“La prima indagine di Montalbano” di Andrea Camilleri

“La prima indagine di Montalbano” di Andrea Camilleri

La prima indagine di Montalbano di Andrea Camilleri

Recensione di Lina Mazzotti

Montalbano

La prima indagine di Montalbano è un libro composto da tre racconti lunghi: Sette lunedì, La prima indagine di Montalbano e Ritorno alle origini. Ancora una volta Camilleri ha come protagonista il commissario Montalbano, di cui ci viene raccontata una parte di passato. Il neocommissario è intento a cercare casa a Mascalippa, un paesino nell’entroterra siculo, mentre risolve il suo primo caso. Scopriamo nel giovane Montalbano delle ingenuità che nella sua fase matura spariranno definitivamente, anche se le premesse di interpretare le regole in modo personale rimarranno sempre presenti. Il narratore è l’autore che fa uso di un dialetto siciliano che caratterizza molto bene i tratti della personalità di Montalbano.

(…) “Lo so benissimo che ci sono le regole! Ma lo sai come sono, le tue regole? Sono come il maglione di zia Cuncittina.”
Fazio lo taliò, completamente perso.
“Il magliuni?!”
“Sissignore. Quanno avivò una quinnicina d’anni, me’ zia Cuncittina mi fece un magliuni di lana. Ma siccome non sapiva usari i ferri, il magliuni aviva ora maglie larghe che parivano pirtusa ora maglie troppo stritte, e aviva un vrazzo più corto e uno più longo. E io, per farmelo stare giusto, doviva da una parte tirarlo e dall’altra allintarlo, ora stringerlo e ora allargarlo. E lo sai pirchì potiva farlo? Pirchì il magliuni si prestava, era di lana, non era di ferro. Mi capisti?”
“Perfettamente. Perciò accussì la pensa vossia?”
“Accussì la penso”.(…)

 

I tre racconti sono disposti in tre periodi di vita del commissario ma non in ordine cronologico, si passa da Vigata, una città di mare, inventata dalla fantasia di Camilleri a Mascalippa un paese di montagna che segna il momento di passaggio nella promozione a commissario per poi ritrovarsi al momento attuale.  Un elemento che li accomuna tutti e tre è la mancanza di delitti di sangue.

Il commissario è un personaggio dinamico e ben definito, descritto a tutto tondo per le sue idee e le sue preferenze. Salvo Montalbano adora il mare è il suo elemento preferito e odia l’entroterra.

“Taliare il paesaggio gli piaciva, certo: ma camparci dintra, viverci jornata appresso jornata, era cosa da nesciri pazzi. Pirchì lui era omo di mare. (…) Aviva bisogno d’aria di mari, aviva bisogno di gudìrisi il sciàuro delle alghe, aviva bisogno di liccarisi le labbra e sentirle tanticchia salate. Aviva nicissità di farsi lunghe passiate di prima matina a ripa di mare, le onde di risacca che gli vinivano a carizzare i piedi. Una destinazione a un paisi di montagna come Mascalippa era peju di una cunnanna a dieci anni di galera.”

La scrittura di Camilleri tratteggia i personaggi secondari come aiutanti del protagonista. Tutti con animo buono anche se con difetti e caratteri spigolosi ma in grado di trarre un valore aggiunto. Mimì Augello affascinante e languido, Giuseppe Fazio con il pallino dei dati anagrafici, Agatino Catarella con il suo linguaggio strampalato. Anche Mery, la prima fidanzata e poi Livia sono di appoggio al commissario.

Montalbano odiava i saloni di barbiere. Quando era costretto ad andarci pirchì i capelli gli arrivavano sulle spalle, quella era una jornata d’umore nivuro.
“Dove posso farmi tagliare i capelli” spiò a Fazio una matina col tono di chi domanda dov’è il più vicino ufficio di pompe funebri.
“Il meglio per lei è il salone di Totò Nicotra.”
“Che significa il meglio per me? Intendiamoci bene, Fazio. Io non metterò mai piede in un salone tutto specchi e dorature, in una cosa di lusso, io cerco…”
“…un salone discreto, un poco all’antica” concluse Fazio.
“Esatto” confermò Montalbano taliando tanticchia ammirato.
“E perciò le dissi Totò Nicotra.” (…)

Andrea Camilleri ha scritto questo libro per una sua esigenza personale per dare un passato al protagonista, coerentemente alle sue caratteristiche di adulto che aveva ben descritto nei tanti romanzi già pubblicati. Molte sono le similitudini tra autore e Salvo bambino, trasferendo su di lui l’amore per il mare e il bisogno di sentirsi cullare dal rumore, delle onde. Ma anche la condizione della solitudine di Montalbano adulto viene sviluppata con uno sguardo all’infanzia cogliendo le origini, la mancanza della madre e il rapporto con il padre pieno di pudore e di timidezza reciproca. Camilleri per primo ha provato la solitudine come figlio unico.

Uno sguardo nel passato è anche l’incontro con Carmine Fazio, il padre di Giuseppe Fazio, uomo di esperienza e buon senso, che gli serve come richiamo alle regole del gioco contro il suo carattere irruento. Rappresentando l’autorità morale e diventando per Montalbano una figura importante.

Ancora una volta Camilleri con la sua scrittura divertente acuta e scorrevole ha saputo trascinare i lettori nella sua amata Sicilia.

 

Link d’acquisto: Amazon

 

Sinossi

Montalbano ha trentacinque anni, è un uomo adulto, ma nella professione sconta ancora qualche ingenuità, non è così astuto, smaliziato come siamo abituati a conoscerlo. E c’è chi è pronto ad approfittarne… L’archeologia di Montalbano e le sue prime esperienze nel mondo del crimine narrate in tre lunghi racconti.

 

Autore: Andrea Camilleri
Titolo: “La prima indagine di Montalbano”
Editore: Mondadori Editore, 2005

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

6 + undici =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.