I best seller di CaF – Camilleri e De Crescenzo

I best seller di CaF – Camilleri e De Crescenzo

best seller, luglio

I best seller di CaF – Camilleri e De Crescenzo

di Altea Alaryssa Gardini

Sono iniziate le vacanze? Siete già partiti o già tornati?

Quanti sono i best seller che avete portato con voi e che state leggendo? Spero che siano molti e vi trasmettano emozioni e insegnamenti che entreranno a far parte della vostra persona. Perché, alla fine, è tutto lì: una volta pubblicato, un libro diventa dei lettori e ognuno di loro ne fa e ne trae qualcosa di diverso.

Vi è mai capitato di leggere lo stesso libro di un vostro caro o un vostro amico e, mentre ne parlate, arrivate alla conclusione che avete letto due libri differenti che casualmente hanno lo stesso titolo e lo stesso autore?
Questo fanno i best seller: nascono stelle e smuovono maremoti.

Il mese scorso, la letteratura mondiale ha perso due astri.

Qualcuno avrà letto i loro libri, altri non li avranno mai nemmeno sfogliati ma questo non toglie che la loro produzione di best seller sia stata un dono per tutti coloro che l’hanno ricevuta.

Stiamo parlando di Andrea Camilleri, noto come il padre del commissario Montalbano e di Luciano De Crescenzo che ci ha donato best seller del calibro di Panta Rei, in cui tutta la sua dottrina di filosofo e uomo di cultura traspare e si dona.

La classifica dei best seller di CaF questo mese è dedicata a loro che tanto hanno donato e tanto hanno ricevuto.
Sei libri, tre ciascuno.

Senza una posizione di classifica, senza sottolineare una casa editrice, senza parole e con la speranza che la terra sia stata lieve alle loro anime.

I best seller di CaF per Camilleri

best seller, luglio, Camilleri

“Le parole? Le parole cose d’aria sono?”
Da “La forma dell’acqua”

La forma dell’acqua

Il primo omicidio letterario in terra di mafia della seconda repubblica – un omicidio eccellente seguito da un altro, secondo il decorso cui hanno abituato le cronache della criminalità organizzata – ha la forma dell’acqua.

“Che fai?” gli domandai. E lui, a sua volta, mi fece una domanda. “Qual è la forma dell’acqua?”. “Ma l’acqua non ha forma!” dissi ridendo: “Piglia la forma che le viene data”.

Prende la forma del recipiente che lo contiene.

E la morte dell’ingegnere Luparello si spande tra gli alambicchi ritorti e i vasi inopinatamente comunicanti del comitato affaristico politico-mafioso che domina la cittadina di Vigàta anche dopo il crollo apparente del vecchio ceto dirigente. Questa è la sua forma. Ma la sua sostanza (il colpevole, il movente, le circostanze dell’assassinio) è più antica, più resistente, forse di maggior pessimismo: più appassionante per un perfetto racconto poliziesco

Questa è la sua forma.

 

Donne

“Elena è stata, semplicemente, tutte le donne che gli uomini nel corso dei secoli hanno di volta in volta amato e odiato. Una e centomila. Mai “nessuna”. da Donne

Donne fiere che non cedono a minacce né a lusinghe, pronte ad affrontare il loro destino.

Donne misteriose che compaiono e scompaiono nel volgere di un viaggio in nave.

Donne soavi e inebrianti, come la Sicilia.

Donne scandalose, perché non hanno paura di prendere ciò che è loro, compresa la libertà.

Semplicemente, donne.

Sono loro le protagoniste di questo libro, viste da un Andrea Camilleri in carne e ossa, prima di diventare lo scrittore più amato d’Italia.

È il ragazzino timido che scopre il piacere di riaccompagnare a casa una compagna di classe, magari tenendola per mano. È il diciassettenne che di fronte al volto intenso e tenero di una diva del cinema scoppia in lacrime e decide di abbandonare la sua terra. È il giovane che in piena notte corre ad Agrigento in bicicletta, sotto il diluvio, per raggiungere una statuaria bellezza tedesca ossessionata dall’igiene. È il marinaio improvvisato che, nell’estate del ’43, durante un bombardamento, soccorre una bambina e, grazie al miracolo di un abbraccio, riesce a dimenticare orrori e distruzione.

Un intimo e giocoso catalogo delle donne che nel corso dei secoli gli uomini hanno di volta in volta amato e odiato.

Un viaggio di scoperta della seduzione, del sesso e di quel formidabile, irrisolvibile enigma che è l’universo femminile.

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La prima indagine di Montalbano

“Ogni attenzione, ogni fissazione della nostra coscienza, comporta una deliberata omissione di ciò che non interessa.” da “La prima indagine di Montalbano”

Montalbano ha trentacinque anni, è un uomo adulto, ma nella professione sconta ancora qualche ingenuità, non è così astuto, smaliziato come siamo abituati a conoscerlo.

E c’è chi è pronto ad approfittarne…

L’archeologia di Montalbano e le sue prime esperienze nel mondo del crimine narrate in tre lunghi racconti.

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“La prima cosa che il commissario notò sopra la scrivania di Pasquano,’n mezzo a carte e fotografie di morti ammazzati, fu una guantera di cannoli giganti con allato ‘na buttiglia di passito di Pantelleria e un bicchieri. Era cosa cognita che Pasquano era licco cannaruto di dolci. Si calò a sciaurare i cannoli: erano freschissimi. Allura si versò tanticchia di passito nel bicchiere, affirò un cannolo e principiò a sbafarselo talianno il paesaggio dalla finestra aperta. Il sole addrumava i colori della vallata, li staccava nettamente dall’azzurro del mare lontano. Dio, o chi ne faciva le veci, qua si stava addimostrando un pittore naïf. A filo d’orizzonte, uno stormo di gabbiani che se la fissiavano a fare finta di scontrarsi tra loro, in un virivirì di piacchiate, virate, cabrate che parivano ‘na stampa e ‘na figura con una squatriglia aerea acrobatica. S’affatò a taliarne le evoluzioni. Finito il primo si pigliò un secondo cannolo.” da Il campo del vasaio

I best seller di CaF per Luciano De Crescenzo
best seller, luglio, De Crescenzo

Luciano De Crescenzo in un’immagine d’archivio senza data. ANSA

Panta Rei

“Guardo una foto di quando avevo sedici anni e ne guardo una d’oggi. Dio, come sono cambiato! Poi mi chiedo: ma quando è successo? Di notte? Mentre dormivo? E come mai il mattino dopo non me ne sono accorto? La verità è che cambiamo al rallentatore, attimo dopo attimo, cellula dopo cellula, come le lancette dell’orologio che si muovono anche se nessuno le vede muoversi. “Panta rei” diceva Eraclito, tutto scorre, e con il tutto anche la vita passa senza che si possa far nulla per trattenerla.” Tratto da “Panta rei”

L’amore, l’eterno conflitto tra il bene e il male, il senso della vita, l’universo, la politica, discussi da Eraclito e De Crescenzo, con la speciale partecipazione di altri nomi illustri della filosofia e non solo…

 

Storia della filosofia greca

“Il fine della vita è il piacere, ma non il piacere dei dissoluti e dei gaudenti, come credono alcuni ignoranti che non ci vogliono capire, bensì il non soffrire, per quanto riguarda il corpo, e il non turbarsi per quanto riguarda l’anima.” (Da Storia della filosofia greca)

Prendere le cose con filosofia è per i napoletani una tradizione, oltre che una necessità.

A Napoli la filosofia è dappertutto, come nelle città dell’Antica Grecia, dove si filosofava passeggiando.

Non c’è dunque ragione di stupirsi che Luciano De Crescenzo abbia scritto una Storia della filosofia – già pubblicata in diversi volumi  e ora qui raccolti per la prima volta – da anni aiuta i lettori ad affrontare gli eterni, fondamentali problemi dell’Uomo.

Nessuno saprebbe accompagnare il pubblico fino alla soglia severa dei grandi temi del pensiero con la simpatia e con l’irresistibile amabilità dell’ingegnere-filosofo, che in queste pagine ci guida attraverso millenni di storia, dai presocratici a Kant, raccontando vita pubblica e privata di illustri pensatori, spiegando il contenuto delle loro fondamentali intuizioni.

E facendo, come sempre, ricorso a quel suo estro affabile, a quell’arte dell’aneddoto e del controcanto ironico che gli sono peculiari.

Così parlò Bellavista

“Il sublime nasce ogniqualvolta il comico e il tragico coincidono. Non appena, cioè, l’apollineo e il dionisiaco si mettono a letto per fare l’amore.” (da Così parlò Bellavista)

Secondo don Gennaro Bellavista, professore partenopeo purosangue, troppe sono le banalità che si dicono e si scrivono su Napoli e sui suoi abitanti, sul suo mare e sul suo Vesuvio col pennacchio.

La vita a Napoli è ben altra cosa.

È un’arte sottile.

«Solo a Napoli ognuno vive in un’inebriata dimenticanza di sé» scriveva Goethe, felicemente sorpreso. Ma non solo a Napoli, scrive Luciano De Crescenzo, il sorriso e il sentimento aiutano l’intelligenza nel mestiere di vivere, sempre seguendo l’infallibile ricetta del professor Bellavista, che «è pure abbastanza facile da ricordare: metà amore e metà libertà».

A quarant’anni dalla sua prima pubblicazione “Così parlò Bellavista” non ha perso la sua forza dirompente e la sua sagacia filosofica, confermandosi come un “piccolo classico” della letteratura partenopea che è anche una straordinaria rappresentazione della natura umana.

“Un Dio nato dal Dubbio, ovvero dall’interno dell’animo, è più forte di un Dio imposto da un Dogma esterno.” (da Il caffè sospeso)

 

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