Il tè del venerdì con Scarlett Douglas Scott

Il tè del venerdì con Scarlett Douglas Scott

scarlett dougls scott la stagione dei narcisi

Il tè del venerdì con Scarlett Douglas Scott

L’ultimo appuntamento della stagione con il tè del venerdì (torneremo a metà settembre, dopo la pausa estiva) è davvero speciale. A farci compagnia nel nostro salottino è Scarlett Douglas Scott, pseudonimo di Solange Mela, che è una bravissima autrice, grande appassionata ed esperta di Storia. Oggi ci presenta la sua nuova opera, il Regency “La stagione dei Narcisi”, ambientato fra Italia e Inghilterra nel 1819.

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Ora lascio spazio all’Autrice… Ciao Scarlett e benvenuta al tè del venerdì!

La prima domanda è sempre personale, perciò ti costringerò a presentarti attraverso un libro che ami e uno che detesti, una pietra e un colore.

Ciao Antonia, intanto grazie per l’ospitalità su CaF!

Un libro che amo in assoluto su tutti è Cime Tempestose. Comprato con un’offerta in chiesa a Pera di Fassa, che tu ci creda o no. Era nell’espositore insieme ad altri libri usati. Avevo dodici anni. Mi ci sono ritrovata molto bene, con quelle atmosfere lugubri. Un libro che detesto in particolare non credo ci sia. Sicuramente molti generi non li leggo, ma non perché non siano interessanti, semplicemente mi annoiano: gli harmony contemporanei, quelli ambientati negli ospedali, i romanzi di Sparks o della Kinsella, gli erotici da casalinghe disperate tipo 50 sfumature di grigio, tutto quello che non è né carne né pesce, dove si parla solo di sentimentalismo e romanticismo apprescindere.

La mia pietra è lo smeraldo, pietra che rappresenta e incorpora le vibrazioni della terra, che facilita la comprensione reciproca e aiuta a superare i momenti difficili. La pietra della felicità e della gioia. E di conseguenza il mio colore è il verde, armonia e amore verso gli altri.

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“La stagione dei narcisi”: un titolo che mi incuriosisce molto… lascio a te la parola per raccontarci di questa scelta!

Stavo meditando sul titolo del romanzo, avevo appena steso una bozza della trama, quando mi arriva l’ispirazione di legare la storia a un fiore, in particolare i narcisi. Poi ho iniziato a fare ricerche sulla simbologia e si è aperto un mondo. La trama coincideva in modo dettagliato con questo fiore particolare, emblema nazionale del Galles. Il titolo è ambivalente: è il nome del dipinto che appare nella storia, anello di congiunzione di due anime solitarie, e rappresenta anche la stagione primaverile in cui fioriscono i narcisi, senza dimenticare che nel romanzo si parla anche della Stagione delle feste londinesi. Tutto è collegato.

“La stagione dei narcisi” non è il tuo primo romance storico: quando e come nasce la tua passione per la Storia? Che cosa ti affascina di questo periodo?

Nasce moltissimo tempo fa, quando dopo Cime Tempestose scoprii i romanzi di Barbara Cartland. Verso i sedici anni iniziai a scrivere romance ambientati nell’’800, ma come puoi immaginare non erano altro che piccoli tentativi  romantici, che non ho mai pubblicato. Doveva passare molto tempo e molto acqua sotto i ponti prima di pensare seriamente a scrivere romance storici. L’occasione è iniziata nel 2016 con Ospite Inatteso, dopo un lungo periodo di fermo letterario. L’ultimo romanzo che avevo pubblicato, prima di questo , è stato Christmas Island. Ho sempre amato i romanzi storici, ma per mia carenza di studio non mi ci sono mai approcciata. Quando ho deciso di affrontare il genere, avevo alle spalle almeno tre o quattro anni di letture di romanzi storici di un buon livello, che mi hanno dato le basi per strutturare Ospite Inatteso e La stagione dei narcisi.

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Dell’800 mi affascinano molte cose, tutte da uomini! Le invenzioni, le ultime battaglie navali sulle navi di legno, gli intrighi internazionali, gli imperi, le scoperte scientifiche, le esplorazioni. Sono poco portata per il romanticismo poetico, preferisco le storie avventurose, e questo periodo da tantissimi spunti per scriverle.

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“La stagione dei narcisi” e i tuoi romanzi precedenti hanno protagoniste forti, figlie del loro tempo e delle scelte che devono compiere: quanto c’è di te in tutte loro, e in particolare nella protagonista di questo romanzo?

C’è una parte di me in ognuna delle protagoniste dei miei romanzi. Interpretano un ruolo, uno dei tanti che mi rappresenta. In LSdN ho voluto raccontare la storia di una madre e di una figlia, il loro rapporto difficile e il legame malato. Da anni studio gli archetipi femminili per lavoro, e ho sempre trovato affascinante l’archetipo di Persefone, così saldamente vincolata a sua madre Demetra. E’ stato sviluppato anche nella fiaba Disney di Rapunzel. Una madre ambiziosa che non è in grado di emergere per le proprie qualità e che quindi si identifica nella figlia, attraverso la quale proietta le proprie ambizioni come se fosse un prolungamento di sé. La figlia, per contro, ama immensamente la madre, vive della sua approvazione, e non vorrebbe mai deluderla né inimicarsela. Questo però la soffoca e la svilisce, la costringe a indossare un ruolo che non le appartiene. Solo l’incontro con la parte oscura, Ade nella mitologia greca, permette a Persefone di emergere come donna, regina e amante, realizzata e sicura di sé. Nel romanzo questa parte di Ade è interpretata dal Barone Brecon, un uomo angosciato dai rimpianti e dai rimorsi che vive nel suo solitario inferno personale. L’incontro con la primavera, Sofia, gli permette di rinascere, di tornare ad avere uno scopo per vivere e qualcuno da amare che lo trascina fuori dai propri fantasmi personali.

È la storia di un triangolo di amore, dove la parte del terzo incomodo è interpretata dalla madre, un argomento che molte donne si rendono conto di dover affrontare quando decidono di lasciare la famiglia per sposarsi, ma si trovano sempre la madre a incombere in mezzo alla coppia.

In Sofia ho messo la mia passione per la pittura e per i colori, che oltre a essere citati nelle tele, sono anche in tutto il romanzo: negli arredi, nelle ambientazioni, sia chiari che scuri, per tratteggiare lo stato d’animo dei personaggi.

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Cultura al femminile: che significato ha per te personalmente questa definizione? Esiste una cultura, una letteratura al femminile? Come ti collochi in essa?

La individuo in campo olistico, il mio campo lavorativo, ma come uno strumento terapeutico piuttosto che di espressione letteraria. Tutto ciò che è femminile è accogliente, delicato, morbido, gentile, rappresenta la riflessione, l’ascolto, l’interpretazione dell’Ombra e dei suoi conflitti. Non la identifico come una cultura. E’ la metà di un Tutto, composto anche dal maschile, senza il quale il femminile non avrebbe senso di esistere. Non riesco a collocarmi in una fazione di letteratura al femminile, le mie storie parlano sia di uomini che di donne, non solo ed esclusivamente di donne, quindi non scrivo solo per le donne o delle donne. Lo troverei riduttivo e anche offensivo nei confronti del mio stesso genere. L’essere umano è composto sia da una parte femminile che da una parte maschile, che albergano nell’interiorità. Se risvegliate entrambe possono supportarsi a vicenda rafforzandosi e rendendosi stabili contro qualunque avversità. Una donna in grado di riconoscere la propria parte maschile avrà la stessa forza di un uomo che riconosce e rispetta la propria parte femminile.

Progetti futuri? Ci sono altri periodi storici che vorresti esplorare?

Sto lavorando al seguito di Ospite Inatteso, che richiede diverse ricerche storiche, ma sto pensando anche a romanzo nel periodo della guerra di secessione americana o appena dopo, e a uno in periodo edoardiano, epoca poco sfruttata ma con un grande potenziale.

Nessuno lascia questa pagina senza aver risposto all’ultima domanda. Come prendi il tè?

Con il limone, senza zucchero, e con i savoiardi!!

No, non sono per nulla english woman!

Ciao, Scarlett, e grazie per averci fatto compagnia!

Scarlett Douglas Scott

Scarlett Douglas Scott è il nome d’arte di Solange Mela, autrice di lungo corso presente nel mondo editoriale da vent’anni.

Le sue prime pubblicazioni si concentrano sul genere noir/paranormale con la saga di Savanne in tre volumi, pubblicata prima con Effedue Edizioni e successivamente con Edizioni Domino.  Contemporaneamente esordisce con una raccolta di racconti storici ambientati nella provincia di Piacenza che accentrano l’attenzione sulla famiglia Scotti Douglas, opera che le avvale il Premo di Autore dell’anno 2008, medaglia d’argento e Laurea ad Honorem rilasciata dall’Accademia Internazionale “Francesco Petrarca” di Viterbo.

Nel 2006 fonda la casa editrice Domino, pluripremiata dal Premio Cittadella e Premio Italia per le opere di genere Fantasy, lanciando nel mercato editoriale paranormal fantasy autori come Paola De Pizzol, Adriana Comaschi, Chiara Negrini e il collettivo XOMEGAP, per il genere SF Claudia Tonin, per la spy story Monica Lombardi e per gli storici Virginia Parisi.

Ritiritasi dal commercio, Scarlett D. Scott è tornata a dedicarsi alle proprie produzioni, concentrandosi sul tema storico ottocentesco con Ospite Inatteso e amministrando i gruppi fb Regency & Victorian e 800 Italia – Vita & Letteratura

Segue i corsi avanzati di scrittura creativa, sceneggiatura e storytelling condotti da Alessandro Forlani.

Per Dri Edizioni pubblica una versione della Divina Commedia in chiave fantasy dedicata ai ragazzi delle scuole medie, la dilogia “Dante – Fuga dagli Inferi” e “Dante – Luce dalle Tenebre”.

Appassionata di temi ecologici e sociali, pubblica il romance contemporaneo “Ho vinto te – Christmas Island” ambientato in un atollo del Pacifico durante il terrificante ciclone del 2008, territorio utilizzato negli anni ’50 dal governo americano per esperimenti nucleari, e di cui sta scrivendo il seguito.

Con La ragazza del Sundown Blues Café apre la serie dei contemporanei “musicali”, dove amore, avventura e musica si intrecciano scandendo il ritmo del cuore e della passione.

La Stagione dei Narcisi

Italia, 1819

Sofia Arisi, figlia di mercanti italiani della borghesia milanese e promettente pittrice, a causa delle sue idee politiche è costretta insieme alla madre Maddalena a lasciare l’Italia e l’uomo che ama, di cui non riesce a ottenere notizie da molto tempo.Considerata una sovversiva, accusata di partecipare ai moti rivoluzionari e braccata dalla Polizia Austriaca, fugge in Inghilterra con sua madre sotto falsa identità.

Il fortunato incontro con un’artista, Vera Martin, la porterà a conoscere il Barone Brecon che la invita a soggiornare nel suo castello in Galles per dipingere il ritratto della sorella Betrys.

Maddalena vede finalmente spianata la strada per il successo economico, ma non contenta concorda con il Conte Mersey, amico di Brecon, un matrimonio di convenienza con la figlia.Costretta a obbedire e intrappolata dalle troppe menzogne, Sofia si troverà a un bivio: accettare un matrimonio senza amore o rivelare la sua vera identità?

Una rivelazione che la porterebbe a perdere tutto proprio quando dal passato ritorna l’ombra di un nemico che non ha mai smesso di cercarla dopo la fuga da Ventimiglia.

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Ambientato tra l’Italia al tempo dei moti carbonari e l’Inghilterra della Reggenza, La stagione dei Narcisi racconta le vicende di due donne, madre e figlia, e del loro legame possessivo e succube.Maddalena, rigida e razionale, convergerà le proprie aspettative sulla figlia, la quale, raffigurazione di un archetipo femminile di sottomissione e obbedienza, grazie alla tragedia dell’esilio e all’incontro con un nuovo amore troverà il coraggio di ribellarsi alle convenzioni e a far riemergere la propria forza interiore.

 

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