Il tè del venerdì con Streusa

Il tè del venerdì con Streusa

streusa un'altra metà

Il tè del venerdì con Streusa

L’ospite di questa settimana credo si possa definire eclettica. Streusa,  in dialetto siciliano, significa “strana, eccentrica”, e la nostra Autrice di oggi, come vedrete, ha scelto questo pseudonimo particolare perchè…

Be’ scopriamolo con lei!

Ciao Streusa e benvenuta al tè del venerdì!

streusa un'altra metà

Grazie, da brava pigrona mi accomodo subito.

Prima domanda sempre personale, come mai hai scelto questo pseudonimo? Che differenza c’è fra Streusa fumettista e Streusa Scrittrice?

Di solito le persone mi percepiscono come fortemente anomala. Quando mi va bene mi definiscono “un personaggio”, e certamente la stranezza è una mia caratteristica distintiva. Alla fine ne ho fatto un punto di forza, infatti è proprio questo che vuol dire “streusa” in dialetto siciliano: strana, insolita, anormale. Tendenzialmente disegno quando sono allegra e scrivo quando il mio mood è più serioso, ma non è sempre così, dipende dalle storie.

streusa un'altra metà

Come ti descrivi come autrice? Quali sono le tue principali fonti di ispirazione?

Scrivo in modo disordinato, ma soprattutto sono una procrastinatrice seriale. Sono capace di farmi sfuggire delle gran belle idee perché non ho preso appunti a tempo debito. In parte mi giustifico dicendo che l’ispirazione viene sempre nei momenti in cui dovrei fare altro, per cui mi sento in colpa a trascurare il dovere per la scrittura… e allora non faccio né l’uno né l’altra! Mi lascio ispirare un po’ da tutto: da eventi di vita reale a film, telefilm, romanzi, fumetti…

streusa un'altra metà

Parliamo del tuo romanzo, “Un’altra Metà”: chi sono Filippo e Gabriella?

Sono due giovani come tanti, con i loro mille difetti, anzi sono più imperfetti di quanto non sia necessario, ma ci tenevo che fosse così perché ognuno potesse immedesimarsi in sentimenti comuni a tanti e situazioni quotidiane, affrontate con ironia ma anche con la giusta negatività. Dico “giusta” nel senso che entrambi dimostrano delle debolezze diverse e modi diversi di superarle: Filippo con rabbia impetuosa, Gabriella con malinconica rassegnazione, ma questi sono solo tentativi; l’unica vera via per migliorare, alla fine, è l’amore. Solo amare e quindi aprirsi totalmente all’altro riesce a liberarli, pur nella loro diversità. In fondo è la diversità il tema principale di questo romanzo, che sia caratteriale, culturale, sessuale, la felicità si raggiunge solo abbracciando le differenze.

Cultura al femminile: che significato ha per te personalmente questa definizione? Esiste una cultura, una letteratura al femminile? Come ti collochi in essa?

Certo, esiste una vastissima cultura/letteratura al femminile ed è importante che ci si identifichi in essa, così come ogni donna dovrebbe proclamarsi femminista – cosa che, chissà per quale motivo, desta sempre qualche esitazione, se non addirittura imbarazzo. In realtà il motivo è spesso facilmente individuabile nel timore di essere bollate come “zitelle acide” e altri appellativi infelici. Ed è proprio per questo che la letteratura femminile ha il compito di offrire una visione positiva di noi stesse, e cioè delle migliaia di modi di essere donne – di cui dovremmo andare fiere.

Progetti futuri? Quali generi vorresti affrontare come autrice e quali invece non ti attirano proprio?

Ho in cantiere altri romanzi di genere più impegnato, come lo storico, ma allo stesso tempo anche fumetti. In entrambi i casi dovrò lavorare un bel po’, sia per la ricerca di fonti sia per la realizzazione: ad esempio sarebbe ora che disegnassi in modo più serio, magari seguendo un corso online, perché è un peccato che delle belle storie vengano snobbate per la mia (palese) mancanza di tecnica. Non mi attirano la fantascienza e il fantasy epico, per il resto credo di essere aperta a tutto, l’importante è che non ci siano trame troppo scontate.

Nessuno lascia questa pagina senza aver risposto all’ultima domanda. Come prendi il tè?

Banalmente, d’inverno in una tazzona calda, con molto miele; in estate faccio fuori quello freddo, al limone o alla pesca, in men che non si dica. So che esiste pure il gelato, devo provarlo.

 

Ciao Streusa e grazie per averci fatto compagnia!

Grazie a voi per lo spazio concessomi!

Streusa

Streusa è un’ex-laureata in lingue e letterature straniere, “ex” non perché le lauree siano solite volatilizzarsi nell’etere, ma perché è afflitta dalla consapevolezza di aver dimenticato la maggior parte delle conoscenze acquisite durante gli anni universitari. Attualmente disoccupata, ogni tanto lavoricchia. Disegna a livello amatoriale nei suoi blog su Webcomics.it e nella pagina Facebook Essendo Disoccupata (appunto), dove pubblica strisce umoristiche su espressioni idiomatiche e un crime drama a fumetti (Ladro – Come rubare una vita).

 

 

2 risposte

  1. Streusa ha detto:

    Ancora grazie, è stato un piacere! 🙂

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