Intervista a Antonella Capentieri, autrice di Viaggiando in Me Stessa

Semplicemente, donne.

Intervista a Antonella Capentieri, autrice di Viaggiando in Me Stessa

Intervista ad Antonella Capentieri

autrice di

Viaggiando in Me Stessa –

Arpeggio Note Calanti e Crescenti

a cura di Barbara Gabriella Renzi

viaggiando in me stessa

Il libro di poesie Viaggiando in Me Stessa – Arpeggio Note Calanti e Crescenti  edito da PAV edizioni nel 2019,  è una descrizione dell’animo e della scoperta di se stessa da una donna per se stessa e forse per gli altri.

Un libro piacevole e dolce, come del resto il carattere della poetessa, conosciuta in Calabria.

Una donna sensibile, Antonella, con un tono di voce calmo, una donna che cerca sempre di capire e mettere a proprio agio le persone con cui conversa.

Una donna sensibile e una psicoterapeuta che usa la poesia per viaggiare tra le pieghe del suo animo e scoprirsi e riscoprirsi.

Benvenuta su Cultura al Femminile. Dimmi qualcosa di te.

Grazie. Sono Antonella Carpentieri sono nata a Roma e ci vivo.

Sono madre di due meravigliose figlie ed ho due nipotini. Ho 56 anni e sono separata.

Nella mia vita professionale sono una Costellatrice Familiare ed Educatrice di Comunità specializzata in tossico dipendenze ed alcolismo, nell’ascolto attivo e all’ attenzione del vivere.

Questo mi permette di continuo di conoscere l’essere umano e tutte le sue sfaccettature, di mettermi in gioco di continuo per avere la capacità di aiutare a motivare al cambiamento, di vedere il bello in ognuno di noi.

Ho sempre scritto fin da giovanissima, prendendo appunti su accadimenti, percezioni, sensazioni, pensieri.

Solo negli ultimi dieci anni, ho deciso di riordinare tutti i miei scritti, facendo nascere diverse silloge di poesie, Qualcosa rinasce in messaggi d’Amore e Per ogni evenienza magia della notte, e qualche racconto breve.

Il tuo lavoro di psicoterapeuta influenza o ha influenzato la tua scrittura?

Ha influito moltissimo.

Stare a contatto con tante tipologie di persone, le loro problematiche e fragilità mi hanno permesso di conoscere le brutture umane, ma dall’altra parte il buono, il bello che è in ognuno di noi.

Ho lavorato per molti anni in alcune delle carceri Romane, i detenuti mi hanno insegnato moltissimo.

Niente è mai perso. Andare avanti. Anche nelle fragilità, nel disincanto trovare AMORE, o ritrovarlo o iniziare a crederci.

Ho attribuito molti significati emozionali a ciò che semplicemente è diverso da noi “senza ordine e prevedibilità delle cose“ Il diverso va a simboleggiare le nostre paure, perché stiamo proiettando le nostre paure, ciò che temiamo di riconoscere proprio in noi stessi.

Dove in una società come la nostra, solo il bello, il vincibile è accettabile.

Tutto questo non mi corrisponde, è fondamentale passare per il riconoscimento e la valorizzazione delle differenze attraverso un ALCHIMIA che dona una doppia lente: vedere il mondo e le sue diversità.

Tutti hanno un valore a prescindere dalle loro debolezze e dai loro vissuti ; con la mia personalità tormentata e complessa, ma con una vivacità molto accesa e vivace scendo in campo.

Interagire con il lettore e farmi conoscere, facendo della mia poesia, della mia parola scritta anche uno strumento sociale.

Brindando alle mie emozioni senzarinnegarle, tutto diventa un inno alla vita, quasi come un testamento spirituale, dove trovare con il lettore una sorta di condivisione e crescita.

Qual è il libro preferito da te scritto?

Viaggiando in me stessa …Arpeggio note calanti e crescenti.
La silloge è divisa in 8 capitoli , all’inizio di ogni capitolo come introduzione cito scrittori e maestri che mi hanno accompagnato nel percorso formativo sia personale che professionale.

Sicuramente è la silloge che sento moltissimo, racchiude molti anni della mia vita.

Mi lascio cullare dal mio sentire, mi lascio andare nella forza descrittiva delle immagini, dei percorsi espressivi, mi invitano a trovare le parole nel viaggio della vita, nella bellezza della diversità, mettendoli in concerto.

Qual è il libro più bello che tu abbia letto?

Adoro la poetessa e scrittrice Alda Merini , il suo libro da me preferito è: L’altra verità. Diario di una diversa.

Leggendo pagina dopo pagina , ho avuto la sensazione di vivere con la scrittrice all’interno del manicomio” in mura infernali”.

Quasi sentendo odori, lamenti, dolori e sentimenti descritti da Alda Merini in modo magistrale. In una narrazione che nonostante tutto, è un inno alla vita e alla forza del sentire.

Anche nel suo perdersi, emerge la sicurezza di sé e delle proprie emozioni in una sorta di innocenza. In una riflessione che si fa poesia.

Tramutare la fragilità in forza, nonostante le avversità della vita che ognuno di noi può incontrare vivendo.

Dove il tema prorompente è l’AMORE.
Ha saputo descrivere con estrema delicatezza i misteri dell’animo umano, del mondo ma sempre con estrema bellezza.

Ha purtroppo avuto una vita tumultuosa, ha saputo trovare attraverso la scrittura “La sua vita” anche se scritti e manicomio sono una costante della sua vita.

Nel suo animo sempre qualcosa di bello, di pulito si configura al suo orizzonte.

Mi insegna che il binomio “GENIO e FOLLIA” può condurci al sublime; è riuscita a convertire la sua esperienza dolorosa in manicomio, in una straordinaria energia creativa, facendoci conoscere il suo universo emotivo, rendendo i suoi scritti adorabili, comprensibili a tutti noi.

In questo libro racconta la sua esistenza dicendo che “aveva goduto la vita, perché gli piaceva anche l’inferno della vita, e la vita è spesso un inferno”.
Parole sacrosante.

Cosa significa per te scrivere?

Riconosco al mio scrivere di rappresentare una mia esperienza emozionale intensa , alcune volte graffiante, alcune volte leggera come una farfalla in volo.

Partecipa al tutto il mio corpo, pensieri, emozioni, gesta, voce tutto finisce misteriosamente e
meravigliosamente in parole scritte.

Faccio memoria dell’intensità del vivere, dell’esperienza della realtà, del definito e non definito, del limitato e dell’illimitato, dell’immaginario e del reale: questo mi porta a creare le mie poesie. A sentire un impulso dentro di me fortissimo; scrivere e fermare l’attimo che vivo.

Può sfociare nella gioia, al piacere, al dolore, all’anti-ovvio, all’indicibile.

Gli arpeggi dell’anima? Cosa intendi con questa bellissima espressione?

Il titolo del mio libro è per me emblematico “tutto è musica nella nostra vita”.

Alcuni volte sono accordi rotti e accordi spezzati, in una sequenza del sentire in note.

Uso l’arpeggio come paragone alla vita ed ai nostri vissuti, attraverso il tocco contemporaneo di tasti o corde dell’anima arrivando ai singoli componimenti.

Le note suonate in un arpeggio , appartengono tutte ad un determinato accordo; un artifizio
melodico e non solo.

I miei scritti, attraverso quest’arpeggiare della mia anima in note calanti e crescenti, descrivono i miei vissuti in “Alti e Bassi” ma l’anima arpeggia sempre e comunque, senza paura di scendere e ascendere nella mia anima.

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https://www.amazon.it/Viaggiando-stessa-Arpeggio-crescenti-riflessioni/dp/8899792593

 

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