Onda e altri racconti – di Elena Rossi

Onda e altri racconti – di Elena Rossi

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Onda e altri racconti – di Elena Rossi

Recensione di Giovanna Pandolfelli

Onda e altri racconti è l’opera di esordio di Elena Rossi, pubblicato per Cosmo Iannone editore, 2018.

È inserito nella collana Kumacreola, scritture migranti, diretta da Armando Gnisci e M. Cristina Mauceri.

Mauj, Onda in arabo. Questo è il nome che viene conferito, come un premio alla sopravvivenza, ad una bimba nata tra le onde del Mediterraneo, durante la traversata sul barcone che la mamma ha intrapreso per garantire a se stessa e alla sua creatura un futuro migliore.

Quale nome più appropriato e propiziatorio di Onda? La massa d’acqua in movimento,quella che sospinge, che innalza, che travolge, simbolo della vita stessa.

Questa è una delle tante storie di donne, di migranti, che Elena Rossi, una giovane autrice romana, descrive in Onde e altri racconti, che mostra già tutti i segni di una scrittura matura, coinvolgente, mai leziosa, diretta eppure corposa e incisiva.

Grazie al suo talento, il lettore è trasportato attraverso storie diverse in cui i personaggi sono ben delineati con pochi tratti e il ritmo del racconto è avvincente.
Elena Rossi è laureata in Lingua e letteratura araba, ha viaggiato in vari Paesi arabi e ne dimostra una approfondita conoscenza.

Inoltre lavora presso l’Università Telematica Internazionale Uninettuno di Roma, presso la quale si occupa degli studenti rifugiati.
Attingendo pertanto al suo ampio bagaglio culturale, l’autrice si spinge verso orizzonti che sono fin troppo vicini a noi, indagando vicende, animi umani, sentimenti.

Il loro denominatore comune la lacerazione del distacco dalle radici, lo strappo della lontananza -non solo fisica- dal passato, dalla propria storia interrotta, spezzata da una linea invisibile ma incandescente che segna un prima e un dopo.

Con grande sensibilità Elena Rossi scava nei sentimenti di donne di tutte le età, di bambine, di madri, di carcerate, per portare alla luce una forza intrinseca che le caratterizza e le accomuna, una volontà di lottare per la libertà dalle catene dei ricordi dolorosi, delle guerre, dei pregiudizi razziali.

L’autrice dimostra una rara capacità di introspezione e di empatia, unita ad una notevole abilità di espressione e di forza narrativa in grado di creare piccoli gioielli di grande efficacia letteraria.

La prefazione a Onda e altri racconti è a cura di Erminia Dell’Oro, affermata scrittrice eritrea di origini italiane, conferma che siamo di fronte ad un’opera necessaria in questi tempi in cui la migrazione grida giustizia, riconoscimento, accettazione, verità.

“Ben vengano i racconti di Elena Rossi, testimonianze di vite smarrite e non sempre ritrovate, raccolte o anche immaginate osservando donne e bambine devastate da tragiche esperienze. Donne che sono tra noi, ci sono e non le vediamo, eppure basterebbe una parola, uno sguardo per avvicinarsi all’altro.

E l’altro potremmo essere noi […]”.

L’autrice si immedesima con le vite degli altri e le trasporta davanti al lettore.

Come Johanna la bambina che combatte contro l’incubo del ricordo della guerra in Iraq che le ha portato via i familiari.

Il dolore assume le sembianze di una strega, Aisha, e la bambina trova rifugio nella sua fantasia, nei personaggi dell’immaginario infantile.
Dall’Iraq andiamo nella Sicilia degli anni Cinquanta dove una ragazzina oggetto di molestie non ha alcun diritto di denunciare; in Egitto giovani idealisti combattono per la libertà.

La fantasia di Elena Rossi ci trasporta anche nelle carceri italiane: è qui che Mamy, detenuta straniera, subisce l’odio razziale.

Per approfondimenti sull’argomento segnalo il lavoro svolto nelle carceri femminili di Rebibbia da Tiziana Bartolini e Paola Ortensi (Noidonne) da cui è nato il libro A mano libera.

Dati alla mano, emergono da questa indagine gli ostacoli di essere donna e madre detenuta, condizione che può essere aggravata dall’essere straniera.

Elena Rossi tutto questo l’ha colto pienamente.

Altro tema scottante affrontato in Onde e altri racconti è l’infibulazione femminile, l’accettazione sociale di tale pratica e i risvolti psicologici che crea nella donna.

Cara Luce sono lettere di un’italiana convertitasi all’Islam per andare a combattere in Siria. L’entusiasmo, il disagio, la paura, il disorientamento. (Per ulteriori approfondimenti sul rapporto tra donne e Islam segnalo la relativa iniziativa del mensile dell’Osservatore Romano Donne, Chiesa, Mondo, diretto da Lucetta  Scaraffia ).

Un caleidoscopio di tematiche tutte legate al femminile, alla migrazione, all’incontro di culture, alla diversità. Donne e vite invisibili ai più che Elena Rossi ha colto e fatto sue, dando loro voce.

Link d’acquisto

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Sinossi

Ci sono vicine le protagoniste dei racconti di questa raccolta: le loro emozioni si percepiscono anche in lontananza.
In una dimensione tra realtà e finzione, delineano profili di Paesi diversi, dal Medio Oriente all’Africa, all’Italia.

Parlano la lingua che ha i colori dei mondi che ci fanno scoprire.

Giovani madri che sopravvivono per dare alla luce un figlio, perfino su un barcone in mezzo al
Mediterraneo.
Bambine che hanno “gli occhi cerchiati di dolore” e fanno di tutto per salvare un ricordo dalla guerra. Sensibili, indifese, risolute e prigioniere di un carcere che non è soltanto un luogo, lottano per la libertà o si coprono il viso di stoffa nera.

Gridano o ascoltano la voce del silenzio.

Tutte trovano la loro forza quando fanno la scelta che la vita mette loro di fronte, e che a volte sembra essere una sfida.

L’amore le accompagna, ma anche il rancore e la sofferenza, che vive negli occhi di una figlia, in una sirena che può cancellare la violenza, nell’abbraccio di un uomo che è stato un cliente, nel sapore di un bacio a cui devi rinunciare.

Titolo: Onda e altri racconti
Autore: Elena Rossi
Edizione: Cosmo Iannone, 2018

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