“Lettera a un bambino del mondo” di Giovanna Pandolfelli

Semplicemente, donne.

“Lettera a un bambino del mondo” di Giovanna Pandolfelli

Lettera a un bambino del mondo

“Lettera a un bambino del mondo” di Giovanna Pandolfelli

Contest Lettere al Femminile

Lettera a un bambino del mondo

Sulle note di “Avrai” di Claudio Baglioni

Avrai sorrisi sul tuo viso? Ti auguro che nessuno sarà mai in grado di togliertelo, il tuo sorriso aperto, solare, né in nome di un’ideologia che distrugge né per il lato oscuro che c’è in ognuno di noi. Il tuo sorriso sarà sul tuo viso come lo era ad agosto nelle estati infantili popolate da grilli e stelle.

Cosa vorrà dire per te “agosto”? Mi domando se questo antico nome che scandisce il tempo avrà lo stesso significato che ha per me che ho vissuto una vita lontana dal mio agosto, ma che sempre tornavo a quell’agosto di bambina. Ho cercato con tutte le mie energie di trasmetterti quel calore, quella spensieratezza, quello stupore per le cose belle.

Cosa ti sarà rimasto, bambino, quando avrai viaggiato, avrai vissuto, avrai visto il mondo? Spero ti rimarranno quelle storie immortalate nelle fotografie, non quelle fuggevoli di uno schermo, non quelle fatte di pixel e di cristalli liquidi, ma il tuo passato fissato su una carta lucida, che senti spessa e liscia tra le dita, che avvicinando una mano puoi ancora toccare, entrando delicatamente in quel mondo ancora tuo. Quindi sì, speriamo che tu abbia conservato la scatola dei ricordi legata con il fiocco lilla, o l’album rilegato in pelle, perché tu possa riprendere in mano la tua vita, la nostra vita, e percorrerla attraverso i colori sbiaditi dal tempo, senza lasciarti ingannare dai colori sempre vivi di uno schermo che ti illude sulla caducità delle cose.

Alzerai la testa al suono di aerei supersonici? Sarà per sognare o per provare nostalgia? Quell’aereo su cui sei salito sin da neonato, ti ricordi viaggiavamo l’una accanto all’altro, un cuore solo, alla ricerca delle nostre radici. E tu le hai trovate le tue radici e gli aerei ti susciteranno il ricordo di quella gioiosa caccia al tesoro e il premio era la tua identità di bambino del mondo.

Avrai un telefono, non puoi farne a meno, convivrai con il telefono, sarà la tua finestra sul mondo, dal telefono potrai vedere le albe d’argento di tutto il pianeta senza spostarti dalla tua poltrona, quindi avrai un telefono vicino, anzi con te, ma spero che saprai aspettare. Mi auguro di averti trasmesso il gusto dell’attesa per le cose importanti, le cose belle, in questo mondo che fugge veloce e neanche più lo sguardo riesce a catturarne gli attimi. Ma tu saprai aspettare, saprai scegliere perché hai imparato che se il mondo è a tua disposizione, sei tu a non essere a disposizione del mondo, la tua vita ha bisogno di scelte e di priorità.

I cavalloni ti ricorderanno le estati calde trascorse insieme, avrai ancora un legnetto di cremino anche se già oggi il cremino ha altri nomi, ma io persisto a chiamarlo così e spero che anche tu lo chiamerai cremino ancora per molti anni. E ti ricorderai dei pescatori di telline, ormai rari, e saprai ancora cosa sono le telline che hai conosciuto attraverso il racconto dei miei stessi ricordi di bambina. Le rare telline che popolano ancora le nostre rive, tu le hai osservate nel secchiello come fossero animali da compagnia, mentre io le gustavo in quantità al ritorno dalla giornata di mare sotto il sole cocente. Il ricordo si assottiglia passando di madre in figlio, ma noi siamo forti e riusciremo a farlo sopravvivere al tempo.

Avrai parole nuove da cercare, perché sei cresciuto con più lingue e non hai fatto altro dalla tua nascita: cercare parole nuove! Le hai scoperte come un bambino scopre una piccola meraviglia, hai riso di loro e con loro, ti sei sforzato di ricordartele e le hai usate per giocare. Ogni volta usando la lingua giusta, raramente ti sei sbagliato, e quando è successo hai riso di cuore, che gioia le tue lingue, che gioia le tue culture. Hai assorbito due culture dalla culla e con esse sei cresciuto forte, sicuro, la tua presenza nel mondo si è fatta sentire e continuerà a farlo. Quando mi chiedi se sarei orgogliosa che tu diventassi un giorno famoso, ti rispondo che sono già orgogliosa adesso di quello che sei e di quello che vorrai fare nella tua vita, purché tu lo faccia con impegno e passione; per me sei già famoso. Mai prima d’ora le parole di questa canzone sono state vere per noi come oggi, bambino mio.

Avrai lacrime, questo non posso impedirlo, ti sentirai tradito, fa parte della vita, ma saprai come far fronte a tutto ciò. La tua doppia identità ti apre una finestra in più, ti permette di sognare due mondi e di scegliere quello che preferisci, ma attento a non pensare che tutto ti sia dovuto. Hai una missione nel mondo come ognuno di noi, compila nel tuo microcosmo; avrai amore, ma anche lavoro duro, non dimenticare che senza impegno non si ottiene nulla. Avrai discorsi chiusi dentro al tuo petto, ma anche gli strumenti per esprimerli, per elaborarli. Le tue lingue ti permetteranno di aprirti al mondo, le tue culture di interpretarlo, le tue radici di viverlo.

 

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