Fedeltà – di Marco Missiroli

Fedeltà – di Marco Missiroli

Fedeltà – di Marco Missiroli

recensione di Giovanna Pandolfelli

fedeltà

Fedeltà è il più recente romanzo scritto da Marco Missiroli edito da Einaudi nel 2019 e classificatosi terzo al Premio Strega dello stesso anno.

Già dal titolo si evince inequivocabilmente la tematica centrale del romanzo che, tuttavia, non è l’unica, pur rappresentando la vera protagonista della trama.

Le ampie riflessioni sul ruolo e il significato della fedeltà, o piuttosto dell’infedeltà, nella vita dei personaggi fa da filo conduttore a tutta la storia.

La sfida reale di Missiroli in Fedeltà è l’aver creato degli eroi negativi come protagonisti e non uno solo, ma più di uno a vario titolo.

La trama principale, che narra di una coppia come tante altre, tentata dall’infedeltà senza un vero motivo di scontentezza apparente, si intreccia con altre sottotrame troppo in evidenza e ampie per restare tali.

Il risultato è un accavallarsi di storie e personaggi tutte e tutti tendenzialmente negativi.

Carlo insegna tecniche narrative all’Università senza aver mai scritto nulla di suo, sua moglie costruisce la propria realizzazione familiare su un inganno professionale.

Andrea e Sofia, rispettivamente oggetto di desiderio dei due coniugi, sono l’uno invischiato in losche scommesse clandestine e l’altra, giovane studentessa, in bilico tra la brava ragazza e la tentazione di continuare a provocare l’amante respinto.

La scrittura di Marco Missiroli è fluida, l’ambientazione milanese risulta piuttosto anonima, i personaggi sempre più vaghi tanto da essere progressivamente confusi dal lettore.

Pochi grandi sono riusciti a far affezionare il lettore all’eroe negativo, i Nabokov o i Dostoevskji non nascono tutti i giorni.

Pertanto, sebbene la narrazione progredisca con un certo ritmo, si fatica a riconoscersi e ad incuriosirsi al destino dei personaggi, malgrado si arguisca che nell’intento dell’autore c’è anche la necessità di mostrarli come gente comune, che potrebbe essere chiunque, anche noi stessi.

Il continuo cambio del punto di vista contribuisce a confondere e non è insolito ritrovarsi a chiedersi di chi si stia parlando in quel momento.

Tuttavia, ciò che incuriosisce e spinge a superare qualche falla narrativa è la domanda che percorre le vite di tutti i personaggi e forse anche quelle dei lettori, ovvero l’infedeltà avrà una ripercussione sulla loro serenità, pagheranno il debito contratto con l’onestà e con la moralità?

La vita ci presenta il conto, è questa la percezione comune in base ad una nota teoria psicosociale del Belief in a Just World – BJW, l’ipotesi di un mondo giusto secondo la quale è pensiero diffuso che i comportamenti umani vengano ricompensati o puniti in base ai meriti.

Margherita ha dunque violato le regole della sincerità ed ha costruito la propria felicità su un inganno, così Carlo si è spacciato per quello che non è per inseguire una passione.

Allo stesso modo il tradimento rappresenta un modo per ascoltare i propri desideri ed esigenze.

Nel marasma dei personaggi e nell’intrecciarsi dei loro pensieri emerge una figura piana, ben delineata, la madre della protagonista, una donna forte e docile allo stesso tempo, capace di essere presente quando occorre e di eclissarsi al momento giusto.

Una sorta di ago della bilancia nella tempesta di dubbi, inquietudini e doppie vite che la circondano.

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Sinossi

«Il malinteso», così Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie del loro matrimonio.

Carlo è stato visto nel bagno dell'università insieme a una studentessa: «si è sentita male, l’ho soccorsa», racconta al rettore, ai colleghi, alla moglie, e Sofia conferma la sua versione.

Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola

.Le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici.

Ma quel presunto tradimento per lui si trasforma in un’ossessione, e diventa un alibi potente per le fantasie di sua moglie.

La verità è che Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo insegue per sé. Lui vorrebbe scrivere, non ci è mai riuscito, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre.

La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare.

Per lei tutto si complica una mattina qualunque, durante una seduta di fisioterapia.

Andrea è la leggerezza che la distoglie dai suoi progetti familiari e che innesca l’interrogativo di questa storia: se siamo fedeli a noi stessi quanto siamo infedeli agli altri?

La risposta si insinua nella forza quieta dei legami, tenuti insieme in queste pagine da Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di trasmettere il senso dell’esistenza.

In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, e una Rimini in cui sopravvive il sentimento poetico dei nostri tempi, il racconto si fa talmente intimo da non lasciare scampo.

Autore: Marco Missiroli
Titolo: Fedeltà
Editore: Einaudi, 2019

 

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