Le donne si raccontano in… poesia – Flavia Novelli

Semplicemente, donne.

Le donne si raccontano in… poesia – Flavia Novelli

flavia novelli universi femminili

Il tè del venerdì con Flavia Novelli

Oggi, 8 marzo, ricorre la Festa della Donna, e qui in Cultura al Femminile ospitiamo la poetessa Flavia Novelli, la cui ultima raccolta di poesie esplora appunto, gli “Universi Femminili”.

Ciao Flavia e benvenuta al tè del venerdì!

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Prima domanda personale, ti propongo di raccontarti attraverso una canzone, una poesia tua e una che ami come lettrice.

Ecco, già alla prima domanda mi metti in crisi, perché se c’è una cosa che mi riesce davvero difficile fare è scegliere una parte per il tutto, in questo caso una canzone, una poesia, rappresentativa di tutta la musica e tutta la poesia che amo. Inevitabilmente penso alle altre canzoni, alle altre poesie che sto escludendo. Questa difficoltà a scegliere è forse proprio la cosa che mi racconta meglio. Ma devo rispondere. E allora, facendo violenza su me stessa, ti dico: “Perfect day” di Lou Reed (ma solo perché, per una ragione che non so spiegarmi, è sempre la prima che mi viene in mente quando mi viene chiesto di sceglierne una) e una poesia di Blaga Dimitrova, “Senza amore”:

Da questo momento vivrò senza amore.

Libera dal telefono e dal caso.

Non soffrirò.

Non avrò dolore né desiderio.

Sarò vento imbrigliato, ruscello di ghiaccio.

Non pallida per la notte insonne – ma non più ardente il mio volto.

Non immersa in abissi di dolore – ma non più verso il cielo in volo.

Non più cattiverie – ma nemmeno gesti di apertura infinita.

Non più tenebre negli occhi, ma lontano per me non s’aprirà l’orizzonte intero.

Non aspetterò più, sfinita, la sera – ma l’alba non sorgerà per me.

Non mi inchioderà, gelida, una parola – ma il fuoco lento non mi arderà.

Non piangerò sulla crudele spalla – ma non riderò più a cuore aperto.

Non morrò solo per uno sguardo – ma non vivrò realmente mai più.

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Fra le mie poesie, scelgo per raccontarmi questa che parla del mio bisogno di conservazione, totalità, unità, che mi porta a vivere con dolore ogni rinuncia e ogni perdita:

Sono roccia

roccia sedimentaria

Strati di Vita

Amori

e dolori 

sedimentati

a formare la mia ossatura

che nulla lascia andare

e svanire

Strati su strati

Raccolgo ed accolgo

Conservo

in ogni cellula del mio corpo

la memoria

di quel che è stato

Sono roccia

Non acqua che scorre via

Non sono vento

Sono sedimento

Quali sono le tue principali fonti di ispirazione?

A rischio di sembrare banale, ti rispondo che la principale fonte di ispirazione è la vita, la mia e quella degli altri. Quindi tutto. Da tutto può nascere una poesia: dal più lacerante dolore personale a un’immagine (una foto, un quadro) in cui mi imbatto casualmente, alle drammatiche vicende che coinvolgono l’umanità intera. Tutto ciò che mi suscita un’emozione si trasforma quasi automaticamente e autonomamente in poesia.
Il mio primo libro di poesie (Vennero i giorni) è una sorta di diario poetico che raccoglie poesie scritte quotidianamente in un periodo di febbrile bisogno di dar voce ad un dolore profondo. Quindi l’ispirazione veniva tutta da dentro.
Con Universi femminili, invece, lo sguardo è uscito al di fuori di me stessa per nutrirsi di altre vite. Delle vite di altre donne, in particolare delle vittime di violenza maschile e di donne migranti. Qui l’ispirazione più profonda è venuta da un’esperienza molto intensa vissuta nel 2018, quando sono stata selezionata per prendere parte al progetto “REFEST – Immagini e Parole sui Percorsi dei Rifugiati” co-finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma Europa Creativa. Un progetto che aveva come obiettivo quello di raccontare e documentare, attraverso la fotografia, l’illustrazione e la poesia, le storie dei rifugiati, grazie al lavoro di 32 artisti provenienti da quattro paesi europei.

La residenza artistica a cui ho partecipato (gestita dall’Associazione Passaggi Cultura, partner italiano del progetto e organizzatrice del Passaggi Festival di Fano) mi ha dato l’opportunità di vivere una settimana a stretto contatto con donne migranti e rifugiate, le cui storie ho sentito il bisogno di raccontare in versi.

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Inoltre, in questo momento storico in cui assistiamo ad un preoccupante ritorno di atteggiamenti maschilisti e misogini e al tentativo di farci retrocedere sul terreno dei diritti faticosamente conquistati, è ancora più forte la necessità di parlare di donne e alle donne. Universi femminili nasce anche da questa esigenza.

Che cosa cerchi quando scrivi poesie? Che cosa trovano, secondo te, i lettori nelle tue opere?

Non credo di andare alla ricerca di qualcosa quando scrivo. Sarebbe più corretto dire che mi lascio trovare.
La poesia è uno specchio in grado di restituirmi l’immagine reale di me stessa, ma anche una finestra spalancata sul mondo e sulla vita.
Scrivere è un modo per vedere meglio le cose, per comprenderle e comprendere me stessa.
Non saprei dire cosa possa trovare un lettore nelle mie poesie. Forse uno sguardo, un’emozione, un sentimento o un pensiero in cui identificarsi. Posso dirti però quello che vorrei vi riconoscesse: la sincerità. Del resto sono convinta che la poesia sia l’unica forma di scrittura che non renda possibile mentire.

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Come nasce in te la poesia? Come tieni in equilibrio ispirazione e forma, istinto e riflessione?

Temo di non aver ancora imparato a tenere in equilibrio ispirazione e forma, istinto e riflessione. Nella mia scrittura c’è un evidente squilibrio a svantaggio della forma e della riflessione.
Scrivo di getto, con urgenza, rapidamente, senza rimaneggiamenti. Non sono solita mettermi “a tavolino” con l’obiettivo di scrivere. Non decido se, quando e cosa scrivere. La poesia si insinua nella quotidianità e io la accolgo. Ma è anche vero che, essendo una persona eccessivamente meditativa, quando la poesia arriva forse è perché la riflessione è giunta a maturazione e le parole sono solo “frutti da cogliere”.

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Cultura al femminile: che significato ha per te personalmente questa definizione? Esiste una cultura, una letteratura al femminile? Come ti collochi in essa?

Anche se non amo le etichette, credo ci sia una specificità, una cifra comune nell’espressione artistica e letteraria delle donne, che ci autorizza a parlare di cultura e letteratura al femminile (che non deve però significare che c’è una Letteratura con la “L” maiuscola e una letteratura femminile di minor dignità). Non è questione di differenze genetiche, quanto di vissuti esperienziali differenti. Nella poesia penso che questa peculiarità della voce femminile sia ancora più percepibile e personalmente mi ci riconosco.

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Progetti futuri?

Tra i progetti concreti c’è l’uscita, in primavera, del mio terzo libro di poesie, per la casa editrice Montag di Tolentino.

Nessuno lascia questa pagina senza aver risposto all’ultima domanda. Come prendi il tè? ☺

Senza zucchero, senza latte né limone. Il tè per me è consolatorio: lo bevo quando sento il bisogno di calore, coccole e tranquillità, cingendo a lungo tra le mani la tazza bollente.

Ciao Flavia e grazie per averci fatto compagnia!

flavia novelli universi femminili

Flavia Novelli

flavia novelli universi femminiliFlavia Novelli, nata a Pontebba (UD) il 22.08.1969, vive a Roma, dove si occupa di comunicazione e pari opportunità.

Laureata in Sociologia, si è dedicata per diversi anni all’attività didattica e di ricerca e alla scrittura saggistica.

La sua vera passione è però la poesia.

Nel 2018 è stata selezionata (tramite bando nazionale) per partecipare, insieme ad altri 8 poeti italiani, al progetto “REFEST – Images and Words on Refugees Routes” (Immagini e Parole sui Percorsi dei Rifugiati)” co-finanziato dal programma comunitario “Europa Creativa”. Un progetto che ha raccontato e documentato, attraverso la fotografia, l’illustrazione e la poesia, le storie e i percorsi dei rifugiati grazie al lavoro di 32 artisti provenienti da quattro paesi europei: Italia, Bosnia Erzegovina, Croazia e Spagna. Le opere prodotte sono state poi esposte nei quattro Festival organizzati dalle associazioni partner. La mostra italiana ha avuto sede a Fano all’interno del Passaggi Festival della Saggistica, nel giugno/luglio 2018.

A maggio 2017 ha pubblicato la sua prima silloge, “Vennero i giorni”, Edizioni Progetto Cultura. Sue poesie sono contenute nelle antologie:  “Aspettando Santander – Autori in evoluzione” (vincitrice nella sezione short story);  “Premio Mangiaparole Poesie”, Edizioni Progetto Cultura; “Come Aquiloni” – Autori in evoluzione”, Paradigma Nouu;  “Mi illumino d’immenso”, casa editrice Pagine e “Antologia Premio Afrodite 20018”, Editrice Montecovello  (vincitrice come “Miglior poeta” dell’omonimo concorso letterario).

Il suo ultimo libro, “Universi femminili”, Herald editore, è stato presentato il 19 novembre 2018 presso la Casa internazionale delle donne, a Roma.

A primavera 2019 è prevista la pubblicazione, con la casa editrice Montag, di una nuova raccolta di sue poesie.

Universi Femminili

Poesie che parlano della vita, dei problemi e della forza delle donne, di stereotipi di genere, di amori malati, di violenza e femminicidio, di donne migranti.  Nella prima parte sono raccolte poesie che trattano gli aspetti più vari dell’universo femminile: la complessità e la bellezza dell’essere donna; la maternità e la libera scelta di non essere madre; il lavoro e le difficoltà di carriera; i sogni e le passioni dell’età giovanile e della senilità; il rapporto con il proprio corpo e la sessualità; gli stereotipi e i modelli che la società impone alle donne.

La seconda sezione affronta il tema della violenza contro le donne, con poesie (a volte direttamente ispirate dai drammatici fatti di cronaca) che parlano di rapporti sbagliati e pericolosi, di legami che devono essere spezzati, di donne che riescono a trovare una via di uscita e di rinascita e di donne a cui quella via di uscita viene sbarrata per sempre.

L’ultima parte è dedicata a quelle sorelle che vengono da lontano, fuggendo da drammi,  attraversando altri drammi e, purtroppo, incontrandone altri ancora, una volta giunte nel nostro

Paese. Giovani donne meravigliose che, nonostante l’inferno vissuto, sono ancora capaci di sorridere e sperare in un futuro per sé e per i propri figli. Ne ho conosciute. Attraverso la poesia, ho cercato di dar voce alle loro storie. Perché loro, per me, rappresentano oggi il simbolo della forza delle donne.

http://www.heraldeditore.it/Libro-Universi-femminili.html

E vennero i giorni:

https://www.amazon.it/Vennero-i-giorni-Flavia-Novelli/dp/8860929148/

 

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