Una casa tutta per lei – AA.VV. a cura di V. Bianchi Mian e E. Fenu

Una casa tutta per lei – AA.VV. a cura di V. Bianchi Mian e E. Fenu

Una casa tutta per lei – AA.VV. –

a cura di Valeria Bianchi Mian e Emma Fenu

Recensione di Federica Sanguigni

una casa tutta lei

“Una casa tutta per lei” è un piccola antologia di racconti intervallati a brevi saggi a cura di Valeria Bianchi Mian, che ha anche illustrato l’intera opera, ed Emma Fenu, con la postfazione di Maria Antonietta Macciocu, edito da Golem Edizioni nel 2019.

La casa.

Il rifugio delle nostre pene, dei nostri affanni. Lo scrigno prezioso custode di ricordi e memorie.

La culla che ci ha protetti per poi offrirci al mondo.

L’abbraccio caloroso alle nostre solitudini.

La carezza che asciuga le nostre lacrime.

La mano che ci colpisce, a volte.

La casa è il luogo delle relazioni affettive ma anche dell’odio e delle paure.

La casa quale punto di partenza. Stazione di rifornimento a cui rifocillare le nostre emozioni.
La casa quale punto di arrivo. Luogo scelto o che ci sceglie.

È un piccolo cofanetto di dolcezze “Una casa tutta per lei”, dove, infilando la mano, possiamo trovare inaspettate sorprese avvolte nella carta lucida dei ricordi.

Partendo dal giardino, dove la quercia come una mamma vigila e protegge la sua figliola offrendole riparo e amore incondizionato, e attraversando tutte le stanze fino ad arrivare alla cantina per vedere i gattini, ma c’erano davvero i gattini?, la lettura di questi racconti ci permette di viaggiare sulle ali della memoria, dando la parola agli oggetti di uso quotidiano che paiono prendere vita per narrare una storia.

La propria storia.
Cosa avrà mai da dire un asciugacapelli?

Quale messaggio vorrà inviarci il tagliere? Esso sembra sanguinare come carne viva ed è pronto ad accogliere risate e gesti antichi che sfidano l’eternità.
Non è ingannevole come la Pera, la pera porta biscotti, piena di macine all’inizio ma poi piena di spilli.

Che poi I biscotti non erano sempre stati lì per me ma per tutti, tutti gli altri. Le dolcezze di mia madre erano solo per gli ospiti.

E come non emozionarsi davanti un cucchiaio, un semplice cucchiaio che, a leggere tra le righe, ci
permette riflessioni alle quali, forse, non saremmo mai giunti.

Lui richiede sempre movimenti lenti, delicati e mai governati dalla fretta del vivere quotidiano.

Anche l’attenzione verso gli altri deve essere così delicata, non si deve mai fendere o infilzare il prossimo ma appoggiarcisi piano, a pel di vita.

Farsi cucchiaino, contenitore di medicine per l’anima.

Presente in molti dei racconti contenuti nella raccolta, è la figura della nonna.

Nelle case della nostra infanzia, la nonna è il collante che tiene uniti volti e voci, la coperta che copre i capricci e le piccole malefatte, il grembiule profumato di lavanda e sporco di sugo che asciuga le lacrime.

Avevamo segreti io e la nonna.

Il sentiero dei racconti si snoda, svela curve inaspettate, giunge davanti a una porta chiusa a chiave
perché nella cameretta

la morte e la madre non possono entrare senza bussare.

Qui, un armadio diventa tana personalissima e segreta, prima, vera stanza tutta per me.

I nostri passi avanzano con curiosità.

Timidi si affacciano al salotto, teatro di scene di vita passata, dove una scatola porta confetti diviene filo dell’unione tra donne di generazioni diverse, o dove un pianoforte che nessuno vuole suonare si fa supporto per fotografie di famiglia e composizioni floreali.

Ogni pagina di questo grazioso libro si anima nelle descrizioni dettagliate e colme di umanità che leautrici fanno di stanze e di oggetti. La magia è palpabile nelle parole che si rincorrono storia dopo storia e che regalano al lettore moltissimi specchi in cui riflettersi.
Nessuna stanza viene dimenticata o considerata secondaria.
Nessun oggetto viene ignorato.

Certo non il letto che abbraccia come spuma di onda marina o su cui ci si incammina come sulle dune di sabbia.

C’è tutta la saggezza degli anziani nel lume a petrolio che, proprio come il vecchio di casa messo nell’angolo a non creare fastidio, è immerso nell’indifferenza dopo un ingresso in casa esaltante e trionfale.

Sfuggito alle calamità, minacciato continuamente dalle mani distratte delle cameriere, tenera luce per il primo vagito di una bambina, messo in pericolo dalla terra tremante e dalle bombe ma sempre fiero e dignitoso.

Con solo un fallimento a gravare sulle sue spalle. La vista dell’orrore e l’impotenza a combattere il mostro. Gli occhi del lume non potevano parlare ma forse altri occhi si sono chiusi per non vedere.

I miei, si sono sicuramente commossi.

La nostra passeggiata continua e ci addentriamo in una soffitta che ci fa fare un salto nel passato per ritrovarci sedute accanto a una donna unica, Lei.

Questa soffitta le appartiene perché era la sua camera tutta per sé.

È con un po’ di dispiacere che si giunge alla conclusione della lettura dei racconti contenuti in “Una casa tutta per lei”.

Le emozioni continuano a vibrare sotto pelle perché i ricordi che si affacciano alla memoria sono tanti e difficile è tenerne il passo.
Durante la nostra vita ci capita di abitare più case, io ne conto almeno sette.

In tutte lasciamo ricordi e pezzi di noi. Tutte ci regalano qualcosa che porteremo sempre con noi.

La casa non è solo mura e finestre. La casa è vita.

È fiato caldo e rabbia antica.

È la canzone preferita ascoltata mentre ci si prepara per uscire ed è il libro che si legge prima di addormentarsi.
La casa è il pranzo della domenica e la porta sbattuta dopo un litigio.

È la risata forte e il pianto soffocato.

La casa è morte e resurrezione.

Ti accorgi che hanno anche un’anima quando non ci respiri più, quando, nel tempo, la smemoratezza di averle vissute diventa consapevolezza di averle perse per sempre.

È allora che le ripercorri.

Perché una casa dentro ci vuole, come insieme di luoghi in cui si sono snodate sensazioni e tappe personali e collettive.
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Sinossi

La casa è il mondo.

È il fuori e il dentro, è lo spazio che contiene la gestazione del Sé, il luogo in cui i ricordi si stagliano come dipinti alle pareti.

Ci sono storie che attraversano il tempo; ci sono prigioni dell’anima che hanno segnato la pelle, cicatrici che nessuna saponetta potrà mai cancellare.
Ci sono asciugacapelli che silenziano il contesto.

Ci sono barattoli stracolmi dei baci delle madri.

Odori e profumi nelle cucine.

Rumori e musiche.

Bottiglie che tintinnano mille storie e antiche favole.

C’è  culla e c’è un carillon che suona.

Ci sono le fotografie che mostrano altre case e altre narrazioni.

C’è un caminetto che pulsa come un cuore rosso al centro del tutto, come in un sogno degno di Alice nel Paese delle Meraviglie, quando l’anima si fa piccola e grande nell’ambiente.

La silloge raccoglie i racconti di 21 donne residenti in Italia e italiane espatriate; alcune di questedonne sono scrittrici professioniste, altre semplici appassionate di scrittura, ma tutte hanno voluto accogliere l’idea di far trasparire nella pagina scritta l’idea della dimora – la memoria delle stanze – con lo stesso impulso che spinge alla narrazione orale genuina e priva di artifizi.

Tramite un susseguirsi di immagini e incursioni nel mondo del ricordo, le autrici svelano i segreti di un’anima in cerca di se stessa, ventre mai sazio di relazioni affettive, luogo sacro e profano che prende il nome di “casa”.

Titolo: Una casa tutta per lei
Autore: AA.VV. , a cura di V. Bianchi Mian e E. Fenu
Edizione: Golem, 2019

 

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