Resta con me – di Elisabeth Strout

Resta con me – di Elisabeth Strout

Resta con me – di Elisabeth Strout

Recensione di Emma Fenu

resta con me

Resta con me è un romanzo di Elisabeth Strout di recente ripubblicato da Fazi per la collana Le Strade.

 

Ed eccoci nel Maine, negli anni Cinquanta.

Anni di riviste con fotografie di lavatrici rosa e scarpe con il cinturino, anni di incubi che tormentano le notti dei reduci, anni di torte alle mele fatte in casa, anni di giornali di playboy nascosti sotto il letto.

Tyler è un giovane pastore protestante che arriva in una piccola comunità, con al seguito la bella e luminosa moglie, Lauren, e, in seguito, delle loro due splendide bimbe.

Alto, giovane, carismatico, talentuoso e sorridente, Tyler viene ammirato da tutti perfino quando pattina.

Gli eventi precipitano.

Lauren si ammala e muore.

La primogenita, di 5 anni, smette di comunicare e regredisce, mostrando aggressività.

La secondogenita cresce a casa della nonna paterna.

Tyler non riesce più a declamare i sermoni e a sentire la “sensazione”, ossia la forza della presenza di Dio.

Connie, la domestica del pastore, sparisce nel nulla.

La comunità diventa un nemico per il pastore, tessendo calunnie e pettegolezzi.

Resta con me, non temere; chi cerca la mia vita cerca la tua; con me sarai al sicuro».

1 Samuele 22:23

Elisabeth Strout ci propone un altro suo capolavoro.

Lo stile narrativo, maturato dalla lettura dei grandi romanzieri dell’Ottocento e reso personale, geniale e estremamente contemporaneo, è quello di un racconto orale fatto in salotto o al bar.

Ma a raccontare è forse ciascuno, forse la somma di tanti nessuno, forse Dio.

Siamo davanti ad un romanzo di formazione, di crescita interiore, di abbandono di certezze, di ricostruzione di sé senza falsi moralismi.

Ci sono poveri Cristi che devono togliersi i chiodi dalle mani e dai piedi, da soli, perché sulla croce sono ancora vivo.

Ci sono Giobbe che dalla miseria costruiscono un nuovo castello.

Ci sono pecore smarrite che devono inseguire il Buon Pastore, fare il salto nell’abisso e ritrovarsi vicino al rassicurante vincastro.

Ci sono uomini e donne, semplicemente e straordinariamente imperfetti.

L’epilogo è grandioso.

Catartico. Struggente. Intenso. Inatteso. Consolatorio. Spiazzante.

Buona lettura.

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Sinossi

Tyler Caskey è una presenza insolita per la comunità di West Arinett.

È giovane e i suoi sermoni sono brillanti, frutto di una preparazione e di una sensibilità fuori dal comune.

Ed è diverso dalle precedenti guide spirituali che i fedeli hanno conosciuto perché ha carisma, e una moglie di grande bellezza e sensualità accanto.

Quasi uno schiaffo di vitalità per tutta la cittadina.

Eppure un giorno tutto può cambiare, l’attrazione trasformarsi in sospetto e maldicenza.

La giovane signora Caskey muore.

Una morte che travolgerà il marito e le loro bambine in modo irreversibile.

La figlia maggiore, Katherine, di appena cinque anni, smette di parlare chiudendosi in un silenzio impenetrabile; Tyler non trova più le parole adatte in chiesa, né alcuna misericordia per chi si rivela ottuso, arido, distante.

Cosa resta, quindi, del conforto religioso?

È vero, sono i conformisti anni Cinquanta, e West Annett è nel Maine, una terra di antichi pionieri rigidamente protestanti.

Ma “Resta con me” si dilata oltre ogni confine e ci conduce nelle pieghe più oscure dei rapporti affettivi, lì dove ogni perdita può rivoluzionare una vita.

Scendere, per risalire più in alto: questa è Elizabeth Strout, nella sua scrittura puntuale, nei chiaroscuri emozionali, e in quello sguardo sul mondo nel quale dilaga ancora, inaspettata e dunque più preziosa, l’eco di un’imperscrutabile salvezza.

Titolo: Resta con me
Autore: Elisabeth Strout
Edizione: Fazi, 2019
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