L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso

L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso

Vani Sarca

Vani Sarca

L’imprevedible piano della scrittrice senza nome di Alice Basso

Recensione di Elisabetta Corti

Rossetto viola, capelli neri con ciuffo a coprire metà viso, impermeabile nero sopra un outfit, indovinate un po’, completamente nero.

Ecco Vani Sarca, viso da ragazzina nonostante i 34 anni, allergica al contatto umano, ghost writer in una nota casa editrice Torinese.

Lotta quotidianamente con le idee un po’ antiquate e molto venali del suo capo, Enrico Fuschi, ed entra ed esce dalla casa editrice solo dalla porta di servizio.

Il suo compito è quello di ripristinare le idee degli scrittori che si sono un po’ persi per strada. A volte. Altre, studiare gli autori in ogni singolo dettaglio per costruire loro, da zero, un libro che venda migliaia di copie.

Sarà un po’ per il lavoro che svolge ormai da anni, e forse anche un po’ per un talento naturale, ma Vani è in grado di comprendere una persona anche solo dopo pochi minuti averla incontrata. Anzi no, in alcuni casi non ha nemmeno bisogno di incontrarla per descriverne un quadro completo. Una caratteristica degna dei migliori detective, cosa che non manca di notare il misterioso commissario Berganza.

Sono calma, padrona di me. La verità è che sono stupita di quanto io sia calma e padrona di me. È l’ennesima cosa che scopro su me stessa dall’inizio di questa faccenda: nei momenti di crisi, sono calma.

Vani è una persona introversa, che si nasconde dietro la sua apparenza e con continue battute sarcastiche. Ama le birre scure e le patatine al formaggio, adora la letteratura, ha una casa disordinata e piena di libri ed ha un rapporto burrascoso con la sua famiglia – in particolare con sua sorella minore – che cerca di frequentare il meno possibile.

La carta pesa. Chiunque si sia mai trovato a maneggiarla lo sa. La faccenda del peso specifico varrà anche per la carta bianca, la carta intonsa, ma il fatto che la carta ha questa proprietà tutta sua, questa reattività chimoco-emotiva per cui appena ci scrivi qualcosa sopra il suo peso cambia, e così le quattrocentonovanta pagine della Pietra del vecchio pescatore diventano un mazzolino di margherite, mentre le centotrenta di Uomini e topi un macigno che ti impedisce di rimetterti in piedi per mezza giornata anche dopo che l’hai chiuso.

Quando per lavoro Vani incontra lo scrittore Riccardo Randi, tra loro scoppia una incredibile sintonia, che porta alla produzione di un romanzo che si piazza subito in cima alle classifiche.

E quando Vani pensa che ormai Riccardo, preso dalle interviste e dalle promozioni del romanzo, l’abbia completamente dimenticata, ecco che accade qualcosa di formidabile.

“L’imprevedibile caso della scrittrice senza nome” è un romanzo di Alice Basso, il primo della serie “Vani Sarca”.

Scritto con una incredibile ironia, il romanzo è scorrevole, pungente al punto giusto e molto, molto divertente.

Vani è un personaggio a cui ci si affeziona facilmente, mentre si districa tra la sua vita solitaria e tre uomini che, in un modo o nell’altro, avranno un peso incredibile nella sua vita.

Dio, quest’uomo deve essere veramente uscito da un libro, e anche da uno discreto.

Alice Basso riesce a mescolare la vita della ghost writer e contemporaneamente a scrivere un libro giallo, uscendo dai canoni dell’ambientazione un po’ cupa e misteriosa di questi ultimi.

Non nascondo che, terminato il primo libro, ho avuto subito la voglia (soddisfatta :P), di acquistare e leggere il secondo. Per il terzo mi sto trattenendo solo perché non voglio lasciare Vani troppo presto.

Una piacevolissima scoperta.

Puoi acquistare il libro qui.

Titolo: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome
Autore: Alice Basso
Editore: Garzanti

 

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