Una casa quasi perfetta di Emily Eden

Semplicemente, donne.

Una casa quasi perfetta di Emily Eden

Una casa quasi perfetta di Emily Eden

Recensione di Romina AngeliciRisultati immagini per una casa quasi perfetta

Questo romanzo, letto dopo Una coppia quasi perfetta, già pubblicato dalla Elliot, parte lento, la storia sembra avere all’inizio meno mordente.

Mentre Lord Chester deve recarsi in Europa per incarichi governativi, Lady Blanche Chester, fresca sposa, in stato interessante, si trasferirà in campagna insieme alla zia Lady Sarah e a sua sorella. Contrariamente ai suoi timori, i nuovi vicini della casa semi-indipendente che il marito ha affittato per lei, sono gradevoli e di buon cuore, mentre non altrettanto si può dire degli altolocati baroni che sebbene appartenenti alla stessa classe sociale, si dimostrano volgari e millantatori.

Tre sono quindi nuclei familiari che devono entrare in scena e di cui dobbiamo fare la conoscenza prima di cominciare a interessarci a loro.

In ciò siamo aiutati dalla caratterizzazione, a volte caricaturale, che di essi viene fatta all’atto di esserci presentati: il vedovo inconsolabile Mr Willis strappa più di un sorriso e la tronfia baronessa diverse smorfie di antipatia.

Con il proseguire della lettura, veniamo attirati dal carosello divertente di situazioni concatenate che esauriscono tutto l’intreccio e con naturale fluidità si combinano in modo perfetto e con soddisfazione di tutti.

Emily Eden (1797-1869) scrive qualche anno più tardi rispetto a Jane Austen (o meglio, vive più a lungo), e non è solo per questa coincidenza che viene spontaneo accostarle. Anche lei riunisce tre o quattro famiglie in un villaggio di campagna e insieme alle gioie coniugali, signorine in età da marito, scapoli bendisposti a dichiararsi al momento opportuno, e dipinge così un idilliaco quadretto che compone latenti conflitti di classe, mostrando di condividere la stessa tecnica narrativa della scrittrice di Chawton. Perciò l’esclamazione incipitaria di Lady Chester:

“L’unico difetto della villa è che è bifamiliare”,

è l’unico fatto a subire un ribaltamento in quel luogo ameno e placido che è Pleasante.

Emily Eden – La Jane Austen Post-coloniale

A differenza di Jane Austen, la Eden appare più buonista e desiderosa di pervenire a un lieto fine che metta d’accordo tutti e la sua ironia rimane circoscritta a quelle annotazioni simpatiche che ci fanno apprezzare i suoi protagonisti. Persino ai loro difetti ci affezioniamo: agli attacchi isterici dell’apprensiva mogliettina, Lady Chester (con un debole per combinare i matrimoni che ci ricorda una certa Emma), ricondotti a ragione dai saggi consigli della zia Sarah, e al disfattismo pessimista di Mr Willis curato a cucchiaiate di buonsenso dal suocero, il capitano Hopkinson.

A chi si ostina a considerarle rivali, bisognerebbe opporre che Emily Eden considerava Jane Austen la sua scrittrice preferita e non facciamo fatica a crederlo a giudicare quante volte la cita, o meglio cita i suoi personaggi (Lydia Bennet, Mr Collins) indirettamente e con disinvolta familiarità nelle sue lettere. Come Jane Austen, anche Emily Eden era molto ironica (che aveva ereditato dalla propria madre) e non si sposò mai (potrebbe esserci un collegamento tra queste due circostanze?) e invece di mettere nei romanzi i racconti dei fratelli arruolati in Marina e delle loro spedizioni nelle Indie Occidentali, Emily viaggiò in prima persona e con sua sorella Fanny si recò in India dove il fratello era stato nominato governatore guadagnandosi l’appellativo di “Jane Austen post-coloniale”.

emily eden

Una famiglia numerosa

I fratelli Eden (che appartenevano a una numerosa famiglia di 14 figli, per la cronaca) salparono da Calcutta per tornare in patria con un mezzo di trasporto in condizioni discutibili ma essendo consapevole che quello fosse il loro unico passaggio, data l’assenza di navi della Regina nelle vicinanze, Emily si preparò ad affrontare il rientro insieme a 80000 scarafaggi, con molta forza d’animo.  Al loro ritorno in Inghilterra, Emily, Fanny e George si stabilirono a Eden Lodge, a Kensington Gore, e nel 1844 Emily pubblicò un portfolio di 24 litografie intitolato Portraits of the People and Princes of India.

Emily era già esperta della vita mondana di Londra che frequentò per diversi anni e le valse la “candidatura” a possibile sposa di Lord Melbourne in seconde nozze. Infatti, quando nel 1828, Lady Caroline Lamb morì, la trentunenne Emily fu vista come una sua potenziale seconda moglie. Emily aveva soggiornato di tanto in tanto a Panshanger, la casa della sua amica Lady Emily Cowper, sorella di Melbourne che vedeva di buon occhio questa unione: lei con tutta l’esperienza maturata frequentando gli ambienti Whig, sarebbe stata la moglie perfetta per una personalità  politica. Ma la prima impressione di Emily riguardo a Melbourne fu tutt’altro che positiva:

Mi sconcerta e mi spaventa e giura troppo.” Anche Melbourne, che pure ne apprezzava la compagnia, non era molto entusiasta dell’idea del matrimonio con Emily preferendo le attenzioni di Caroline Norton, sposata con il magistrato di polizia che collaborava con Melbourne. Ma questa è un’altra storia.

Lord Melbourne

Il 1849 fu un anno terribile per Emily perché morirono a tre mesi di distanza l’uno dall’altra, prima il fratello George e poi la sorella Fanny. Da lì in poi Emily divise il suo tempo tra Eden Lodge e un piccolo cottage a Broadstairs dove viveva, in compagnia della nipote, scrivendo i suoi libri e vedendo i suoi amici. Una sua grande amica fu Lady Theresa Lewis che le rimase sempre vicina, non solo per il fatto di abitare a pochi passi da Eden Lodge ma anche per averle fatto “da agente”.

Infatti, grazie a Lady Theresa nel 1859 venne pubblicato Una casa quasi perfetta[1] (letteralmente sarebbe “La casa semi-indipendente”): fu  Lady Theresa che negoziò per l’autrice anonima il compenso di 300 sterline (non vi ricorda le vicende relative alla pubblicazione dei romanzi di Jane Austen che furono firmati “By a Lady” e contrattati dal fratello come intermediario?).

Emily fu molto soddisfatta del successo del suo romanzo

“Una casa quasi perfetta” ha avuto più successo di quello di cui ho bisogno e molto più di quanto mi aspettassi.

Ringraziò tutta soddisfatta Lady Theresa per i servizi resi e commentando  ( o citando Shakespeare):

tutto è bene quel che finisce bene”.

In seguito al successo del suo primo romanzo,  l’anno successivo fu pubblicata Una coppia quasi perfetta, sottoposta a diverse riscritture e su cui Emily contava molto evidentemente;

Quando l’ho scritto pensavo a una rappresentazione abbastanza fedele della società moderna; ma alcuni giovani amici (…) che lo hanno letto con l’indulgenza della felice giovinezza, mi hanno con molta condiscendenza detto che è divertente, in quanto è un quadro curioso della società antiquata

Emily Eden e Jane Austen

Entrambi i libri furono acclamati per “il loro spirito vivace e la loro acuta osservazione”; la somiglianza con i romanzi di Jane Austen fu subito notata. Dopo un periodo di oscurità, i due romanzi furono ristampati nel 1927 da Elkin Matthews, con una presentazione di Anthony Eden.

Le lettere di Emily dall’India furono pubblicate nel 1867 in seguito al successo dei romanzi, nella raccolta intitolata “Up The Country”. Altre lettere furono pubblicate nel 1869, tre anni dopo la morte di Emily e infine, nel 1919, Violet Dickinson, amica di Virginia Woolf, curò un epistolario dal titolo “Miss Eden’s Letters”.

Emily morì nel 1869, vivendo a Richmond; aveva settantasei anni, essendo sopravvissuta a quelli che amava da più di 20 anni; è sepolta a Beckenham.

Tutto considerato, è proprio un peccato che non abbia scritto altro.

 

[1] Interessante notare come cinque anni dopo la pubblicazione di questo romanzo, Anthony Trollope, nel suo libro The Way We Live Now  attribuiva al suo personaggio principale, il banchiere ebreo Augustus Melmotte, alcune caratteristiche che lo rendono molto somigliante al barone Sampson di Emily, anche se sul finale il barone fa sparire in modo indolore le sue tracce mentre il banchiere di Trollope subisce una fine più violenta.

Sinossi  – Una casa quasi perfetta

Lady Blanche Chester, neosposa bella e piena di vita, si trasferisce in una villetta bifamiliare nelle campagne inglesi. Aspetta un bambino, e per questo non ha potuto seguire il marito negli incarichi governativi che lo impegnano all’estero. La sorte le riserva dei vicini distanti per classe sociale – gli Hopkinson appartengono alla middle class – ma molto affini per inclinazioni e carattere, con cui Blanche, talvolta capricciosa ma di buon cuore, instaura una solida amicizia. L’intrusione dei baroni Sampson, snob e arrivisti, rischia però di turbare questo miracoloso equilibrio…

Dopo il successo di Una coppia quasi perfetta, prosegue la pubblicazione delle opere di Emily Eden (considerata dalla critica del tempo la “rivale” di Jane Austen), autrice ingiustamente dimenticata di questo romanzo brillante e arguto qui proposto per la prima volta in Italia.

http://www.elliotedizioni.com/prodotto/un-casa-quasi-perfetta-emily-eden/

Emily Eden (1797-1869)

Settima figlia di William Eden, primo Barone di Auckland, fu una poetessa e romanziera inglese, nota per le sue acute descrizioni della vita inglese all’inizio dell’Ottocento. Scrisse Up the Country, resoconto del periodo che trascorse in India con la famiglia, e due romanzi di successo, Una coppia quasi perfetta (Elliot, 2018) e The Semi-detached House, qui tradotto con il titolo Una casa quasi perfetta.

Scheda

Titolo: Una casa quasi perfetta
Autore: Emily Eden
Editore: Elliot Edizioni

 

 

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