Mai Più Sogni Spezzati artisti sardi per l’Ail

Semplicemente, donne.

Mai Più Sogni Spezzati artisti sardi per l’Ail

Mai Più Sogni Spezzati artisti sardi per l’Ail

A cura di Emma Fenu

Ascoltate questa canzone, viene dal cielo.

Dal cielo dell’amore, della speranza, del conforto, dell’amicizia, della voglia di essere Noi.

Io conosco personalmente alcune di queste voci stupende, che appartengono a persone della stessa intensa bellezza.

Sono stata nella casa accogliente del grande e sconfinato Gian Mario Virdis, dove ho conosciuto Enzo Mugoni nella sua purezza.

Ho guardato gli occhi scuri, pozzi di idee, di Antonello Colledanchise, che conosco fin da ragazzina.

Ho sentito per telefono Silvia Sanna e Anna Maria Puggioni e ho trovato sorelle di terra e vita, donne di coraggio, dee del miele.

E ora vedo il futuro nella voce bianca di latte e nuvole del figlio di Dora Vinci.

Un giorno incontrai Ester Palitta e Pierpaolo Fadda, che è ancora fra noi. E ci sorride.

Cultura al Femminile è anche qui, dove la musica e l’Ail cambiano il mondo.

Oggi parleremo del progetto “Mai Più Sogni Spezzati artisti sardi per l’Ail”, compilation la cui vendita sarà totalmente devoluta all’Ail, contenente le voci più celebri e apprezzate dell’Isola che hanno offerto gratuitamente il proprio contributo: Gian Mario Virdis; Enzo Mugoni; Anna Maria Puggioni; Tenores “Remunnu e Loccu” di Bitti; il piccolo Mario Donato Vinci; Gigi Sanna (Istentales); Stefano Venusti; Antonello Colledanchise; Luciano Pigliaru; Francesco Pilu (Corda et Cannas); le “Sweetcrazy”; Silvia Sanna; Cecilia Concas; Lucia Budroni e Maria Giovanna Cherchi.

Ascoltateli.
Non solo la musica viene dal cielo.

A farsi portavoce di questo sogno realizzato sono, oggi nel nostro salotto virtuale, GianMario Virdis, Ester Palitta e Anna Maria Puggioni.

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Come nasce la canzone “Mai Più Sogni Spezzati artisti sardi per l’Ail” e tutto il progetto artistico è umano che le ruota attorno?

Gian Mario Virdis: Nasce innanzitutto dall’amore per la musica per la buona musica, quella buona non tanto per le orecchie ma per il cuore, quella che non ti fa mai sentire “arrivato”, ma sempre con un traguardo davanti da raggiungere.

Una canzone come questa nasce con l’osmosi di parole e emozioni, ma anche con un progetto ben definito: la solidarietà.

Non sempre si riesce ha centrare l’obiettivo, ossia  sentire la canzone cantata da tutti, ascoltata da tutti, apprezzata da tutti. Noi ci abbiamo provato e ce la abbiamo fatta.

 Abbiamo unito 15 artisti sardi, con delle esperienze importanti, ma soprattutto 15 amici, e  tutti assieme abbiamo creduto nel progetto “CASA AIL“ e si percepisce questo bel profumo, questo bel colore, questa bella unione sia di voci che di anime.  

Ognuno di noi ha amato e stimato Pier Paolo Fadda,  a cui tutto il progetto “ Mai Più Sogni Spezzati artisti sardi per l’Ail” è dedicato, e il sentimento che ci smuove traspare.

Che emozione ti resta della serate di presentazione del progetto, l’8 e il 28 di giugno? Ora cosa vuoi fare?

Gian Mario Virdis: Mi resta l’attenzione di tv e giornali per un qualcosa di grande: certi traguardi si raggiungono con la tenacia e la caparbietà tipica di noi sardi.

L’amore per la vita e per tutto ciò che mi circonda crea delle magiche atmosfere e eventi di questo spessore aprono orizzonti musicali e umani.

Sento che la canzone è bella e vedo che il video è un capolavoro, ma la cosa che mi emoziona di più è sapere di poter entrare nelle case e nel cuore di tantissime persone.

Non finisce qui, è solo l’inizio:  ci stiamo attivando varie per portare “Mai Più Sogni Spezzati artisti sardi per l’Ail” in giro nelle piazze della Sardegna e non solo.

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Qual è stato il momento che hai sentito di più la vicinanza di Pier Paolo, anche se non c’era più accanto a te fisicamente?

Ester Palitta: Quando ho interagito con tutti i suoi amici, quando ho chiacchierato con loro di lui, specialmente con Marinella, scoprendo nuovi aneddoti,.

Ma c’è stato un momento oserei definire magico.

Ho saputo che Dora e Giovanna non potevano venire al grande evento di Barumini perché non potevano lasciar sola la loro mamma, allora mi è venuto in mente il testo che lessi in occasione della sua messa funebre.

 Si tratta di una pagina del suo libro “La sfida”, non ancora pubblicato, in cui lui descrive il suo funerale.

Un giorno me ne parlò e, quindi, quando lasciò qui il suo corpo per volare altrove, feci un giro di telefonate per recuperare quella pagina.

In esso Pierpaolo parla di Giovanna e Dora e afferma di volerle accanto a sé.

Per averle accanto a noi anche a Barumini, per la messa commemorativa dopo un anno, decisi di rileggere quel brano.

Presa dalla fretta, sfinita dalla stanchezza e in balia di troppe emozioni, non riuscivo a trovare nel computer il testo.

Ho deciso di controllare nella posta, ma i miei occhi non vedevano nulla, erano annebbiati, finché, senza accorgermi, ho aperto una mail e… si è materializzato davanti quel meraviglioso componimento di Pierpaolo.

Non potevo crederci, subito ho condiviso quanto accaduto con Enzo Mugoni, poiché già prima c’era stato un altro episodio analogo, apparentemente “casuale”, sempre col mio computer, sempre con un contenuto aperto “per errore”, ma ricco di significato in quel momento.

In quei giorni, ma fin dall’inizio del progetto, i segni e la “casualità” ci hanno accompagnato, e per chi vuole vedere… Pierpaolo era ed è con noi.

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Che cosa è per te cantare ed esprimere l’essenza musicale e culturale dell’Isola?

Anna Maria Puggioni: Raccontarlo in poche righe è indubbiamente riduttivo, ma cercherò di toccare alcuni punti fondamentali.

Cantare è stato per me come un’onda emotiva,un senso di appartenenza alle mie radici, radici alle quali mi sento legata da sempre.

Ogni canzone fa parte di me, del mio pensare, del mio vivere, del mio credere.

Cantare è stata una favola durata 25 anni d’intensa attività artistica in giro il mondo, interrotta da una rara malattia che ha spento la mia voce, ma non la voce del cuore: quella niente potrà mai portarmela via perché si realizza e rinasce  in nuovi orizzonti.

Prima di percepirsi come artisti,  infatti, è molto importante essere donne e uomini ricchi di valori veri.

Bisogna saper comunicare con trasparenza la realtà circostante e bisogna farlo non per se stessi, ma per gli altri.

Bisogna essere in sintonia con chi ascolta, bisogna sorridere, gioire, cullare, pregare, dare e ricevere amore.

Bisogna rinnovarsi nei testi, bisogna rompere gli schemi, bisogna evolversi nel rispetto del passato.

Per me ha valore proporre una Sardegna che parla al presente in una lingua senza tempo, per trovare il giusto equilibrio che appaghi la differenza fra le generazioni.

Come ricordi Pierpaolo?

Anna Maria Puggioni: Come una persona piena di valori, un poeta sensibile, un giornalista e un critico profondo che sapeva cogliere la bellezza e la grandezza delle varie espressioni artistiche.

C’è una melodia in particolare che ti avvicina a lui e alla sua dimensione?

Anna Maria Puggioni: 

Sicuramente il testo “Diavolessa”, come lui chiamava la leucemia.

Sono parole con le quali, da guerriero, combatteva il terribile dramma.

Ci accomunano momenti non facili, quelli di chi vive e cerca di superare la sofferenza e a volte la solitudine con l’aiuto della fede e dell’affetto delle persone che si spingono a guardare oltre l’orizzonte con speranza.

Lui lo diceva: i sogni si possono avverare.

 

Eventi AIL in programma

  • Alghero. Dal 26  luglio al 4 agosto: mostra

  • Alghero. 31 agosto: presentazione del libro di Pierpaolo Fadda presso la libreria “Cyrano “.

  • Alghero. 25 settembre: premiazione dl vincitore del concorso di racconti dedicato a Pier Paolo Fadda e spettacolo di musica e parole.

  • Sassari. 25 ottobre: presentazione del libro di Pierpaolo Fadda presso la libreria “Messaggerie Sarde”.

 

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