Monika M.: il tè del venerdì

Semplicemente, donne.

Monika M.: il tè del venerdì

Monika M.: il tè del venerdì

Monika M. è stata ospite in passato coi suoi romanzi del salotto di Miss Darcy e oggi sono lietissima di farle compagnia su Cultura al Femminile in occasione dell’uscita della sua nuova opera, Aquila, le vette dello Spirito. Una buona tazza di tè, biscotti appena sfornati,  le primule sul davanzale… eccoci pronte per voi!

monika m.

Ciao Monika e benvenuta al tè del venerdì!

Prima domanda personale, nella quale ti chiedo di raccontarci chi sei attraverso un libro che ami, un film che ha un significato speciale per te e una canzone in cui senti di rispecchiarti.

Buongiorno, grazie a voi e ben trovati ai vostri cari ed affezionati lettori.

Un libro... sceglierne uno su tutti non è facile, il mio preferito è Il nome della rosa, di Umberto Eco. Il romanzo  storico è il mio genere preferito, lo stesso che io ama scrivere e questo ne è indubbiamente l’espressione più alta. L’ho letto per la prima volta all’età di quindici anni e da allora lo rileggo almeno una volta l’anno… ora ne ho 42.

monika m.

Un film… è ancora più difficile stabilire un solo film, dirò che amo molto Dracula di Coppola. Anche se non fedelissimo al romanzo mi ha emozionato molto. Le ambientazioni in Castel Dracula hanno  regalato, ai lettori di Bram Stoker, quelle atmosfere gotiche e donato l’illusione di poter incontrare il Vampiro, interpretato magistralmente. L’amore di Dracula verso Mina stravolge il romanzo, ma conquista comunque lo spettatore. Un film eccezionale.

Una canzone… probabilmente pochissimi conosceranno questa canzone dei Rammstein: Amour.

Trovo descriva perfettamente  l’amore, molto lontano dall’idea romantica che tutti cercano. La canzone originale è in tedesco, vi lascio qualche frase tradotta.

Lamore è un animale selvaggio
Ti respira ti cerca
Nidifica sui cuori spezzati
Succhia forte sulle tue labbra
Scava  tunnel tra le costole
Si lascia cadere soffice come neve
Prima diventa caldo, poi freddo, alla fine fa male

monika m. 

Parliamo di “Aquila, le vette dello Spirito”. Come è nata l’ispirazione per questo libro? Si tratta di un genere nuovo per te?

È il terzo romanzo storico che scrivo, ma il primo thriller. “Aqula, le vette dello Spirito” è nato dal mio amore per la città di L’Aquila, straziato dal terremoto che l’ha distrutta. Durante una delle mie visite alla città, mentre passeggiava davanti la basilica di Collemaggio, ho guardato con occhi nuovi l’edificio. Sapevo molto a livello artistico della struttura, ma poco o nulla a livello storico. Ho così intrapreso  studi sulla città, durati tre anni, che mi hanno suggerito la storia di questo romanzo. È un regalo alla città, ma soprattutto un dono a coloro che non la conoscono e che potranno scoprirla attraverso il mio libro.

monika m.

Hai già pubblicato diverse opere. Che cosa troviamo di te in ciascuna di esse?

Quel che amo è inoculare nel lettore il dubbio. Non do mai risposte, ma al contrario destabilizzo idee preconcette.

Nella letteratura contemporanea emergente si da sempre molto risalto alla “luminosità” dei personaggi… io invece mi sforzo di narrare con autenticità le tenebre che ogni persona ha dentro.

Ecco, nei miei libri cerco di essere il più sincera possibile, proiettando sulle pagine quello che tutti nascondiamo.

monika m.

Ci presenti i tuoi romanzi… attraverso una frase presa da ciascuno?

Margot: “Con tutte le lacrime che ho versato per te avrei potuto riempire l’oceano, e con tutta la forza che ho trovato in me l’ho attraversato.”

Come un’isola: “ Nulla di te sarà  a me precluso, nascosto. Non avrai angoli in cui io non entrerò. Conoscerò quello che tu stessa non vuoi vedere, ammettere, accettare.

Fregiate virtù inconfessati vizi : “ Il cuore può spezzarsi una volta solamente, diviene poi immortale o immorale… fate voi!”

Aquila, le vette dello Spirito: Assuefatto alle rigide consuetudini del regolamento dell’abazia, che mi ospitava pressoché da un anno per il  postulato che mi avrebbe veduto passar poi a novizio, pativo ora la irregolarità della vita babelica cui mio malgrado mi trovavo coinvolto. Il sonno tardava a giungere talmente ero frastornato nell’intelletto,  generosamente stimolato nella risoluzione dell’arcano che sapevo celarsi dietro quei giorni enigmatici.

monika m.

Scrivere storico: che cosa ti affascina di questo periodo in particolare? Come hai affrontato le ricerche per questo tuo ultimo romanzo?

Ho frequentato, come molti credo, corsi di scrittura… ancora ricordo la prima cosa che il relatore ci consigliò: “Non vi impelagate nel romanzo storico, è il genere più difficile”

Probabilmente per il mio carattere ribelle ho ignorato tale consiglio.

Scrivere storico è oggettivamente difficilissimo, non si deve studiare unicamente l’argomento che si intende trattare ma anche il contesto, gli abiti, il cibo, ecc. A dar credibilità alla storia ed ai personaggi sono i dettagli ed è quindi importante far ricerche accurate. Molti errori, anche nell’editoria affermata, sono stati commessi, ma basta veramente una piccola distrazione per cadere in fallo.

Il periodo storico che più amo è il medioevo, molto diverso dal periodo buio che molti ritengono essere stato.

Gli studi per questo romanzo sono stati molto difficili poiché la città di L’Aquila è stata colpita, nei secoli, da molti terremoti ed ho quindi dovuto verificare quali edifici fossero presenti ai tempi della narrazione.

monika m.

Cultura al femminile: che significato ha per te personalmente questa definizione? Esiste una cultura, una letteratura al femminile? Come ti collochi in essa?

 Il punto di vista femminile, esponente grandissima Elsa Morante, è indubbiamente importante: ha dato voce, tramite scrittrici e protagoniste, alle donne. Non so se le mie protagoniste, ed io stessa, rientriamo in questa “definizione”: le etichette mi sono sempre andate strette. Sono una donna dal carattere forte, libero  e determinato e le mie protagoniste non possono che essere come me!

monika m.

Non è la prima volte che ti faccio questa domanda, ma… Come lo prendi il tè?

Ultimamente ho provato il tè allo zenzero.

 

Grazie Monika di essere stata con noi!

Grazie a voi, ed ai vostri affezionati lettori.

Aquila, le vette dello spirito – sinossi

Partendo da fonti storiche originali, Monika M, costruisce un thriller storico avvincente! I Templari nascosero, in varie città europee, parte del tesoro riportato dalla Terra Santa, L’Aquila sarebbe una di queste. La narrazione prende il via alla morte del Papa Angelico, Celestino V, protagonisti un manipoli di uomini fedeli al Santo che lotteranno per impedire al successore, Bonifacio VIII, di infangare e cancellare la memoria dell’eremita della Majella. Malachia, giovane professo, redigerà in segreto un tomo che l’oscura epoca rievoca. Unicamente dopo il terremoto del 2009 il manoscritto verrà ritrovato, nella Basilica di Collemaggio, da Bramante. Quali misteri cela da sempre la città di L’Aquila? Questo l’enigma.


 

 

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