“Cara ragazza di oggi, di ieri” di Maria Concetta Biundo

Semplicemente, donne.

“Cara ragazza di oggi, di ieri” di Maria Concetta Biundo

“Cara ragazza di oggi, di ieri” di Maria Concetta Biundo

Contest Lettere al Femminile

Cara ragazza

Cara ragazza di oggi, di ieri, vorrei rivolgermi a te, io che non sono più ragazza, anzi sono all’inizio della terza età.

Mi sembra ieri che ero ancora ragazza, con tanti dubbi e tante speranze. Sognavo di essere sicura, mentre mi sentivo incerta e inadeguata.

Sentivo che c’era tutto un mondo da costruire, dentro e fuori di me,  convinta  che i due mondi camminassero insieme, che  le mie certezze interiori mi avrebbero aiutato a muovermi meglio e le certezze esteriori mi avrebbero aiutato a non scivolare nel buio della paura e dell’inadeguatezza.

Lo pensavo, ma non sapevo bene come fare, mi sentivo impaurita, eppure non è stato facile né semplice ma, man mano che passavano gli anni e si svolgeva la vita, vedevo questi due mondi che si intrecciavano e sostenevano l’un l’altro.

Avere dei buoni risultati esteriori mi dava fiducia e la fiducia mi dava sicurezza e la sicurezza mi dava buoni risultati.

Non mi sono ritrovata in questo mio lungo percorso ad avere particolari problemi con la famiglia che ho costruito, con il lavoro che ho svolto, forse perché ho cercato di trovare sempre dei punti di  equilibrio,  perché ho cercato di vivere tutto con leggerezza,  ma so di certo che quando mi sentivo inghiottita dal buio e la paura dell’incertezza mi assaliva, cercavo di trovare un appiglio per risalire.

Sono stata forse fortunata perché l’ho sempre trovato, per uno strano destino l’appiglio mi si è presentato  proprio quando mi serviva!

Di certo so che oggi, se guardo indietro nel tempo e vedo quella ragazza incerta ed impaurita della vita che ero io nella mia adolescenza, sostenuta soltanto dall’idea che ci doveva essere qualcos’altro, mi verrebbe da dire alle ragazze e ai ragazzi di  non arrendersi, di essere guidati nella vita dalla speranza e dalla fiducia.

Se guardo indietro nel tempo a quella ragazza che ero io nella mia adolescenza, mi viene da sorridere perché mi accorgo che pretendevo allora di avere le certezze che forse ho ora.

Non avevo capito allora o forse non volevo accettare  che la vita è un percorso e una conquista, un lento cammino, un risultato che si può ottenere se ci si muove nel  tempo, nella direzione che si vuole raggiungere.

Pensavo che già a quell’età dovevo essere  sicura di  me, capace, con le idee chiare e invece ho scoperto che la vita non è statica, è dinamica, è movimento, è costruzione, è ricerca e i risultati si hanno negli  anni mettendo volontà, interesse, curiosità, desiderio di crescere.

Vivere è non sentirsi mai arrivati e pensare che ci può essere altro, persone da conoscere, interessi da coltivare, idee da comunicare, impegno da applicare, rapporti da scoprire.

E tutto questo si ottiene negli anni, man mano che si costruisce e ci si costruisce, man mano che l’esperienza di vita ci arricchisce e ci rende più lucidi e più capaci  di scegliere, di capire, di seguire quella strada che consideriamo la migliore per noi.

Cara ragazza, non arrenderti, il tempo è l’elemento della vita, noi viviamo nel tempo, ma siamo anche noi a decidere come usarlo a nostro favore, come farlo diventare nostro alleato e scoprire che gli anni che si aggiungono l’uno all’altro non sono solo un lento trascorrere di giorni, ma anche conoscenza acquisita, interessi  coltivati, rapporti costruiti, impegni svolti, amore donato.

Cetty

 

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