Il tè del venerdì con Daniela Tresconi

Semplicemente, donne.

Il tè del venerdì con Daniela Tresconi

Il tè del venerdì con Daniela Tresconi

Ciao Daniela e benvenuta al tè del venerdì!

Prima domanda personale, Che cosa ti ha portata alla scrittura? Quali autori ti hanno maggiormente ispirata?

La scrittura è per me quello che la cioccolata è per un goloso, ho sempre scritto fin da piccola quando preparavo le sceneggiature per le recite natalizie con i cugini. A volte non riesci proprio a farne a meno. Le immagini, le trame e i personaggi bussano nella tua testa e devi per forza iniziare a scrivere. Mi capita di vedere un luogo, una foto o ascoltare qualcuno, ed ecco la storia è tutta lì, nella mia mente, devo solo trasformarla in parole. E poi scrivere è consolatorio: quando sono un po’ triste o arriva uno di quei periodi in cui ti sembra che tutto vada storto, mi siedo davanti al pc e lascio che i pensieri fluiscano lentamente, finché non si trasformano in parole scritte.

Ho amato particolarmente le grandi saghe avventurose di Wilbur Smith, i romanzi storici di Ken Follet, e i thriller di Patricia Cornwell.

daniela tresconi

Come ti descrivi come autrice? Quali sono le tematiche che preferisci affrontare quando scrivi?

Sono un’autrice che legge moltissimo, per scoprire nuovi modi di scrivere, per imparare dagli altri, per viaggiare con la mente. Quando scrivo cerco sempre di far uscire dalla storia un messaggio importante per chi legge: nei racconti per bambini parlo di bullismo, amicizia, crescita personale e stima di se stessi. Nei miei racconti o nel mio romanzo le protagoniste sono donne, dunque racconto «storie di donne e donne di storia». La storia, le leggende e il folklore locale non devono mai mancare in quello che scrivo.

Scrittura per grandi e per piccini: in quale veste ti senti più a tuo agio?

Mi piacciono entrambe. Quando scrivo per i bambini riesco a dare voce alla «me bambina», unisco le parole ai disegni e costruisco storie che possano essere raccontate anche attraverso le immagini. Spesso infatti faccio letture animate nelle scuole.

Quando scrivo per gli adulti emerge invece il mio lato più  misterioso, la mia passione per la magia, il sovrannaturale e il fantastico.

In entrambi i casi comunque scrivere mi aiuta ad entrare in un mondo tutto mio in cui mi sento veramente a mio agio.

Parliamo del tuo romanzo, “La linea del Destino”: com’è nato quest’opera? Quali ricerche hai affrontato per l’ambientazione?

La linea del destino nasce per caso: un giorno leggendo un testo storico che parlava di Arcola, mi sono imbattuta in una frase per me terribile. Il paese veniva così descritto: “Arcola è come tanti altri paesi dove si mangia e si beve e si dorme e si vegeta e sterilmente s’invecchia”. Ho pensato che nessun posto è realmente così, che dietro alle quiete facciate si può sempre nascondere qualcosa. E dunque perché non qualcosa di inquietante? La prima cosa che mi è venuta in mente è stata la fine, (collegandola ad un evento realmente accaduto) e da lì immediatamente tutti i tasselli sono andati al loro posto, anche se c’è voluto un anno per scriverlo tutto, soprattutto perché volevo che molti eventi e i luoghi fossero reali, riconoscibili da chi avrebbe sfogliato le pagine e dunque ho letto molti testi, ho fatto ricerche d’archivio, ho trascorso molte ore su libri antichi e polverosi, ma mi è piaciuto un sacco.

Ci presenti le protagoniste del romanzo, caratterizzandole con un aggettivo ciascuna?

Amo moltissimo le tre donne protagoniste del mio romanzo. Ognuna di loro rappresenta un modo diverso di essere donna, in epoche e momenti storici diversi ma comunque sempre costrette ad affrontare tutte le difficoltà che essere femmina comporta. Pur a distanza di secoli o di anni, sono legate da un filo indissolubile, che le porterà a trovarsi insieme alla fine del loro percorso. Anche se a volte la fine è in realtà solo un altro inizio.

Nascere in pieno medioevo, orfana bastarda e per di più con i capelli rossi, per Amelia rappresenta il presagio di un epilogo terribile. Eppure la ragazza non si arrende e cerca il suo riscatto. coraggiosa, vinta (ma non sconfitta), indomita

Vanda sopravvive alla guerra, alla morte del marito e di un figlio, ciò nonostante capisce immediatamente che l’arrivo di Valentina, l’altra protagonista, può consentirle di afferrare il sogno di fare finalmente qualcosa di giusto. saggia, materna e combattiva

Ed infine Valentina, la donna di oggi, sicura e intraprendente che affronterà il crollo di tutte le sue solide certezze scientifiche, uscendone profondamente cambiate. tenace, sensibile e intraprendente

Cultura al femminile: che significato ha per te personalmente questa definizione? Esiste una cultura, una letteratura al femminile? Come ti collochi in essa?

Non amo particolarmente gli stereotipi, non credo che esista una letteratura al femminile o dedicata soprattutto alle donne. Chi legge non fa alcuna distinzione ma è guidato solo dalla passione per la lettura, scegliendo i generi non in funzione al proprio sesso ma seguendo le proprie attitudini. Per quanto mi riguarda, il mio romanzo, pur essendo una storia di solidarietà femminile, ha trovato grande riscontro anche tra i lettori uomini, che lo hanno apprezzato.

Credo possiamo parlare di cultura al femminile se cambiamo il punto di vista, cioè il diverso modo che noi donne abbiamo di approcciarci alle storie: la sensibilità che ci coinvolge, la passione e l’empatia nei confronti dei protagonisti, il nostro agire «di pancia». Cultura al femminile in nostro condividere la  finzione narrativa con la vita di tutti i giorni.

Progetti futuri? Quali generi vorresti affrontare come autrice e quali invece non ti attirano proprio?

Uscirà entro il mese di aprile il mio nuovo romanzo, sempre con la casa editrice Panesi Edizioni. Ancora una volta la storia vera si intreccia con la finzione: siamo alla fine del 1500 un antico borgo sul Golfo della Spezia viene abbandonato dai suoi abitanti che si trasferiscono al monte. Per quale motivo questa fuga? Cosa si cela dentro due misteriose teche che vengono protette da un’antica Confraternita? Una storia di fede, mistero e magia lunga 400 anni.

Mi piacerebbe affrontare la scrittura d’inchiesta, vorrei intervistare e dare voce a donne che nessuno ascolta. Quello che proprio non mi attira e che sicuramente non sarei capace di scrivere è il romance.

Ciao Daniela e grazie per averci fatto compagnia!

Daniela Tresconi

Daniela Tresconi nasce a La Spezia nel 1965. Vive e lavora ad Arcola, una cittadina della Vallata del Magra.

E’ dipendente di un ente pubblico e iscritta all’Ordine dei Giornalisti. Dal 1999 è Giornalista Pubblicista per  il Secolo XIX – redazione spezzina. Collabora con il Magazine online L’Ordinario.

Fa parte dell’associazione culturale toscana “Nati per scrivere”, con la quale collabora ad iniziative per la promozione e divulgazione della cultura, tra le quali “Un libro al tramonto” rassegna letteraria viareggina.

Il suo racconto Lo spartito del diavolo, ambientato nel borgo di Trebiano (Sp), è stato pubblicato nell’antologia Juxebox, edita dall’associazione.

Il suo racconto La farfalla dorata, è stato pubblicato nell’antologia Tutta Colpa dello Zodiaco, edita dall’associazione.

Il suo racconto “Il viaggio”  è stato selezionato per l’Antologia “Diversi ma uguali” dell’associazione Il Cielo Capovolto di Torino

La linea del Destino è il suo romanzo d’esordio edito Panesi Edizioni,

vincitore del Premio assoluto della Giuria per la narrativa edita nel concorso letterario internazionale “Le Grazie Portovenere La Baia dell’arte” anno 2017

vincitore della menzione d’onore per la narrativa edita nel concorso internazionale di letteratura “Antico Borgo 2017”.

Vincitore del quarto premio narrativa edita nel Concorso internazionale Città di Sarzana 2018

La linea del Destino

Arcola è un tipico borgo arroccato che si affaccia sulla Vallata del Magra. Il suo Castello e la sua Torre Pentagonale da millenni osservano silenziosi le vicende delle genti che lo abitano.

Qui nel 1300 una giovane ragazza di nome Amelia viene barbaramente uccisa, di lei si perde ogni traccia, come non fosse mai esistita.

Ai giorni nostri Valentina arriva in paese alla ricerca della tranquillità, ma ben presto tutte le sue scientifiche certezze verranno scosse da inquietanti e quanto mai misteriose sensazioni. Conosce Vanda, un’anziana del borgo e insieme scopriranno la storia di un paese e renderanno giustizia a un’innocente.

Tre donne, tre epoche e tre mondi completamente diversi, eppure legati da un unico indissolubile destino e dal mistero di un atroce delitto. Sei disposto a credere che qualcuno possa chiederti aiuto dal passato? Riesci ad accettare che la realtà non sempre è quella che si vede?

“Il piccolo faro e il Delfino Blu”

A dicembre 2018 ha pubblicato un libro per bambini dal titolo “Il piccolo faro e il Delfino Blu” – NpsEdizioni: La nuova uscita raccoglie due racconti per bambini che parlano di amicizia, scoperta di sé e amore per il mare, ambientati nello splendido Golfo spezzino tra il molo dei rimorchiatori e l’isola Palmaria, arricchiti da numerose immagini da colorare.

“Il piccolo faro” si sente inutile, messo da parte dal fratello maggiore, moderno e più tecnologico. Vorrebbe girare il mondo, guidare a sé le grandi navi da crociera, invece è costretto a rimanere lì, su una scogliera ai margini del porto, chiedendosi se potrà mai dimostrare il suo valore. L’occasione arriva in una notte di tempesta

“Il delfino Blu”

Blu è un delfino curioso, sempre in cerca di novità, attratto dalla vastità di ciò che lo circonda. Un giorno conosce Marco, un bambino solitario e preso in giro dai compagni. Dal loro incontro nascerà una splendida amicizia.Contiene alcuni disegni da colorare, realizzati a mano dall’autrice.

A metà 2019 uscirà il suo secondo romanzo.

 

https://www.amazon.it/piccolo-faro-delfino-Blu/dp/8831910108/

Il tè del venerdì

 

 

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