Affinità in re minore – di Silvia Guglielmi e Deborah Barraco

Affinità in re minore – di Silvia Guglielmi e Deborah Barraco

Affinità in re minore –

di Silvia Guglielmi e Deborah Barraco

Recensione di Ilaria Biondi

affinità re minore

“[…] Ho scelto di suonare, poi ho studiato per laurearmi in lettere e diventare un’insegnante, ho scelto di avere solo un figlio e ho fatto un’infinità di altre scelte che mi hanno portato qui, a scriverti.”
“Villa Amantea è un luogo incantato, una residenza di dimensioni e di bellezza incredibili dove ospito artisti di ogni sorta: pittori come me, musicisti come te, scrittori, attori, scultori,
fotografi e ogni persona che desideri conoscere l’arte in modo completo, ampio, senza
schemi o confini.”

Un romanzo epistolare di rara intensità quello scritto a quattro mani da Silvia Guglielmi e Deborah Barraco, che fa convergere le storie di Caterina e Amantea, nelle loro misure nascoste e dolenti.

Emerge, attraverso l’atto liberatorio e consolatorio della scrittura, una profonda, segreta sintonia che si nutre, missiva dopo missiva, di quella rara e rarefatta luminosità che solo le anime belle, pur nelle loro umane imperfezioni e debolezze, sprigionano attorno a sé.

Una scrittura declinata nella modalità della lettera scritta a mano, oggi quasi in disuso eppur capace di conservare intatti potenza e fascino.

Una cartolina sgusciata fuori da un passato indimenticato.

Orli di ricordi che si appoggiano alla stoffa logora del sedile di un treno.

Due galassie lontane che si incrociano, nella trama imperfetta della vita, dei suoi stormi di ore.

Caterina e Amantea.
Un filo sottile e potente di parole si inanella, lettera dopo lettera, a raccontare storie smarrite, echi luminosi, certezze inseguite, cenni di amore, culle di abbracci, il peso invisibile della violenza, le carezze della memoria, le spade del dolore, i solchi del rimpianto, il taglio degli errori, la nudità incandescente dell’amore che brucia corpo e anima.
Caterina e Amantea.

Luce e trasparenza vincono le distanze e avvicinano le soglie delle loro anime, dove soffia una sinfonia di bellezza.

Musica, pittura e scrittura intrecciano misteriosamente le pieghe dei loro giorni.

Nel silenzio della carta e dell’inchiostro si srotolano i granelli delle loro esistenze, le sfide, il coraggio, le cadute ma anche e sopra ad ogni cosa i passi sempre avanti, guidati dal respiro del sole.

Il garbo, la delicatezza, il pudore ritroso di Caterina, che si è sempre sentita invisibile all’interno della sua famiglia numerosa.

Un nido incolore, un deserto asettico e soffocante privo di slanci affettuosi, di calda gentilezza e di sorrisi.

Colpe antiche, risentimenti amari e la difficoltà di perdonare.

“La peggiore sono io, che giudico, io che vorrei essere migliore di così e invece mi trovo a
recriminare quella fetta di felicità che è mancata nella prima parte della mia vita riversando
tutte le responsabilità su di loro.”

Un amore mancato, l’ombra del figlio e della sua rotta perduta.

Una vita tranquilla, costruita con tenacia e impegno, i cui pezzi però – a ben guardare – a volte sembrano non combaciare.

“Hai ragione quando dico che non grido abbastanza forte. Forse non voglio farmi sentire per davvero, forse sto comoda nella mia nicchia che non ho mai abbandonato del tutto.”

 

Proprio il dialogo a distanza con una sconosciuta – con le sue parole impresse sulla carta – riescono ad erodere le croste dell’anima, a grattare le ragnatele del cuore e a far esplodere la sua voce.
Una sconosciuta che, inspiegabilmente, sembra da sempre appartenere ai suoi pensieri, annodata alla sua anima nascosta in un rapporto di rara, vivificante sorellanza.

Amantea è talento tellurico, energia esplosiva e passione limpida, libellula multicolore che apre le mani al mondo e cosparge polvere di luce, come foglie lievi che volano dagli alberi.

La sua pelle ha dovuto imparare il dolore, il suo corpo si è rotto, il suo cuore strappato.

Ma ogni volta ha saputo aggiustare i guasti, sposa insaziabile dell’amore per la vita e per l’arte.

“Io sono solo una donna, un tempo bellissima, che ha cercato, combattuto, lottato, arrancato unicamente con il solo scopo di essere felice.

Un tempo di grande qualità il mio, che ancora oggi mi dà l’energia per camminare in avanti senza pensare a quando tutto finirà e mi avvolgerà tra le nubi rosa, sospesa nello spazio, senza avere idea del tempo che sta passando.

Ma lì io so che non sarò mai sola, Elberth mi sta tenendo posto in prima fila nel teatro del paradiso per godere dello spettacolo, finalmente insieme.”

Come valigie pronte per un nuovo viaggio, le pagine si riempiono di confidenze e ricordi, stemperando oscurità, raccogliendo lutti e lacrime, scuotendo entusiasmi sopiti e facendo brillare sogni nuovi.

Il tempo perde peso fra le frasi annotate sul foglio e dentro ogni parola risuona la melodia segreta di un progetto condiviso che cuce insieme, a doppio filo, lo spirito accogliente di Caterina e il cuore generoso di Amantea.

“Cara fatina dei desideri,
ti scrivo due giorni dopo la nostra prima telefonata, e dopo essere andata a visitare
Residenza Castagni. […]

È veramente stupenda, e grandissima, sia dentro sia fuori.
Credo che potrebbe ospitare fino a dodici bambini, due per camera, o forse anche di più,
poiché sono camere molto spaziose, quindi se si riuscisse a dividerle con un cartongesso
potrebbero diventare una singola e una doppia e ospitare sei bambini in più. […]

La stalla potrebbe diventare una casa dell’arte, che pensavo di battezzare ‘Piccola Amantea’…”

In uno spazio misterioso, in cui risuonano le note struggenti del violino di Elberth e soffiano le armonie soavi del pianoforte di Caterina, le anime delle due donne si toccano e combaciano, in una perfetta e sublime Affinità in re minore.

Link acquisto
https://www.amazon.it/Affinit%C3%A0-re-minore-Silvia-
Guglielmi/dp/8897124844/ref=sr_1_fkmrnull_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%B
D%C3%95%C3%91&keywords=affinit%C3%A0+in+re+minore&qid=1556356016&s=gate
way&sr=8-1-fkmrnull
Sinossi
Suoni, colori, pensieri volano nell’illusione del tempo e della mente.

Si fermano un attimo per poi vorticare, cercare un senso fra le tempeste di sabbia, finché non trovano un orecchio che sappia udire, che colga la sinfonia della vita anche per un solo attimo.

Titolo: Affinità in re minore
Autore: Silvia Guglielmi e Deborah Barraco
Edizione: Edda edizioni, 2018

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

diciassette − cinque =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.