Jane di Lantern Hill di Lucy Maud Montgomery

Semplicemente, donne.

Jane di Lantern Hill di Lucy Maud Montgomery

Jane di Lantern Hill

Jane di Lantern Hill di Lucy Maud Montgomery

Recensione di Romina Angelici

Jane di Lantern Hill è un racconto di sorprendente attualità: Jane Victoria vive con la nonna e la madre separata dal padre, che non ha mai conosciuto fino a che un’estate lui chiede di poterla incontrare. Quello è l’inizio della vera vita per Jane che a Lantern Hill trova finalmente se stessa, la sua dimensione, e l’amore del suo papà. Cresciuta sotto l’acido sguardo di riprovazione dell’arcigna nonna materna, Jane non ha mai assaporato il calore dell’affetto ma quando abbraccia il suo papà, al quale è legata da una straordinaria affinità, scopre di averlo sempre saputo.

Jane non comprendeva tutto ciò che il papà le diceva ma lo serbava nel proprio intimo per farne tesoro da adulta. Per tutta la vita, nel rammentare le parole del papà, avrebbe avuto dei flash ricorrenti.

Ma è solo la prima di incredibili estati che riveleranno a Jane la bellezza della vita e del suo essere donandole sicurezza e fiducia in se stessa e nelle sue capacità oltre che una straordinaria forza interiore per fronteggiare chiunque e realizzare i suoi desideri.

Quello che la collana “Plumfield”, inaugurata dalle due editrici Valeria Mastroianni e Lorenza Ricci, si ripromette di fare è proporre storie che possano valicare i confini del tempo e sappiano parlare ai giovani lettori di oggi, perpetuando lo spirito con cui Jo e il prof. Bhaer aprirono le porte della grande casa di zia March ai ragazzi accolti nel loro collegio per apprendere l’amore per lo studio e per il lavoro, il valore dell’armonia e della solidarietà.

Lucy Maud Montgomery dimostra di inserirsi perfettamente in questo progetto editoriale e il fanciullino che alberga nel suo animo non manca di prodursi in una fonte inesauribile di ispirazione per personaggi e storie sempre incantevoli.

La finestra aperta sul mondo dell’infanzia dischiude sempre tesori nascosti, dal fascino inesauribile e dall’incanto continuo che si traducono in influenze reciproche di visioni inspirate.

Lo sfondo per esse è l’immancabile Isola del Principe Edoardo teatro della giovinezza della scrittrice, rimasta indelebilmente impressa nei suoi ricordi tanto da affascinare anche noi lettori che con gli occhi dell’anima giungiamo a immaginarla e ad amarla.

Non era conscia di avere di fronte a sé la cosa più bella al mondo -una mattinata di giugno nell’Isola del Principe Edoardo- ma era consapevole di quanto quel mondo apparisse del tutto diverso dalla notte precedente.

Là ogni cosa è gentile e il paesaggio è la creatura più comprensiva e accogliente di tutte:

Un magnifico tramonto si riversava sul porto e quando Jane giunse alla stretta e profumata stradina delle signorine Titus -dove gli alberi sembravano volerti toccare- le sue guance erano rosse per via dei pungenti baci del vento.

Impensabile pensare di trovare altrove, anche in versi, vette tali di poesia.

Lo stupore delizioso con cui Jane si immerge completamente nella vita e nella natura di Lantern Hill è fedelmente riprodotto con uno stile spontaneo e diretto quale potrebbe essere quello di una bambina che assiste a un continuo svelarsi di meraviglie e i personaggi curiosi che affollano la sua solitudine ora sono colti con immediatezza e freschezza nei loro tratti più caratteristici. Come nel caso di Little Aunt Em, una vecchietta un po’ stramba, che vive al limitare del bosco ma conosce ogni segreto degli abitanti di Lantern Hill:

La vita mi fa venire l’acquolina alla bocca. Mi piacerebbe vivere per sempre, sapere tutte le novità. Ho sempre avuto una passione per le novità. Uno di questi giorni mi farò abbastanza audace da salire su un’auto…

Un libro non racchiude una storia sola ma reca con sé la storia della sua autrice e la storia che ha portato al suo nascere e questo libro distilla tutta l’essenza più dolce e tenera di Lucy Maud Montgomery, il suo sguardo materno e infantile insieme.

Del resto, non occorre granché per rendere felice un bambino.

L’impeccabile lezione dell’introduzione assiste e correda la lettura con puntuali informazioni e annotazioni ed è un ottimo supporto che però io consiglio di leggere sempre dopo la fine, a maggior ragione in questo caso in cui sono presenti alcune anticipazioni della trama.

Ideale lettura per questo periodo, secondo me, non solo perché risveglia sentimenti ed emozioni di quando eravamo ragazzi ma anche perché ci invita a trascorrere anche noi un’indimenticabile estate sull’Isola del Principe Edoardo insieme a Jane di Lantern Hill.

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Jane di Lantern Hill

Al civico 60 di Gay Street, una tetra e grigia strada di Toronto, spicca un imponente edificio di mattoni rossi, circondato da un’invalicabile recinzione in ferro: qui abitano, come due recluse, la piccola e vivace Jane e sua madre Robin, un’affascinante giovane donna dallo sguardo perennemente malinconico; entrambe sono succubi dell’autoritaria e fredda nonna Kennedy. Un giorno, però, inaspettatamente, al 60 giunge una lettera dall’Isola del Principe Edoardo: a chiedere di Jane è il papà che ha sempre creduto morto. Jane è piena di timori, ma ben presto tutto cambia: trascorre l’estate sull’isola, scoprendo un luogo incantato, ricco di profumi e colori, e la bellezza mozzafiato del mare, con un padre che non fa fatica ad adorare e una buffa compagnia di nuovi amici. A Lantern Hill, per la prima volta, si sente davvero a casa, eppure alla felicità manca ancora qualcosa…

Scheda del libro

Titolo: Jane di Lantern Hill
Autore: Lucy Maud Montgomery
Editore: Edizioni Jo March
Traduttore:  Elisabetta Parri
Introduzione: Mara Barbuni

 

 

 

 

 

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