Quaranta frustate – di Lubna Ahmad Al-Hussein

Semplicemente, donne.

Quaranta frustate – di Lubna Ahmad Al-Hussein

Quaranta frustate – di Lubna Ahmad Al-Hussein

recensione di Emma Fenu

quaranta frustate

Quaranta frustate è un libro autobiografico della giornalista Lubna Ahmad Al-Hussein, edito da Piemme nel 2011, che racconta l’arresto dalla polizia di Khartoum, in Sudan, dell’autrice, in quanto rea di aver violato la Sharia indossando i pantaloni.

La mia non è una storia personale. La mia storia non è la mia storia.

Con questa frase inizia la storia che mi accingo a narrarvi.

Eppure una storia peculiare c’è, ed è quella di sedici donne arrestate, umiliate e defraudate della propria libertà e dignità in nome di un Dio che diventa strumento di abuso nelle mani di uomini, un Dio violato anch’esso.

Secondo l’articolo 152 del codice penale del Sudan, il paese in cui il Nilo trascina e amalgama millenni e popoli,  infatti, bisogna punire chi offende la morale pubblica e chi non si uniforma a un abbigliamento ritenuto appropriato.

Pericolosa è una donna. Pericolosa è una donna che pensa, agisce, sceglie.

Ancora una volta, come in tempi lontani in cui il mito si affaccia sull’abisso della Storia, una fanciulla viene sacrificata per compiacere un Dio creato dai maschi, un Dio assetato di sangue e cieco di paura.

Lubna Ahmad Al-Hussein dice “no” e decide di lottare, di affrontare una causa, di infrangere il muro dell’ipocrisia e di denunciare una vergogna che non è delle donne, vittime, ma di chi, carnefice, esercita il potere.

Tuttavia, il suo canto  diventa inno corale e le frustate sferrate su una solcano di sangue, lacrime e sudore la pelle di tutte.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna limitata dal potere maschile.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna violentata nel corpo e nell’anima.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni bambina dall’infanzia rubata.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna a cui è stata negata istruzione e conoscenza.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna a cui è stata negata voce e azione.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna che ha dovuto offrire il proprio corpo come merce e come campo di battaglia.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna che ha subito molestie in famiglia e in società.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna sottopagata e vessata nell’esercizio del proprio lavoro.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna costretta a sposarsi.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna picchiata dal proprio compagno.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna considerata solo vagina e utero.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna costretta a coprirsi.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna costretta a spogliarsi.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna sottoposta a un processo sommario.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna ingiustamente accusata di infrangere le regole della morale.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna ingiustamente accusata di infangare il proprio onore.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna condannata a morte, si intenda la morte reale o quella sociale.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna emarginata.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna calunniata.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna uccisa in nome della religione. 

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna uccisa in nome dell’amore.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna la cui morte è stata dimenticata.

FSHH

Un colpo di frusta per ogni donna ribelle chiamata strega o puttana.

FSHH

Un colpo di frusta su tutti noi per ogni volta in cui non abbiamo sentito il dolore di una donna come nostro.

 

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Sinossi

È un giorno di luglio quando Lubna, una giovane giornalista di Karthoum, viene arrestata dalla polizia in un ristorante.

Il suo crimine è aver osato portare i pantaloni, un atto che in Sudan, terra della sharia, è considerato oltraggio alla “moralità pubblica” e come tale va punito con quaranta frustate.

Lubna e altre quindici donne, colpevoli dello stesso reato, vengono caricate su una camionetta, picchiate, portate in prigione. Un castigo inflitto ogni anno a migliaia di donne, che subiscono in silenzio.

Per vergogna. Ma Lubna non ha nessuna intenzione di tacere.

“Possono anche darmi quarantamila frustate, ma io non starò zitta”.

Non ha paura di sfidare apertamente l’assurda legge degli uomini.

Nata in un villaggio povero e tradizionalista, orgogliosa del suo faticoso e quotidiano percorso di emancipazione, ci conduce con il suo cuore di donna nel cuore nero di uno dei paesi più integralisti e misogini di tutto il mondo arabo-musulmano, un paese in cui basta rientrare tardi dal negozio di alimentari per essere marchiata come “prostituta”, e la parola di quattro uomini per venire condannata alla lapidazione.

Titolo: Quaranta colpi di frusta
Autore: Lubna Ahmad Al-Hussein
Edizione: Piemme, 2011

 

 

 

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