Caf è anche… Calcio al Femminile!

Caf è anche… Calcio al Femminile!

Caf è anche… Calcio al Femminile!

a cura di Pier Bruno Cosso

Calcio Femminile

E finalmente sui verdi campi di calcio risplende l’altra metà del cielo.

E finalmente il gioco più maschilista, esclusivamente maschilista, ottusamente maschilista, sale di livello, sale di livello, sale di livello e accende le luci al femminile.

E finalmente diventa calcio al femminile, come conquista.

In questi giorni la nazionale di calcio femminile sta… Anzi, scusate, la Nazionale di calcio (perché specificare?), sta affascinando gli italiani ai Mondiali.
E da qui il meglio e il peggio di questo complicato gioco.

Il meglio, perché qualunque cosa sia traversale rispetto ai generi è più completa.

Il peggio, perché la più ottusa anima maschile del calcio sta già partorendo mostruosità.

Infatti i commenti più carini che in questi giorni si sentono sono sdegnosi. “Quello è un calcio da oratorio”, cinguettano indispettiti. Ma perché?

“È un gioco maschio, che c’entrano le donne?”, sentenziano. Ma perché?

“Aspetto solo che si alzino la maglietta dopo il gol”, disprezzano.

Disprezzano per offendere, e nel modo più vigliacco.

Ma Perché? E purtroppo qui, il perché, si può immaginare.

Problema di genere?

Ragazzi è sempre il solito discorso.

Lo dico, lo urlo, da uomo, ragazzi, confrontiamoci con le donne! Ragazzi, confrontiamoci con animo sereno con le donne. Confrontiamoci, alla pari, che abbiamo così tanto da ammirare e da imparare.

 

Io non amo il calcio anche per questo suo peccato originale. Anzi, la dico chiaro: io detesto il calcio anche per questo suo arroccarsi nel più becero maschilismo.

Nessuno osi contraddirmi.

Nessuno, per quello che è successo lo scorso fine settimana “calcistico”, diciamo così.

Quando una ragazza che arbitrava una partita è stata malamente offesa da uno dei giovanissimi calciatori.

Un quattordicenne, che non ha gradito il fischio sanzionatorio, si è abbassato i pantaloncini davanti da lei chiedendole una prestazione sessuale.

Quanti epiteti ha dovuto subire quella prima dei pantaloncini abbassati?

È questo il calcio?
No, se succede questo non si può chiamare sport.

No, in un mondo normale questo non può, non deve succedere.

No, in un mondo normale, se pure succede, non si tollera. Non si tollera, e basta.

No, in un mondo normale, tutti, calciatori, genitori, spettatori, avrebbero dovuto alzarsi e andare via. Alzarsi e abbandonare quel qualcosa che non era più niente. Non era più calcio, non era più gioco, non era più niente.

Via tutti, per dire no. E non è successo, ecco il calcio al maschile.

 

Ben venga il calcio femminile, che abbatta, che sfondi questo muro omertoso, retrogrado.

Viva la nazionale femminile. E non importa se vincono sul campo.

Perché hanno già vinto per il solo fatto di essere lì.

Per i pantaloncini abbassati che hanno rischiato tante volte. Per i pregiudizi che le avranno dato il coraggio di fingersi sorde.

Per le umiliazioni sessiste, che chissà quante volte… Forse pochi uomini ce l’avrebbero fatta.

Viva la nazionale femminile.

Viva il rispetto.

Viva la nazionale femminile per tutto valore aggiunto che possono dare.

Viva la nazionale femminile.

Forza ragazze, lottate per avere un mondo… migliore, no, basterebbe normale, grazie.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

19 + nove =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.