“La madre sconosciuta” di Kimberley Freeman

Semplicemente, donne.

“La madre sconosciuta” di Kimberley Freeman

La madre sconosciuta di Kimberley Freeman

recensione a cura di Sabrina Corti

Rieccoci nella piovosa campagna inglese di fine ottocento.

Ma prima facciamo un passo … avanti.

Londra: giorni nostri.

Tori rientra a Londra dall’Australia per occuparsi della madre, una brillante docente universitaria ora progressivamente piegata da una forma di demenza senile.

Tori trova una persona diversa, una madre sconosciuta, così distante dalla vulcanica docente che era. Passa da momenti di lucidità cinica ad attimi di tenerezza, e ripete incessantemente un nome, quella madre, “Emile”. Un nome che per Tori non ha alcun significato.

Deve prendere atto della realtà: sua madre non potrà più insegnare e deve lasciare lo studio che occupa all’Università di Londra.

A Tori il compito di smantellarlo e di ripulirlo da tutti i documenti di sua madre.

Tra gli scatoloni malamente riposti da un inserviente, Tori trova una lettera incompleta.

È una lettera di una donna, scritta oltre un secolo prima. E inizia così:

Alla mia bambina, che non ho potuto tenere.

Per prima cosa, non dubitare mai del fatto che ti abbia amata. Ti amo ancora oggi.

Sei stata concepita con amore, sei nata con amore, e mi sei stata portata via per amore.

Ti ho cercata per mesi…

Inghilterra: seconda metà del mille ottocento.

Agnes Resolute ha diciannove anni e sta per asciare l’orfanotrofio dove, poche ore dopo la sua nascita, era stata portata.

Sa che ogni bambino dell’orfanotrofio è stato abbandonato insieme ad un oggetto appartenuto alla madre, ma lei non conosce quell’oggetto.

Della sua infanzia ricorda che una bellissima donna veniva ogni tanto a giocare con lei. Ricorda la figura slanciata, il cappotto e i bottoni di quel cappotto. Ogni bottone aveva un unicorno. Ma a quel cappotto mancava un bottone…

Prima di lasciare definitivamente l’orfanotrofio, Agnes si intrufola nell’ufficio del direttore dove, in un armadio, vengono tenuti gli oggetti abbandonati insieme ai piccoli.. e Agnes trova quel bottone.

Ha un unico scopo nella vita: ritrovare quella madre sconosciuta che tanto l’ha amata.

Ed eccoci ancora in Inghilterra: vent’anni prima.

Una giovane donna scrive una lunga lettera alla piccola che è stata costretta ad abbandonare.

Non è una lettera, in realtà si tratta di un vero e proprio racconto.

Una storia nella storia: una storia d’amore meravigliosa e romantica.

“La madre sconosciuta”, romanzo edito da Tre60 nel 2018, si svolge su tre piani temporali differenti.

Un piano temporale contemporaneo in cui Tori ricerca spasmodicamente di ricostruire quella lunga lettera, di cui molti fogli sono andati perduti, per capire chi fosse quella madre sconosciuta e, parallelamente, la porta a riscoprire la propria di madre, così solo superficialmente conosciuta ma, sorprendentemente, così fragile e diversa dalle apparenze.

La storia di Agnes, che sul finire del diciannovesimo secolo, sfidando ogni tipo di convenzione sociale, forte dei suoi principi e delle sue competenze maturate in orfanotrofio, inizia un viaggio lunghissimo alla ricerca della propria madre.

Dalla campagna inglese andrà a Londra e poi a Parigi e ancora a Colombo, la capitale della vecchia Cylon, e infine in Australia, raccogliendo ad ogni passaggio un tassello che la aiuterà nella ricerca.

E poi, il terzo piano temporale, la storia di questa madre, costretta ad un gesto incomprensibile eppure pieno d’amore.

Una donna senza nome di cui solo alla fine verrà svelata l’identità.

“La madre sconosciuta” è un romanzo di quasi cinquecento pagine da cui con difficoltà ci si stacca.

L’ho terminato con le lacrime (e nulla, io i romanzi che mi commuovono va a finire che li leggo sempre in luoghi affollati, accipicchia!) e ho faticato a lasciare andare i personaggi.

Agnes, Tori, Emile, e molti altri, … li cercavo anche nel romanzo che ho iniziato in seguito. Ma era un altro libro, di tutt’altra pasta, eppure mi mancavano, li avrei voluti rivivere anche altrove.

Kimberley Freeman ha una scrittura coinvolgente, emozionante, incalzante. Un romanzo che ha lasciato il segno.

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Sinossi

Inghilterra, 1874. A 19 anni finalmente Agnes può lasciare l’orfanotrofio in cui è cresciuta e mettersi alla ricerca di sua madre. Da poco, infatti, ha scoperto che la donna che l’ha abbandonata ha lasciato accanto a lei un bottone decorato con un unicorno. E lei ricorda benissimo di aver visto un cappotto cui mancava proprio un bottone identico: l’aveva donato all’orfanotrofio una nobildonna, Genevieve Breckby…
Convinta che Genevieve sia sua madre, Agnes ne ripercorre le tracce fino a Londra e a Parigi, e poi, mossa da un’incrollabile determinazione, s’imbarca sulla Persephone, che la condurrà in una terra selvaggia e misteriosa: l’Australia.
Londra, oggi. È in Australia che Tori ha deciso di vivere. Ora però deve tornare a casa, in Inghilterra, per lasciarsi alle spalle un doloroso divorzio, ma soprattutto per aiutare la madre, brillante studiosa dell’epoca vittoriana, che soffre di Alzheimer. Mentre mette ordine nelle sue carte, Tori trova una lettera che risale alla fine dell’800. Una nobildonna scrive alla figlia, spiegandole i motivi per cui l’ha abbandonata, e le incredibili vicissitudini che l’hanno portata a quel terribile gesto. Ma la lettera è incompleta e Tori, prima incuriosita e poi sempre più coinvolta, decide di mettersi alla ricerca dei fogli mancanti…

Titolo: La madre sconosciuta
Autore: Kimberley Freeman
Editore: Tre60 – 2018

 

 

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