Jeannette, la paladina de la rive gauche – di Chiara Benedetto

Jeannette, la paladina de la rive gauche – di Chiara Benedetto

Jeannette, la paladina de la rive gauche – di Chiara Benedetto

Parigi, 13 luglio 1789.

La città era sotto l’assedio dopo l’ennesima rivolta dell’affamato popolo parigino.
Il prezzo del pane era esorbitante ed i cittadini non ponevano fine alla loro protesta.
Tra questi combattenti c’era anche Jeannette, una 16enne dell’Ile Saint Louis, sulla rive gauche della Senna.

La giovane era ben nota ai suoi compagni per la costanza con cui partecipava alle manifestazioni, alle riunioni, agli animati incontri con i potenti.
Dietro un viso angelico incorniciato da folti boccoli biondi si nascondeva un animo da guerriera, degno di una novella Jeanne d’Arc.

La chiamavano infatti la paladina della rive gauche.

Durante le manifestazioni diurne, quel giorno i cittadini avevano visto improvvisamente scoccare delle enormi frecce infuocate. Esse non avevano né provenienza né direzione esatta: sembravano stregate.

Jeannette fu tra le prime coraggiose ad osservare da vicino quelle strane frecce, le quali
infilzavano dei pamphlet da parte dell’Ordine Reale di Magia Nera.

Parole minacciose vi erano incise:

Per ordine delle Loro Maestà,
se il popolo parigino non cesserà la sua rivolta,
entro le ore 12 del giorno 14 luglio 1789
l’intera città verrà distrutta dall’esercito dei Draghi Reali e dalle megere dell’ordine delle
Incappucciate.
Lo sterminio avrà inizio sul sagrato della Cattedrale di Notre Dame.

Improvvisamente il corteo si fermò.

La resa sembrava ormai vicina. Il popolo temeva per la sua incolumità, e soprattutto per Notre Dame, simbolo della città a cui era estremamente devoto.
In quel silenzio, irruppe la voce squillante di Jeannette:
“Popolo, svegliati! Rimettiti in piedi! Credi davvero che il Re possa abbatterci così? In fondo, cosa ha fatto finora questo Re per noi? Non dobbiamo mollare, non ora!”
La determinazione di Jeannette risuonò più forte di un cannone.

Il popolo si rialzò, più deciso che mai: non avrebbe abbandonato la sua lotta e a breve avrebbe attaccato la Bastiglia.

Calò la notte. Il riposo di Jeannette venne turbato da una strana visione: avvolto da una limpida luce bianca, le apparve un Angelo Serafino. La fanciulla, molto credente, non accolse questa visione con paura e ascoltò attenta le sue parole:

“Piccola Jeannette,
è il Signore che mi ha mandato.
Le forze del male raderanno al suolo la città e bruceranno la Casa di Nostra Signora.

Ma con la tua fede ed il tuo coraggio tu puoi fermarle.
Combatti stanotte con tutte le tue forze, ed uccidi il drago Alvard e la strega Vilaine.
Sono loro i più pericolosi.
Il tuo corpo conoscerà la sofferenza, ma la tua anima la redenzione”.

Giunse l’alba del 14 luglio 1789.

Mentre gli altri insorti attaccarono l’Hotel des Invalides per poi dirigersi verso la Bastiglia, Jeannette, armata di baionetta e vestita da ragazzo, scappò dalla sua abitazione verso Notre-Dame.
Nel frattempo, i neri draghi dell’Ordine Reale sorvolavano i tetti di Parigi, mietendo vittime e bruciando interi palazzi.
A Notre-Dame lo scenario era apocalittico.

La strega Vilaine con le sue saette uccideva persone come mosche, mentre il drago Alvard e altre creature demoniache distruggevano e saccheggiavano la cattedrale, con il tetto e la facciata già in fiamme.
Come ordinato dall’Angelo, Jeannette si scagliò con irruenza contro il drago e la strega che lo cavalcava. Un colpo di baionetta, poi due, poi centinaia.

La fanciulla sembrava avere una forza sovrumana. Il suo corpo emanava raggi luminosi, un’aureola circondava il suo capo: aveva acquisito forza divina, della quale era sempre stata dotata a insaputa sua e di tutti.

Dopo mezz’ora di lotta all’ultimo sangue il drago Alvard cadde esanime, schiacciato come una lucertola. Jeannette aveva vinto.
Anche la strega Vilaine era in fin di vita, ansimante sul dorso della creatura. Ma ancora abbastanza forte, purtroppo, per compiere la sua vendetta finale.
Allungando la dita, scagliò la sua ultima fatale saetta che colpì l’esausta Jeannette dritta al cuore. La fanciulla, che si era chinata per raccogliere le sue armi, si spense sul colpo dopo aver alzato gli occhi al cielo. Ed anche la perfida strega, stremata dal suo ultimo gesto, morì.
Mentre la città ancora bruciava, in migliaia accorsero da Jeannette nel vano tentativo di soccorrerla. Quando improvvisamente il cielo, nero di nuvole e fumo, si aprì.
Le fiamme sulle cattedrale si spensero completamente, i corpi senza vita degli uomini, di Valdar, di Vilaine e delle altre streghe si sgretolarono come cumuli di sabbia.

Il sole tornò a splendere su Parigi.
Assieme al sole riapparve la lucente figura dell’Angelo Serafino, con accanto a sé la sorridente anima di Jeannette, che si rivolse alla folla:

“Ho pienamente compiuto il mio dovere su questa terra.
Non piangete per la mia perdita,
rallegratevi con me!
Dio è stato con noi in questa lotta contro il male,
grazie a Lui oggi siamo salvi”.

Il popolo di Parigi, commosso dal gesto di Jeannette, continuò la sua vita e la sua rivolta.
La Bastiglia venne invasa e segnò l’inizio di una rivoluzione. Il coraggio di Jeannette servì a
motivare ancor più il popolo, più agguerrito che mai. Divenne la nuova Jeanne d’Arc per davvero.

Alla paladina della rive gauche venne eretta una statua nel sagrato di Notre-Dame, gravemente danneggiata ma ancora in piedi a vegliare sulla città.

Si parlò a lungo delle gesta eroiche di questa angelica giovinetta e della sua incrollabile fede. Grazie a lei, il popolo riacquistò fiducia nel Bene e non pose mai fine alla sua lotta.

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