una lunga lista.

Cosa può fare Leila per salvare se stessa e le sue creature?

Può uccidere le sue figlie ancora nel grembo, quando riesce a tenere segreta la gravidanza al marito.

Può somministrare l’antabus, un farmaco che inibisce la dipendenza dall’alcol, mischiandolo alle zuppe.

Può buttarsi da un precipizio.

Può uccidere il suo carnefice.

Può denunciare alle autorità? No, quello no. Servono prove e testimoni.

Ma i testimoni si sono finti sordi e muti, abbiate voi il coraggio di dare ascolto.

Seray Sahiner scrive un romanzo di grande impatto emotivo e di indiscussa condanna facendo proprie le parole dirette di una donna a cui sono stati rubati tutti i sogni, che il dolore ha reso cinica e la solitudine ha reso disperata.

Lei che, per amore di un agnello che le hanno condotto sulla mensa, come ennesima vittima al macello, non mangia nemmeno carne, perché si è fatta cibo per gli orchi.

Quante Leila ci sono ancora?

È una lunga lista.

Non girare pagina.

 

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Sinossi

Figlia unica di una famiglia trasferitasi a Istanbul per sfuggire alla povertà di un paese dell’entroterra, a quindici anni Leyla viene mandata a lavorare come cucitrice nel laboratorio del signor Hayri, un conoscente di suo zio della stessa età di suo padre.

Al lavoro non tarda a scoprire che tutte le ragazze, prima di mettere piede nel laboratorio, si incipriano come pappagalli con dei belletti rossi e viola.

Sono tutte innamorate di Ömer, il giovane sarto caposquadra.

Leyla non può imbellettarsi poiché il padre le vieta di farlo.

Ma in capo a qualche giorno si sorprende a svegliarsi mezz’ora prima degli altri, a spazzolarsi i capelli, prima da una parte poi dall’altra, a provarsi tutti i vestiti che possiede, poiché nel suo cuore non c’è altri che Ömer.

Un giorno, però, il signor Hayri getta uno sguardo un po’ troppo profondo là dove si è aperto un bottoncino della camicetta della ragazza.

Leyla si porta subito una mano al petto, ma il signor Hayri le mette una mano sul collo e la trascina sotto un tavolo.

Secondo le tacite leggi delle famiglie tradizionaliste in quel lembo di terra, alla ragazza non resta che piegarsi a un matrimonio riparatore con un conoscente dello zio, Remzi, un vedovo proprietario di un negozio di tessuti messo piuttosto bene quanto a soldi.
Tra le mura domestiche, però, Remzi svela un volto persino peggiore di quello del signor Hayri.

Dopo aver trascorso ore attaccato alla bottiglia, tira le tende di casa per non dare scandalo e riempie di botte la giovane moglie per un qualsiasi futile motivo.

Leyla sa di non avere via di scampo: se trovasse il coraggio di sporgere denuncia, nessuno dei vicini andrebbe a testimoniare, in fondo si tratta di questioni familiari. Che fare allora?

La risposta gliela dà Ülker, una «accompagnatrice di abbandonati» negli ospedali di Istanbul: placare il vecchio marito trattandolo, a sua insaputa, con Antabus, il medicinale usato per la cura dell’alcolismo cronico.

L’Antabus, infatti, riduce il desiderio di alcol, ma bisogna usare accortezza: mai più di mezza pastiglia e solo con l’acqua, perché può avere diversi effetti collaterali…

 Opera di una scrittrice in prima linea nella battaglia per i diritti umani in Turchia, “Antabus” è un romanzo crudo, potente, capace di raccontare le origini profonde degli abusi nei confronti delle donne e l’anima nera di una società fortemente intrisa di violenza e maschilismo.

Titolo: Antabus
Autore: Seray Sahiner
Edizione: Neri Pozza, 2018

 

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