Il tè del venerdì con Amalia & Amaryllis

Il tè del venerdì con Amalia & Amaryllis

Il tè del venerdì con Amalia & Amaryllis

Oggi la nostra intervista raddoppia, perchè abbiamo con noi le autrici di un’opera a quattro mani molto interessante e impegnativa: una saga in forma epistolare ambientata a fine Ottocento, nella quale si intrecciano le vite e i destini di numerosi personaggi e famiglie.

Una serie di romanzi nei quali Storia, amori, tradimenti, sconfitte e trionfi conducono il lettore nel cuore perduto dell’Europa del secolo diciannovesimo.

Le autrici sono Amalia Frontali, che conosciamo grazie a Mia Cara Jane e al recente successo La Gemma di Ceylon, e Amaryllis C. Medlar, autrice di Polaris, il romanzo che ha generato questa saga.

Ora spazio alle nostre ospiti!

Ciao ragazze, e benvenute nel nostro salottino!

Grazie!!

amalia & amarillis saga della sposa

Partiamo sempre con domande personali, perciò… chi sono Amalia e Amaryllis? Perché avete scelto questi nomi?

A&A: perché suonano benissimo insieme, no? Sembra uno di quei marchi di tappezzerie vittoriane di broccato a colori carichi e fregi dorati.

Amaryllis è un nome virgiliano e floreale di antica e poetica memoria, mentre Amalia è un vecchio nome di famiglia, di quelli che attraversano i secoli.

Più difficile dire chi siamo. Siamo amiche, tanto per cominciare, e abbiamo la stessa concezione della scrittura, ludica, di evasione e anche un po’ terapeutica. Abbiamo una formazione simile e quindi ci intendiamo molto bene. E abbiamo anche la stessa furia creatrice, visto che abbiamo messo insieme quattro volumi di saga in meno di quattro mesi 🙂

Questi romanzi sono nati da un dialogo continuo, un contrappunto serratissimo in migliaia e migliaia di righe di chat e messaggi, e molte molte più storie che ci siamo raccontate di quante poi sono davvero arrivate alla versione da pubblicare. Questo ha reso vivi i personaggi e trasportato noi nel mondo che abbiamo creato: un viaggio fantastico!

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Com’è nata la vostra collaborazione e in particolare come è nata questa saga epistolare?

Amaryllis: E’ un po’ complicato. Non tanto in realtà. All’epoca (maggio 2018) stavo scrivendo il mio primo romanzo, Polaris, i cui protagonisti, Jacob e Amelia, sono i genitori di Ann, l’eroina de Il Prezzo della Sposa. Eravamo entrambe nel bellissimo e  vittorianissimo salotto del gruppo Facebook Regency&Victorian, galeotte furono le amministratrici e le continue occasioni di discussioni che propongono. Amalia (incautamente?) si offrì di leggere il primo capitolo, e il ruolo di lettrice occasionale ben presto sconfinò nelle mansioni di editor, spalla su cui piangere, motivatore atletico e amica di penna. Finito l’improbabile romance vittoriano, ci siamo dette: e mo’ che succede? Da cui la nascita di Ivan, Ann e l’universo di Kirishi, la grande tenuta nell’oblast di Pietroburgo.

I calmucchi, invece, vengono da una notissima compagnia di danza folkloristica russa, lo Igor Moiseyev Ensemble, che negli anni ‘60, su iniziativa del Ministero sovietico della cultura, si impegnò a preservare in forma tersicorea le identità delle varie popolazioni autoctone russe. Ballano facendo tremare le spalle. E vanno a cavallo. In vestaglia. Serve altro?

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Amalia: No, dico? L’avete letta? Ballerini russi, motivatori atletici, cavalieri  in vestaglia che fanno tremare le spalle nella steppa e si deve presumere sia arte tersicorea, un romanzo vittoriano pieno di spie che sono veramente spie e spie che dovevano essere spie ma poi, nel capitolo che le metteva alla prova, erano troppo divertenti e ingenue per esserlo…impossibile non farsi conquistare dalla ricchezza del mondo interiore di Amaryllis. Dovevo convincerla a scrivere un romanzo per sviscerare le potenzialità di questo universo. E visto che i personaggi erano tanti, ansiosi di esprimersi, e visto che volevamo che parlassero con le loro parole e pensassero i loro pensieri, la forma epistolare era l’unica che rendesse loro giustizia e al contempo che esprimesse un aspetto così fondamentale del mondo ottocentesco come la corrispondenza.

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Fra i tanti personaggi che si intrecciano in questi romanzi sceglietene uno ciascuno. Chi è, perché avete scelto lui/lei e che cosa… ne penserà secondo voi il lettore?

Amaryllis: Dolorosissima scelta: forse Jacob. Profondamente antipatico, snob nel sangue, ma disperatamente, totalmente innamorato di Amelia. Una delle poche persone da cui gli importasse essere compreso, che lo ha strappato dall’assurda convinzione di non avere più nulla di buono da fare, a questo mondo. E mi piace tanto la dinamica che ha con Alek; come fratello maggiore riesce a essere tenero e spontaneo.

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Amalia: Difficile scegliere, ancor più difficile farlo senza spoilerare i prossimi episodi della saga 🙂 Scelgo Effie Drummond, una volta istitutrice scozzese e dal 1856 Principessa Evfrosinjia Pavlovna Kuragina. Mi piace molto perché il suo personaggio si rivela poco a poco nel corso della saga, come se l’inquadratura su di lei si stringesse sempre di più, rivelando i dettagli. È una donna profondamente vittoriana e allo stesso tempo capace di pensare con la propria testa, che è tra l’altro una testa di prim’ordine. È razionale ed è piena di contrasti, come sono le persone vere; il suo rigido senso dei ruoli e delle convenienze fa sì che sovente agisca e reagisca in forma consona alla situazione, pur trovandosi a pensarla in modo radicalmente diverso. È una donna colta e coltiva la tacita presunzione di sapere sempre tutto meglio degli altri, ma di sicuro scoprirà che ci sono ampi margini di apertura anche dei suoi orizzonti. Perché gli imprevisti colpiscono sempre più duramente i pianificatori, di chi vive alla giornata.

Ma non è lei la mia preferita.

Mi rifarete questa domanda quando pubblicheremo il terzo volume?

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Avete in cantiere nuovi progetti? Altre epoche che vorreste esplorare insieme o separatamente?

Amalia: io sono per il 90% cantiere. Bisogna vedere cosa esce, poi, dal cantiere. In questo senso, scrivere a quattro mani aiuta, perché ci si sprona a vicenda all’obiettivo e il successo o l’insuccesso condivisi si affrontano meglio e ridendo molto di più.

Scriveremo comunque separatamente, personalmente ho vari progetti in diversi stadi di lavorazione. Ho appena pubblicato un romance regency, La Gemma di Ceylon, ho un altro romance regency in corso d’opera e poi vorrei cimentarmi nel giallo prossimamente, un genere che non ho mai affrontato, possibilmente sperimentando su tutto: ambientazione, epoca, punto di vista narrativo.

E insieme ad Amaryllis…beh, non vorrete perdervi i prossimi tre volumi della saga! Il secondo, “L’Onore della Sposa”, è previsto in uscita il mese prossimo.

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Amaryllis: allora, sicuramente nei prossimi mesi avrò abbastanza da fare! Ho incontrato un personaggio interessante, di metà Novecento, da cui secondo me verranno fuori buone cose, ma siamo ancora in alto mare. E naturalmente c’è il seguito di Polaris, Lucifer in cui scopriremo….. cento e uno modi di non indossare il kilt. D’altro canto, per dirla con Pasha, non è proprio ben fatto scordarsi a casa le braghe se uno è Alta Eccellenza.

Pure se non lo è.

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Cultura al femminile: che significato ha per voi personalmente questa definizione? Esiste una cultura, una letteratura al femminile? Come vi collocate in essa?

Amaryllis: conoscere è potere, perché allarga gli orizzonti e abbatte quei limiti che pensavi di avere. In questo senso la lettura al femminile, e l’affiorare del punto di vista di una donna anche in ambiti finora non necessariamente affrontati, assumono una grande importanza sociale. Detto questo, io credo nell’umanità. Che è l’unica grande distinzione che conta.

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Amalia: esiste un punto di vista femminile, un modo di guardare il mondo diverso e complementare a quello maschile e per troppi secoli ignorato del tutto, o paternalisticamente relegato a categorie di seconda classe. In quest’ottica, le desiderabili ignoranza e ingenuità femminili erano una forma di controllo, e di negazione, dietro cui oggi, per fortuna, non abbiamo più scuse per trincerarci.

In termini di doveri, diritti e rivendicazioni, siamo umanità, come dice Amaryllis.

In termini di espressione, siamo ancora in fase di riconquista di uno spazio e di una voce che dobbiamo trovare l’autostima e la forza di riscoprire e proporre, uscendo noi per prime dagli stereotipi e dalle zone di conforto.

Cultura al femminile, per me, è quella che, in quanto donne, dobbiamo ostinatamente perseguire, anche al fine di dare alla nostra opinione la stessa sostanza, forza e motivazione di quella dell’altra metà del mondo. Un percorso fatto di esperienze di prima mano, di conoscenze, di sperimentazione di se stesse e dei propri limiti, desideri e talenti.

amalia & amarillis saga della sposa
Domanda finale, la più inutile di tutte!!! Come prendete il tè?

Amaryllis: con troppo latte.

Amalia: sempre allo stesso modo raccapricciante, con il miele, però bollente.

amalia frontali amaryllis medlar

Grazie per averci fatto compagnia, a presto!

Il Prezzo della Sposa –

volume primo de La saga della sposa

Nel 1870 i destini di tre famiglie s’incrociano in una tenuta non lontana da San Pietroburgo. La giovanissima Ann di Salmis, nobile svedese e provetta scacchista, stringe un’amicizia indesiderabile con il calmucco Ivan Orchadev, figlio ventenne di una famiglia di mezzadri dei Principi Kuragin.
In una narrazione epistolare corale, che esplora la polifonia dei carteggi privati fra vari membri delle tre famiglie protagoniste e di altre disseminate per l’Europa, la storia di Ann e Ivan, una partita a scacchi dopo l’altra, si dipana negli anni, affrontando gli ostacoli delle differenze di censo e della disapprovazione familiare e sociale.
Il Prezzo della Sposa è il primo volume della Saga della Sposa, una serie di romanzi epistolari a narrazione corale che accompagnano i numerosi personaggi, nella loro evoluzione personale e familiare, per tutta la seconda metà del XIX secolo, fra i fasti dell’Impero Russo, la notte artica di Svezia, le danze sfrenate della Puzsta, passando per la perfida Albione, fino al selvaggio West.

L’onore della sposa disponibile dal 9 marzo.

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