Foschia – di Anna Luisa Pignatelli

Foschia – di Anna Luisa Pignatelli

Foschia – di Anna Luisa Pignatelli

Recensione di Emma Fenu

 foschia

Foschia è un romanzo di Anna Luisa Pignatelli edito da Fazi nel 2019.

La foschia non è solo l’offuscamento dell’orizzonte che si sfuma nelle infinite e minuscole gocce dell’aurora o del crepuscolo.

C’è una foschia dell’anima che si muove fra le tenebre dell’abisso e la luce della verità ed è di questa che racconta, come in una tragedia greca, l’opera di Anna Luisa Pignatelli.

Al centro della scena vi è Marta, prima bambina poi adulta che, affetta da un tumore, sceglie di raccontarsi, ripercorrendo a ritroso l’incerto percorso della propria formazione ed evoluzione.

Figlia di Teresa, creatura libera e anticonformista, ammalatasi di una grave depressione che la portò al suicidio, e di Lapo, critico d’arte arrivista, circondato di persone che ne nutrono l’ego narcisista, la protagonista si sentirà sola, smarrita e bisognosa di attenzioni.

La dicotomia fra i due genitori è resa con la rispettiva identificazione in due pittori rinascimentali: Piero di Cosimo, fantasioso e eccentrico, e Piero della Francesca, amante delle regole e della perfezione apollinea.

Come un viandante in mezzo alla foschia che cerca la strada che lo conduca ad un caldo focolare, così è Marta che cerca di attirare a sé le attenzioni paterne rispondendo al di lui desiderio morboso e incestuoso.

Non a caso Lapo è ossessionato da un dipinto  (la cui versione originale, andata perduta, verrà da lui poi trovata e acquistata a basso prezzo) che ritrae Ghismunda, figlia di Tancredi, principe di Salerno.

La fanciulla, oggetto dell’amore esclusivo del padre, trova l’amore fra le braccia di un valletto, Guiscardo, ma Tancredi, scoperta la relazione e follemente geloso, fa strangolare il giovane e ne consegna il cuore, dentro una coppa d’oro, a Ghismunda.

Quest’ultima, dilaniata dal dolore, si ucciderà bevendo del veleno versato sul cuore dell’amato.

Nel corso della narrazione di Foschia, viene più volte la ribadita la somiglianza fisica fra Marta e la giovane del dipinto, una somiglianza che va oltre i caratteri somatici e che diventa una sorta di identificazione.

Scoperto il grande segreto del padre, la protagonista taglierà con l’unghia la tela all’altezza delle vene del polso di Ghismunda eseguendo, inconsciamente, un rituale di suicidio simbolico.

Sorge poi il dubbio, nel lettore, che il famoso quadro, unico scampato al furto della preziosa collezione, più che maledetto sia un falso, come chi lo ha comprato ed esposto.

L’autrice ben scandaglia, senza ipocrisie, l’animo della ragazzina incapace, nella foschia della morale e del bene, di coltivare emozioni sane fino al momento in cui la realtà irrompe e il sole sorge illuminando la miseria delle viscere di un vitello d’oro creduto dio.

L’epilogo catartico porta la novella Elettra a espiare le colpe dei padri, covando nel petto il marcio desiderio di vendetta e riscatto per la propria progenie.

 

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Sinossi

Ambientato in una Toscana appartata e solitaria, tra boschi incontaminati e vigneti, Foschia è il racconto di una storia familiare dai contorni decisi, intenso e conturbante.

Adulta e già malata, Marta decide di ripercorrere con la memoria il rapporto teso e tormentato vissuto con il padre Lapo, un affermato critico d’arte, uomo carismatico di grande fascino e talento.

Nel ricordo, l’ammirazione da parte di lei bambina si trasforma dapprima in infatuazione e poi, via via, in una forma di attrazione più subdola e pericolosa.

Dopo l’infanzia passata a Lupaia, luogo affascinante e misterioso, Marta si trasferisce con il padre e il fratello nella più austera Torre al Salto, dove, preda di pulsioni che coincidono con un naturale risveglio dei sensi e delle inevitabili trasformazioni dovute all’adolescenza, vive un momento delicato all’interno di una famiglia che non sente più come sua.

Sono lontani i giorni in cui Marta cresceva accanto alla madre, donna anticonformista e inquieta, dal carattere quasi selvaggio ma profondamente legato alla natura, e lontano è il ricordo delle gite fatte insieme a Lapo nei dintorni di Lupaia per vedere le opere di Piero della Francesca o del Pontormo.

Avvolti da una densa foschia sono anche gli anni in cui Marta aveva esaltato la figura del padre, legandola a ideali di purezza e bellezza, che lo scontro con la realtà porterà irrimediabilmente a rinnegare, non senza uno strascico di dolorose conseguenze.

Titolo: Foschia
Autore: Anna Luisa Pignatelli
Edizione: Fazi, 2019

 

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