Un tè con Chiara Guidarini

Un tè con Chiara Guidarini

Un tè con Chiara Guidarini

Chiara Guidarini è un’amica di lunga data, autrice di numerose opere e grande appassionata di Storia. Oggi è ospite su Cultura al Femminile in occasione della sua ultima pubblicazione, il romanzo Veritatis, edito da 011 edizioni. Ora parola all’autrice, e per tutti un ottimo tè!

Ciao Chiara e benvenuta al tè del venerdì!

Grazie Antonia, è un piacere.

chiara guidarini libri

La prima domanda è sempre personale: chi è Chiara Guidarini? Come diventa scrittrice? E quando non scrive…?

Ciao a tutti, sono Chiara Guidarini e sono soprattutto una mamma. Una mamma, una moglie e una figlia, per l’esattezza. E sono una persona che crede nei sogni, e che lotta per realizzarli.

Dire “diventata scrittrice” è troppa grazia. Diciamo che provo a scrivere qualcosa, quando posso, quando riesco, quando la Musa dell’ispirazione chiama o quando un personaggio ha voglia di raccontarmi la sua storia. C’è sempre da imparare e io non sono che all’inizio di un percorso. Ho iniziato a scrivere a nove anni, con la biro, su un quadernino… e non ho più smesso. Ho tonnellate di quadernini in solaio, ben custoditi, piccoli tesori del mio mondo fantastico di un tempo.

Quando non scrivo… leggo. Leggo tantissimo, leggo perché mi piace nutrire la mente, leggo perché la lettura da la possibilità meravigliosa di vivere tantissime vite, capire tantissimi stati d’animo, vivere epoche sconosciute e mondi fantastici. Se non leggo, se non sono impegnata con le cose di tutti i giorni, studio. Studio la storia locale, perché gestisco una piccola rocca nel cuore dell’Appennino e mi piace dare informazioni logiche a chi viene a visitarla. E poi c’è la biblioteca del capoluogo, altro grande amore .

chiara guidarini l'ultima profezia

“Veritatis” è un giallo storico: ci racconti qualcosa? Come è nata l’ispirazione?

Ho scritto Veritatis dopo aver trovato in rete il concorso promosso dalla 0111 Edizioni dal titolo “gialloX1000”. Il bando mi piaceva ma stava scadendo. Così mi sono detta: “proviamo”. Al numero minimo di battute ero certa di poter arrivare se… capivo cosa scrivere. Infatti, era la trama a preoccuparmi poiché non avevo idea di che tipo di racconto lungo scrivere. Poi leggo in calce al bando “in collaborazione col blog thriller storici e dintorni”. Quello “Storici” è stata la scintilla, perché la storia la conosco, è il mio pane, e mi piace scrivere della storia del mio paese. Così ho pensato di nuovo “proviamo”. Ho guardato il foglio bianco e ho scritto: “il castello torreggiava all’orizzonte, emergendo dalla nebbia mattutina come sospeso su di essa” e in quel momento ho visto quel castello, ho visto il cavaliere che osservava la scena e sapevo che non era solo e dove stava andando. Caio ha cominciato a parlarmi e la storia ha preso vita.

“Veritatis” è solo uno dei tuoi romanzi, sempre in equilibrio fra storia, fantasia, note nere e qualche mistero: ci racconti qualcosa del tuo percorso letterario?

Ho cominciato nel 2005 pubblicando il romanzo fantasy “l’ultima profezia” seguito a ruota dalla seconda parte, “il canto proibito”. Questi libri furono adottati come testi scolastici da diversi istituti comprensivi del territorio e così iniziai a parlare della mia esperienza nelle scuole, arrivando a fare veri e propri percorsi creativi con gli studenti. Seguì “storie di draghi, demoni e condottieri” antologia con altri autori [tipo una certa Antonia Romagnoli] edito da Domino Edizioni, e poi l’avventura Linee Infinite che durò anni e portò alla pubblicazione di diversi romanzi tra paranormal e thriller psicologici. Nel frattempo uscì anche il romanzo “la battaglia dei Draghi” che avevo solo trascritto per conto dei gestori del sito “Bluedragon.it” e di recente sono usciti i due studi storici: “la rocca di Minozzo, storia di una riscoperta” dove ho collaborato con l’architetto Cervi e la Dottoressa Losi che hanno effettivamente scavato, e riscoperto, la nostra Rocca, e “la via delle Fiamme Verdi” che è uno studio sulla resistenza in Appennino in collaborazione con il professor Giuseppe Giovanelli e mio marito Marco Zobbi in quanto appassionato conoscitore dell’epoca.

bty

“Veritatis”: ci presenti i protagonisti? Fra tutti i tuoi personaggi, ce n’è uno a cui sei più affezionata?

Il protagonista è Caio Valerio Secchi, è un soldato in congedo a causa di una mutilazione. Gli ruotano attorno il fedele scudiero Jacopo, la bella ed esuberante Lucrezia, e diversi personaggi minori, ciascuno con la sua peculiarità.

Ad indagare sulla vita di Caio, è Maddalena, una sorta di archeologa che “oggi” trova il diario di Caio e lo traduce. Accanto a lei, il nemico-amico Andrea Pezzi, archeologo concorrente.

Non c’è un personaggio che amo più di un altro, anche se Caio detiene il primato in quanto a simpatia: generalmente i personaggi che risveglio anzitempo dal loro sonno non sono ancora pronti a raccontarmi la loro vicenda, mentre Caio è bastato strattonarlo un po’ che si è messo a parlare… e da brava “scrittora”, ho scritto.

Cultura al femminile: che significato ha per te personalmente questa definizione? Esiste una cultura, una letteratura al femminile? Come ti collochi in essa?

“Cultura al femminile” mi evoca immagini di romanzi rosa, pizzi e crinoline, chiacchiere davanti a una tazza di thé e, chissà perché, lo vedo bene in un’atmosfera Regency. Penso che non esista una cultura o una letteratura tutta “femminile” o tutta “maschile”… i libri sono per chi li legge. Come mi colloco in una letteratura femminile? Male di sicuro, non sono una tipa molto “pizzi e crinoline”… almeno quando scrivo.

Progetti futuri? Ci sono altri periodi storici che vorresti esplorare?

Ho un librone nel cassetto. Io lo chiamo “il librone” perché sarebbe il romanzo storico vero sempre ambientato nella mia Minozzo. È una storia trecentesca che rispecchia bene usi e costumi nonché vita nell’epoca.

Nessuno lascia questa pagina senza aver risposto all’ultima domanda. Come prendi il tè?

Cattivo. E non vi darò mai la ricetta!

Ciao, Chiara, e grazie per averci fatto compagnia!

Grazie a voi, un abbraccio grande!

Chiara Guidarini

chiara guidariniSono Chiara Guidarini, abito in Appennino Reggiano e gestisco la Rocca di Minozzo. Sono una lettrice, di recente diventata recensorA per il blog “thriller storici e dintorni” e mi piacerebbe fregiarmi del titolo di scrittrice, ma per ora preferisco “scrittora” o “scribacchina”. Le mie pubblicazioni sono 13, tra e-book e cartacei, e il libro che mi ha dato più soddisfazioni è “Io, Virginia” edito nel 2010 da Linee Infinite, editrice per cui sono stata anche editor della collana “Phantasia”. Ho lavorato in una libreria di zona, e attualmente mi dedico alla biblioteca del capoluogo assieme a diversi volontari.

Veritatis

Quando Maddalena, presso l’abbazia di Marola, ritrova il manoscritto di Caio Valerio Secchi, suo antenato, inizia la lettura che la trasporta nel vortice quattrocentesco del tempo da lui descritto. Soldato in congedo a causa di una menomazione, Caio viene inviato dal Vescovo presso la rocca di Melocis, in Appennino, per confermare l’identità di una donna suicida: un compito apparentemente facile, che diventa improvvisamente complesso quando Caio scopre che, dietro alla morte della fanciulla, si celano diverse sfere di potere a volte in conflitto tra di loro. Una storia nella storia che si riflette fino ai giorni nostri, dove tra i libri secolari dell’abbazia ancora si nascondono verità che portano un marchio antico e potente.

 

Il tè del venerdì

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