Il tè del venerdì con Matteo Zanini

Semplicemente, donne.

Il tè del venerdì con Matteo Zanini

Il tè del venerdì con Matteo Zanini

Questo venerdì il salotto di Cultura al Femminile si colora con le tinte pastello della cover di Catherine, l’ultima fatica di Matteo Zanini, autore Regency che ora con Literary Romance ci propone un romanzo tutto da scoprire.

matteo zanini caterine literary romance

Ciao Matteo e benvenuto al tè del venerdì!

Ciao a tutti, che bello essere qui. Io amo il tè – ne bevo almeno una tazza al giorno. Quindi, credo che sarà un vero piacere stare in vostra compagnia in questo comodo salotto.

La prima domanda è sempre personale, perciò raccontaci un po’ chi sei. Dove e quando nasce l’amore per la scrittura? Quali autori ami? Quali generi?

Mi chiamo Matteo e sono nato sotto il segno dei Pesci. Vivo in un paese della provincia di Bergamo, circondato dalle colline e con tanto verde – è uno spazio che ho cercato di rivivere per anni e, ora, finalmente posso dire di esserci riuscito. Tra gli hobby che più mi rappresentano posso citare – ovviamente – la lettura e la cucina, le passeggiate nei boschi e in montagna, la scrittura – che fa parte di me. Ho sempre cercato di dare forma alla mia visione del mondo, dei sentimenti, delle relazioni umane e non; la scrittura è arrivata a darmi il suo inchiostro quando avevo diciassette anni, al Liceo. Da quel momento ho capito di aver trovato la mia forma espressiva ideale e ho iniziato a raccontare le mie storie, oltre a leggere quelle degli altri. La letteratura che più sento vicina al mio intimo è quella inglese, che sorge a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento. Si tratta, a mio avviso, di un periodo di grande attenzione, passione, coerenza e profondità narrativa, dal quale ancora oggi possiamo (e dobbiamo!) imparare. L’autrice che mi riempie il cuore è Jane Austen – la cara zia Jane – ma molti altri nomi le fanno compagnia – le sorelle Brontë, Ann Radcliffe, Edward Morgan Forster, Thomas Hardy, e via dicendo.

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“Catherine” è il tuo nuovo romanzo, dall’ambientazione storica: ci racconti da dove nasce l’ispirazione? Che cosa ti fa amare questo periodo particolare?

L’ispirazione per Catherine è nata dal desiderio di narrare una storia che parlasse della ricerca della libertà personale e di come essa possa essere possibile – quantomeno nelle pagine di un romanzo – anche se le condizioni iniziali della nostra eroina non siano… idilliache. Il periodo storico-cultural-letterario entro cui si inserisce la vicenda di Catherine Olson e di tutti gli altri personaggi è, per me, fonte di conforto. A quell’epoca, infatti, appartiene tutta la letteratura che amo; sento di possedere una sorta di connessione, di affinità con quel mondo così lontano, ma anche così vicino ai valori che coltivo io stesso nella vita di tutti i giorni. In Catherine ho cercato di riproporre anche uno stile di scrittura che strizzasse l’occhio ai romanzi dell’epoca, alleggerendolo dove necessario (anche grazie al lavoro di editing di Giovanni Gigliotti e di Simona Friio).

“Catherine”, un titolo e una protagonista: ce la presenti con le tue parole… e con due righe sue?

Catherine è una vera eroina: lotta con i mezzi che ha a disposizione per cercare di raggiungere la propria felicità, tenendo fede ai suoi principi e ai valori che illuminano i suoi giorni. Quando cade, cerca di rialzarsi e di imparare su se stessa e sul mondo, crescendo con costanza e intelligenza. È una vera sognatrice, una sorella premurosa e un’amica che ti direbbe in faccia tutto ciò che pensa, ma sempre con la dovuta diplomazia.

Catherine dice di sé: Credo di necessitare di una persona che sia più pragmatica di me; la mia vita ha assoluto bisogno della sicurezza che può derivare dalla condivisione di esperienze con un’anima meno eterea della mia. Non intendo, con ciò, affermare di voler azzerare del tutto ogni romanticismo, bensì sottolineare l’idea che la mia innata manchevolezza in campo pratico possa venir colmata dalla generosità di qualcun altro. Di qualcuno, forse, che stanco della propria eccessiva concretezza, sta cercando un individuo romantico da cui farsi influenzare.

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“Catherine” è stato preceduto da altre tue opere, come ti descrivi come scrittore? Come vedi il tuo percorso nella scrittura?

Catherine è il mio quinto lavoro editoriale, esatto. La mia scrittura – e la mia idea di scrittura – ha subìto una serie di mutamenti nel corso degli ultimi anni. Quando iniziai a scrivere ero davvero giovane e colmo di idee romantiche sulla penna e sulle storie. Le diverse esperienze editoriali – e di vita – mi hanno costretto a maturare un pensiero diverso, ma non meno importante, che vede la mia scrittura come una forma di comunicazione che, però, non potrà mai diventare l’unica fonte di sostentamento. Il mio hashtag #viveredellapropriapenna ha, in tale senso, mutato la propria intenzione, grazie al disincanto che ho indossato negli ultimi anni. Continuerò a raccontare, a scrivere e a proporre le mie storie, perché questo è quello che più di tutto mi rappresenta; ma le aspirazioni sono mutate in una concreta razionalità che, come ci insegnano le eroine dei romanzi, spesso può salvare più di una serie di romantici sospiri alla finestra. L’amore delle persone che leggono le mie storie e si calano tra le pagine emozionandosi è la soddisfazione che cerco. È l’amore l’obiettivo del mio raccontare.

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Cultura al femminile: che significato ha per te personalmente questa definizione? Esiste una cultura, una letteratura al femminile? Come ti collochi in essa?

Esiste una letteratura al femminile, sebbene credo che non sia rivolta a un pubblico esclusivamente femminile. I termini cultura e letteratura, infatti, hanno una radice comune, ovvero l’universalità. Entrambe fanno pienamente parte dell’universale insieme di preziosità che arricchiscono il bagaglio culturale di ognuno di noi – uomini o donne poco importa. Per quanto mi riguarda, amo la letteratura scritta da donne (tendenzialmente leggo più autrici che autori), soprattutto quella classica. Con Catherine e i miei regency spero di dimostrare che anche un uomo può essere in grado di “vestire i panni” di un’eroina del passato, dandole la credibilità che necessita. Mi auguro di esserci riuscito.

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Progetti futuri? Ci sono altri periodi storici che vorresti esplorare?

Entro la fine del 2019 dovrebbe uscire il mio nuovo romanzo, che esplora decisamente un periodo storico differente: si tratta, infatti, di una storia ambientata nella Madrid contemporanea, a tematica LGBT. Un libro che mi sta molto a cuore e che, spero, possa appassionare anche i miei lettori. Al contempo, ho altresì affidato il romanzo regency che ho concluso la scorsa estate e sto lavorando a qualche progetto nuovo. Tornerò nell’Inghilterra regency? Sì, credo di sì, sebbene non sappia ancora né quando né con quale storia.

Nessuno lascia questa pagina senza aver risposto all’ultima domanda. Come prendi il tè?

Bellissima domanda! Prendo il tè con poco zucchero e qualche goccia di limone, in genere accompagnato da qualche biscotto di farina integrale e della marmellata fatta in casa (in questi giorni, ad esempio, quella di prugne di montagna preparata da mia nonna… buonissima!).

Ciao, Matteo, e grazie per averci fatto compagnia!

MATTEO ZANINI

Matteo Zanini nasce a Bergamo il 17 marzo 1990, sotto il segno dei Pesci. Col tempo, sboccia in lui la passione per la letteratura e la scrittura, che ha cominciato a coltivare con la partecipazione a concorsi letterari nazionali.

Laureato in “Lettere” e “Comunicazione, informazione, editoria” presso l’Università degli Studi di Bergamo, ha il sogno di vivere della propria penna.

Nel 2011, Edizioni Miele pubblica La notte delle fate, una raccolta di fiabe e racconti favolistici. In seguito alla chiusura della casa editrice, l’antologia vedrà – nel 2016 – una sua seconda edizione in self-publishing.

Nel 2013, Silele Edizioni pubblica il suo primo romanzo Irraggiungibile. Si tratta di un diario, lungo un anno, ambientato nell’Inghilterra Regency e ispirato ai lavori delle scrittrici classiche quali Jane Austen, le sorelle Brontë, Ann Radcliffe, Elizabeth Gaskell.

A un anno dalla pubblicazione di questo romanzo, nel 2014, lo stesso editore pubblica Aggrappati a un sogno, storia che conserva ambientazioni e temporalità del precedente lavoro, ma sceglie una narrazione più canonica per raccontare le vicende delle sorelle Olson e il loro desiderio di libertà. Il romanzo resterà sotto questo editore fino al 2017. Nel corso di quell’anno, il romanzo vive un’attenta fase di editing a cura di un professionista, che lo porta a un cambiamento di titolo – Catherine – e all’aggiunta di frammenti inediti.

Tra il 2014 e il 2017 si dedica alla stesura di racconti di diversa natura, vivendo una lunga esperienza creativa che lo porta alla stesura del suo terzo romanzo.

A fine 2017 viene pubblicata l’antologia Natale a Pemberley, da un’idea del gruppo Facebook “Regency & Victorian”, nella quale è presente il racconto inedito Miss Mary Bennet. Il ricavato delle vendite del volume è stato devoluto in beneficenza.

A maggio 2018 prende parte al Salone Internazionale del Libro di Torino (#salto18) con ABEditore, che pubblica l’antologia Istantanee – dieci racconti per sognatori diurni nella collana Piccoli Mondi Moderni. Si tratta della prima partecipazione di Matteo Zanini come autore alla manifestazione. Il libro vede la presenza dell’artista Ida Bianchi Molino, che si è occupata delle illustrazioni dei dieci racconti, presenti in appendice all’antologia.

Nel 2018 sono cominciati i lavori sull’editing del suo terzo romanzo – Benzina estetica sul mondo -, con Le Mezzelane Casa Editrice, la cui uscita è prevista entro il 2019.

A settembre 2018 prende parte a un progetto artistico-editoriale con il poeta bergamasco Rumi Nicola Crippa e il pittore Giampaolo Mascheretti. In occasione dell’inaugurazione della mostra personale dell’artista – nella cornice della X edizione della Festa del Borgo – viene presentata l’antologia Oltre i confini dell’amore (Lubrina Editore), un’unione di dieci racconti inediti di autori vari strettamente connessi alle opere d’arte di Mascheretti. L’antologia contiene l’inedito Chasseurs de Trésor.

A novembre 2018, sempre grazie al team del gruppo Facebook “Regency & Victorian” viene pubblicata l’antologia natalizia Fantasmi a Northanger Abbey, che contiene l’inedito Mrs. Catherine Tilney.

A maggio 2019, la casa editrice Literary Romance pubblica Catherine in versione cartacea e in edizione digitale.

Appassionato di letteratura inglese, musica celtica e cucina.

Il suo percorso di carta e inchiostro prosegue, tra sperimentazione e interiorità. Attualmente in lavoro sul suo quinto romanzo e su una nuova raccolta di racconti lunghi, Matteo è alla costante ricerca di essenza creativa, kaleidoscopi di alfabeti e impalpabili immagini da effondere.

Contatti: www.matteozanini.it

 

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