“L’altra figlia” di Annie Ernaux

Semplicemente, donne.

“L’altra figlia” di Annie Ernaux

L'altra figlia

“L’altra figlia” di Annie Ernaux

Recensione di Maria Cristina Sferra

L'altra figlia

“L’altra figlia” è un romanzo di Annie Ernaux, tradotto da Lorenzo Flabbi, edito da L’Orma nel 2016.

Corro, gioco, sono una bambina.

Corro, gioco, la mamma chiacchiera con la vicina.

Corro, gioco, nessuno sa che sto ascoltando.

Corro, gioco, faccio finta di non aver sentito niente.

“Da bambina – è lì l’origine della scrittura? – credevo sempre di essere il doppio di un’altra, una che viveva altrove. Di non stare nemmeno vivendo per davvero, ma che la mia vita fosse ‘la scrittura’, la finzione dell’altra.”

Annie bambina ha dieci anni e, mentre gioca, ascolta la chiacchierata di sua madre con una conoscente. È così che scopre di aver avuto una sorella, di cui ignorava l’esistenza, nata, vissuta e morta molto prima che lei venisse al mondo.

Nessuno glielo aveva mai detto.

Nessuno glielo avrebbe mai detto.

Nessuno ha mai saputo che lei lo aveva scoperto.

“Con il silenzio proteggevano anche se stessi. Proteggevano te. Ti mettevano fuori dalla portata della mia curiosità, che li avrebbe torturati. Ti conservavano per loro, in loro, come dentro un tabernacolo in cui mi impedivano di entrare. Eri il loro sacro.”

All’improvviso la sua visione della vita si trasforma: si trova a fare i conti con la presenza invisibile di una sorella sconosciuta venuta prima di lei.

Annie sa che sta riempiendo nella sua famiglia il vuoto lasciato da un’altra figlia. L’altra figlia.

Lei esiste perché sua sorella è morta.

Ma è solo da adulta, attraverso la scrittura di questa lettera, che Annie Ernaux, rievocando gli avvenimenti, tenta di fare ordine tra le immagini dei ricordi e i sentimenti contrastanti che ha provato e che continua a provare.

Analizza con minuziosa attenzione ogni sfumatura delle sensazioni che l’hanno accompagnata nel corso della vita. Le trova una a una e le nomina con piccole, tintinnanti parole, quasi le stesse catalogando.

Guarda negli occhi il riflesso incompiuto di quella sorella mai conosciuta che con la sua assenza le ha permesso la presenza.

E scrive, senza reticenze, ogni minima emozione provata.

“La vastità della mia vita, ottenuta in eterno a discapito della tua, mi sommerge. Alle mie spalle è tutto innumerevole, le cose viste, sentite, imparate e dimenticate, le donne e gli uomini frequentati, le strade, le sere e le mattine. Mi sento sopraffatta dalla profusione delle immagini.”

Una manciata di pagine per questo breve, intenso libro autobiografico in forma epistolare. Una lettera che l’autrice sa non potrà mai essere letta dalla destinataria, una via di mezzo tra un diario e una confessione.

Annie Ernaux, tramite la scrittura, libera nel mondo la sua missiva con l’impossibile ma esplicita speranza che, in qualche modo misterioso, possa raggiungere l’anima di sua sorella.

“Non è forse una forma di resurrezione libera da ogni legame di corpo e di sangue quella che cerco attraverso questa lettera?”

Una narrazione che, pur nella breve lunghezza, riesce a dire moltissimo, a riprova del fatto che la qualità di un’opera non è mai legata alla quantità di pagine che la compongono. Ha piuttosto a che fare con la capacità dell’autore – in questo caso dell’autrice – di scendere in profondità attraverso poche, accurate parole.

Un piccolo libro magistralmente essenziale che riesce a toccare le corde più profonde dell’umano sentire.

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Sinossi

In un’assolata domenica d’estate una bambina ascolta per caso una conversazione della madre, e la sua vita cambia per sempre: i genitori hanno avuto un’altra figlia, morta ancora piccola due anni prima che lei nascesse. È una rivelazione che diviene spartiacque di un’infanzia, segna il destino di una donna e di una scrittrice.

Titolo: L’altra figlia
Autore: Annie Ernaux
Traduttore: Lorenzo Flabbi
Editore: L’orma

 

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