“Perdere la madre” di Miriam Messina

“Perdere la madre” di Miriam Messina

“Perdere la madre” di Miriam Messina

Contest Lettere al Femminile

Lettere al Femminile

Ho deciso di scrivere questa lettera per chi ha ancora una madre. 

Io non ero preparata perché credevo di poter vivere senza di lei, credevo che se la vita mi aveva messo davanti a questo avvenimento, evidentemente non poteva essere così negativo.

Nessuna delle persone più grandi di me che mi erano accanto in quel periodo, che anche avevano già subito quella perdita, mi avvisò su ciò che stava accadendo né mostrò particolare comprensione per i miei sentimenti.

Volete sapere perché?

Ve lo spiego subito: perché quando avrai perso tua madre, non ci sarà nessuna persona che si preoccuperà di te allo stesso modo che faceva lei, neanche tuo padre, o forse qualche bravo padre sì.

Quando perderai tua madre, il tuo mondo cambierà, anche se accadrà tardi nella tua vita.

Ti sveglierai una mattina col mal di gola, proverai a dirlo a qualche caro, ma non ci baderanno molto. Se non prenderai un’aspirina e non metterai una sciarpa, non passerà, e dovrai pensarci tu, anche se già prima ci pensavi tu, ma lei non sarà lì a chiederti due volte al giorno se è passato, a nessuno interesserà realmente il tuo mal di gola, perché è un semplice mal di gola.

Ti sveglierai una mattina nervoso, con un carattere impossibile, ma se risponderai male a qualcuno, poi dovrai chiedere scusa, perché è così che funziona, mentre lei ti avrebbe capito e ti avrebbe detto che ti voleva bene anche col tuo caratteraccio, ma gli altri no.

Prenderai degli aerei, e ogni volta, appena atterrato, penserai di chiamarla per dirglielo, perché una mamma che sa che suo figlio è in aereo, aspetta che atterri, per poter tornare a respirare normalmente.

Spero che quando accadrà, sarai già laureato, sposato e genitore, perché metà della gioia che proverai in quel momento, sarà oscurata dell’amarezza di non poter condividere con lei quel risultato.

Sarà strano stare seduto a tavola a Natale e renderti conto che nessuno guarderà nel tuo piatto per vedere se stai mangiando con appetito e nessuno guarderà nel tuoi occhi per capire se sei turbato o sereno.

Ti sentirai anche molto libero, in determinati momenti, forse finalmente libero da quel troppo amore, chissà.

Con questa lettera non voglio intendere che non ti amerà nessuno o che sarai una persona sola, assolutamente.

Voglio semplicemente intendere che nessuno ti amerà come si ama se stessi, più di se stessi.

Con questa lettera neanche voglio rattristarti per ciò che dovrai vivere in futuro, ma voglio prepararti, in modo da essere pronto e poter vivere il resto della tua vita con più serenità, perché la cosa più brutta sarà poi la sensazione di non aver fatto di tutto per lei.

Quindi adesso lo sai cosa devi fare.

Devi amarla, abbracciarla e starle vicina quando potrai, avere pazienza quando te la farà perdere e andare adesso a fare pace se avete litigato o se addirittura avete rotto i rapporti.

Chiedile tante cose di quando eri piccolo, perché poi nessuno potrà raccontartele più, lei invece sa tutto di te.

La sentirai vicina nei momenti più impensati, sentirai la sua voce nei momenti quotidiani, che ti spiega come fare una determinata cosa, ma soprattutto la sentirai quando starai male, e sarà il tuo conforto nell’ultima tua ora, in cui tu ti sforzerai di non farti vedere sofferente dai tuoi figli e affiderai la tua sofferenza a lei, che in quel momento avrà lo stesso volto della Madonna, la invocherai col pensiero o ad alta voce,  perché sai che ti sarà vicina nel passaggio.

Adesso guardati allo specchio e sorridi, perché sei ricco, come dice il proverbio: chi ha la mamma, è ricco e non lo sa.

 

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