Favola d’amore – di Hermann Hesse

Semplicemente, donne.

Favola d’amore – di Hermann Hesse

Favola d’amore – di Hermann Hesse

Rubrica “Favola sarà lei!”

a cura di Mirella Morelli

favola, amore, HesseHermann Hesse è un romanziere, poeta e pittore che nelle sue opere affronta temi quali l’amicizia, l’amore, la morte.

Parla altresì di temi meno universali ma ugualmente pregnanti, quali il vagabondare dell’uomo, la psicanalisi.

Egli è un trait d’union tra estremo Oriente ed estremo Occidente, tra buddismo e pietismo.

Un misto di tolleranza e pacifismo, di spiritualità e di idealismo, che lo conducono a una fiera denuncia della putrefascente borghesia del dopoguerra e che lo rendono un mito per le generazioni future.

Per queste sue caratteristiche, ma soprattutto per la sua scrittura classicheggiante ed evocativa, viene insignito del Nobel nel 1946.

Favola d’amore nasce nell’autunno del 1922, subito dopo la stesura definitiva del più noto romanzo Siddharta. Lo scrittore la definirà “una fantasia orientale-occidentale”.

La storia è scritta e illustrata dallo stesso autore e rimane a lungo inedita.

Hermann Hesse ne fa copie manoscritte vendendole ad amici e appassionati, nel periodo più buio per le sue finanze, e continua generosamente a fare tutto questo anche quando non ne avrà più necessità, per aiutare con il ricavato gli scrittori emergenti in difficoltà.

La copia manoscritta meglio riuscita viene da lui dedicata a Ruth Wenger, una cantante lirica allora sua amica e poi futura moglie nel 1923.

Come tutti i suoi scritti, la favola narra della metafora della vita.

Eccone il gioioso incipit:

“Appena giunto in paradiso Pictor si trovò dinnanzi ad un albero che era insieme uomo e donna. Pictor salutò l’albero con riverenza e chiese: “Sei tu l’albero della vita?”. Ma quando, invece dell’albero, volle rispondergli il serpente, egli si voltò e andò oltre. Era tutt’occhi, ogni cosa gli piaceva moltissimo. Sentiva chiaramente di trovarsi nella patria e alla fonte della vita.
E di nuovo vide un albero, che era insieme sole e luna. Pictor chiese: “Sei tu l’albero della vita?”.
Il sole annuì e sorrise. Fiori meravigliosi lo guardavano, con una moltitudine di colori e di luminosi sorrisi, con una moltitudine di occhi e di visi….”.

Dapprima confuso e smarrito, Pictor – tale è nome del protagonista – per ritrovare il proprio equilibrio interiore si mette alla ricerca del segreto della felicità eterna.
Sembra trovarlo nella contemplazione della bellezza della natura che lo circonda e nelle infinite creature che osserva.

Scopre così un fatto molto singolare: ogni creatura è in grado di mutare forma e pertanto tramutarsi in ciò che più le piace!

“Pictor scorse un uccello sull’erba posato e di luminosi colori ammantato, di tutti i colori il bell’uccello sembrava dotato. Al bell’uccello variopinto egli chiese: “Uccello, dove è dunque la felicità?”.
“La felicità?” disse il bell’uccello e rise con il suo becco dorato, “la felicità, amico, è ovunque, sui monti e nelle valli, nei fiori e nei cristalli”.

Con queste parole l’uccello spensierato scosse le sue piume, allungò il collo, agitò la coda, socchiuse gli occhi, rise un’ultima volta e poi rimase seduto immobile, seduto fermo nell’erba, ed ecco: l’uccello era diventato un fiore variopinto, le piume si erano trasformate in foglie, le unghie in radici.

Nella gloria dei colori, nella danza e negli splendori, l’uccello si era fatta pianta. Pictor vide questo con meraviglia.”

Tale scoperta lo entusiasma a tal punto che, non appena gli capita l’occasione e seguendo il cattivo consiglio del serpente dell’Eden, si trasforma in un albero:

“Pictor divenne albero. Penetrò con le radici nella terra, si allungò verso l’alto, foglie e rami germogliarono dalle sue membra. Era molto contento.

Con fibre assetate succhiò nelle fresche profondità della terra e con le sue foglie sventolò alto nell’azzurro. Insetti abitavano nella sua scorza, ai suoi piedi abitavano il porcospino e il coniglio, tra i suoi rami gli uccelli.”.

Pictor ha sempre desiderato essere un albero, ritenendolo il simbolo della perfezione.

Finalmente, con questa trasformazione, sembra aver trovato la felicità, eppure… eppure, col passare del tempo, la sua gioia va scemando. Osserva tutt’intorno le altre creature mutare ed evolversi di continuo, il tempo passa, le stagioni cambiano, al contrario egli è fermo nella sua forma senza possibilità di metamorfosi alcuna.

Perchè? Qual è il segreto della trasformazione, del mutamento, del divenire e dunque dell’evolversi?

Non trovando risposta comincia a intristire, e se intristisce invecchia: ciò infatti accade a tutte quelle creature che non riescono a mutare in qualcosa di diverso.

Ma un giorno, nello splendido giardino dove Pictor vive, passa una bellissima giovane donna.

Cosa accade, da questo momento in poi?…

…Se volete leggere il testo completo di tale meravigliosa, dolce e breve favola, potete trovarla a questo link:

http://www.leonardobasile.it/FAVOLADAMORE.htm

In essa, ancor più chiaramente che in tutte le altre opere di Hermann Hesse, l’idea portante è quella della complementarietà: solo in due si può trovare la felicità, perché alla base di essa c’è la completezza.

Quel che è certo, per lo scrittore, è che solo in coppia si arriva all’esistenza autentica.

E ciò può accadere nell’amore per una donna – come in questa favola, o nell’amore verso Dio  – come accade ai protagonisti di Narciso e Boccadoro. Ma quel che infine conta è che solo in coppia, in modo complementare, si arriva alla completezza e dunque alla felicità.

Volendo darne una definizione semplice, si può dire che in Favola d’amore Hermann Hesse parla della bellezza dell’amore e di quanto sia importante trovare la propria metà per sentirsi finalmente completi.

Questo, e solo questo, è ciò che dà un senso all’esistenza.

Una favola d’amore dove parola e disegno si mescolano e confondono diventando un tutt’uno: proprio come nel principio della complementarietà, laddove sole e luna, giorno e notte, uomo e donna si fondono indissolubilmente, a rappresentazione del paradiso.

Infine qualche piccola, e un pochino frivola, curiosità su questa favola.

Pare che per il suo essere un  inno all’amore, il piccolo libro sia stato utilizzato più volte anche come bomboniera di nozze!

E che da essa il cantautore Eros Ramazzotti si sia ispirato per il testo della sua canzone Favola.

Non c’è che dire, un tema come l’amore è universale e Hermann Hesse ha scelto la via della favola per dargli il giusto rilievo.

Link d’acquisto:

https://www.amazon.it/Favola-damore-trasformazioni-Pictor-Hermann/dp/8862225032/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=favola+damore&qid=1556654493&s=books&sr=1-1

Sinossi

Una fiaba d’amore gaia e luminosa, attinta dalla saggezza del Siddharta, dove parola e disegno si fondono come uomo e donna, come sole e luna, a rappresentare il paradiso del perenne rinnovamento.

Titolo: Favola d’amore – Le trasformazioni di Pictor
Autore: Hermann Hesse
Editore: Grande Fiabesca, 2015

 

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