“Height grade”

Semplicemente, donne.

“Height grade”

“Height grade” di Bo Burnham

Recensione di Cristina Basile

 

Kayla è goffa, brufolosa, mangia schifezze e il suo corpo tondo e permeabile porta ancora i chiari segni dell’infanzia. Nutre un amore segreto per il più fico della classe e un chiaro odio per suo padre, qualunque cosa lui faccia: se ride, se non lo fa, se le chiede come è andata la giornata e se se ne dimentica. 

L’unico luogo in cui Kayla sembra davvero essere se stessa è il suo canale Youtube, riempito fino all’orlo di video in cui la bambina dispensa consigli ai “follower”: come affrontare la paura del giudizio altrui?, partecipare ad un karaoke senza diventare paonazzi?, trovare il proprio posto nel mondo?

I problemi sorgono quando Kayla si rende conto di non riuscire a seguire alla lettera il suo vademecum e di corrispondere solo in parte all’immagine ideale che si è costruita di sé con gli anni.

Bo Burnham è il regista di questo tragicomico film, presentato al Sundance Festival nel 2018. Una storia che ha non ha l’ambizione di arrivare agli Oscar ma dritta dritta al cuore dello spettatore. 

“Height grade” (terza media) racconta cosa può voler dire avere 13 anni oggi e dover crescere in una società completamente balbuziente, in cui i cellulari fungono da protesi.

eighth grade

 

E ancora Internet, i social network, la condivisione di sé costi quel che costi, l’illusione che lo spazio sconfinato del web renda altrettanto illimitati i suoi navigatori: promesse tanto grandi quanto drammatiche visto che l’unica cosa che Kayla ottiene dall’uso smodato di questi strumenti è un senso di noia e separazione che, arrivato al culmine, almeno la spingerà a cambiare rotta. 

Se avete sofferto d’acne e se credete che l’infanzia sia un periodo pieno d’innocenza e in cui tutto fila liscio, questo film è per voi. Mi sento di consigliarne la visione con un adolescente: lui si potrà immedesimare in Kayla e ridere delle paturnie che ha in comune con lei, mentre voi vi renderete conto che per quanto siate maturati le vostre paure fondamentali sono rimaste alle scuole medie. 

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