Il giardino di Amelia – di Marcela Serrano

Il giardino di Amelia – di Marcela Serrano

Il giardino di Amelia –

di Marcela Serrano

Recensione di Federica Sanguigni

giardino Amelia

Il giardino di Amelia è un romanzo di Marcela Serrano, pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2016.

La vicenda narrata nel libro si svolge in Cile, durante gli anni Ottanta, sotto la dittatura del generale Pinochet.

Miguel Flores, giovane rivoluzionario, viene arrestato durante una manifestazione e mandato al confino nei pressi della tenuta “La Novena”, la cui proprietaria è la ricca signora Amelia.

Ben presto, tra i due, diversissimi tra di loro, nasce un profondo legame, reso ancora più saldo dall’amore in comune per i libri e la lettura.

Mai, mai in vita mia, neanche all’università, avevo visto tanti libri tutti insieme.

Nel suggestivo scenario cileno, la storia prende vita attraverso una narrazione molto particolare.

L’autrice salta continuamente dal presente al passato, dal racconto per bocca di Miguel a quello per voce di Amelia, dal parlato in prima persona a quello in terza persona, in un intreccio che non confonde e non disturba ma che, anzi, ravviva il racconto in modo sorprendente tanto che il lettore sembra proiettarsi tra le pagine del libro e diventarne tutt’uno.

I giorni trascorrono pacifici nella tenuta.

Miguel e Amelia occupano il tempo piacevolmente, passando ore a chiacchierare, a raccontarsi, a conoscersi.

Sullo sfondo, la natura in tutta la sua meravigliosa bellezza.

I tramonti dai colori stravaganti, le arance lucide e brillanti come l’oro, i fiori colorati e profumati del giardino della signora, amorevolmente accuditi con l’aiuto del contadino Nene, silenzioso e quasi magico nel suo rapporto speciale con le piante.

Amelia parla a Miguel della sua serenità, della gioia di stare in quella tenuta, del rifiuto di una vita mondana che spesso è solo apparenza e superficialità.

Quando penso a tutte le cene cui ho partecipato, a tutti i neuroni che ho logorato, a tutti gli sforzi per ascoltare chiacchiere di cui non m’importava un fico secco, sempre e solo per connettermi con gli altri, perché pensavo, in tutta onestà, che di questo si trattasse. Di essere connessi. Panzane!
Delle gran panzane.

In tutto il romanzo l’amore per i libri è continuamente sottolineato, esaltato, espresso in mille modi.
Citazioni, consigli di lettura, frasi e pensieri di poeti e scrittori condiscono la trama con l’ingrediente sublime della passione per la lettura.

Unita a essa, la consapevolezza di una vita semplice e appagante in un contesto dove la natura accoglie e rassicura come le braccia materne.

Una natura che non delude e non tradisce, come invece, spesso, fanno gli uomini.

Mi piace tirare tardi, ma soprattutto con i miei libri. O a volte con qualche film in televisione.
Sapessi quante vite vivo! Se non leggessi, dovrei farmi bastare la mia di vita e per quanto
divertente possa essere, è sempre soltanto una. Troppo poco per me.

L’idillio della bella amicizia si interrompe bruscamente nel momento in cui, una notte, i militari arrivano alla tenuta in cerca del prigioniero, accusato di aver nascosto delle armi. Miguel riesce a fuggire ma Amelia, considerata sua complice, viene arrestata, condotta in una prigione isolata e duramente torturata.

Sono pagine pregne di sofferenza e di dolore quelle in cui Amelia, attraverso una lettera a sua
cugina, racconterà della prigionia e della tortura.

Pagine che strappano pezzi di carne e di cuore a chi le legge.

Impossibile non soffrire dello stesso dolore di Amelia. Inconcepibile leggere la sua testimonianza senza che scorra, come a lei, il sangue giù per la schiena.

Come non incarnarsi in questa donna?
Come non sentire sulla propria pelle, e nell’animo, l’indicibile tormento della tortura?

Non sospettavamo che cosa fosse il dolore fisico, il più potente tra tutti i mali.

Marcela Serrano pare intingere la penna nei pensieri più profondi del suo personaggio per restituirli
al lettore in tutta la sua dignità.

Una donna colpita nel corpo e nell’anima che si aggrappa ai ricordi e alle belle emozioni vissute per reagire e rinascere.

Solo dopo molti anni, Miguel verrà a conoscenza della sorte toccata ad Amelia e solo tornando in
Cile (nel frattempo si è rifatto una vita in Europa) potrà affrontare i fantasmi del passato e il lacerante senso di colpa.

Un libro incantevole e passionale. Ogni capitolo un’emozione. Ogni pagina un brivido.

Una scrittura intensa, sanguinante, vibrante di passione e di amore. Il personaggio di Amelia domina
ogni singola parola, ogni virgola dell’intero romanzo.

Palpita di vita propria senza presunzione né superbia ma vera e carnale come solo una donna fiera e consapevole del suo ruolo sa essere.

Una figura femminile che si ama e si immagina nella sua bellezza, esteriore e interiore.

Una donna unica e particolare che vien voglia di invitare a cena per parlare con lei di libri, di fiori, di bellezza e di vita, assaporando le parole e le pietanze in un tripudio di emozioni e di sensibilità.

Indipendentemente dalle ferite, quello che conta è la vita che è valsa la pena di vivere.

 

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Sinossi

Cile, anni Ottanta, sotto la dittatura del generale Pinochet.

Un giovane sovversivo, Miguel Flores, sospettato di svolgere attività rivoluzionarie, viene mandato al confino in un paese nei pressi di una grande tenuta, La Novena, di proprietà di una ricca latifondista, Amelia. Tra i due, dopo un’iniziale diffidenza, nasce un profondo legame, arricchito dal gusto per la lettura.

Amelia è una signora avanti negli anni, vedova con figli, molto colta, che ha molto viaggiato ed è stata traduttrice.

La sua mentore è stata una cugina, Sybil, che abita a Londra e lavora in una grande casa editrice. La vita scorre tranquilla, Amelia e Miguel conversano, meditano sul loro presente, sulla vita, sui libri; il legame si fa sempre più stretto, lui va a vivere da lei, finché una notte arrivano i militari a dargli la caccia perché sono state scoperte delle armi sepolte nella tenuta.

Miguel riesce a fuggire, Amelia invece viene catturata, torturata e solo quando è riconosciuta estranea ai fatti viene rilasciata.

Molti anni dopo Miguel, malgrado si sia rifatto una vita in Europa, rimane ossessionato dai ricordi e
tramite Sybil viene a sapere cosa è successo ad Amelia dopo la sua fuga.

Gettato nel più totale sconforto, capisce che l’unica chiave per superare i suoi sensi di colpa è tornare in Cile e affrontare il proprio passato.
Titolo: Il giardino di Amelia
Autore: Marcela Serrano
Edizione: Feltrinelli, 2016

 

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