Il tè del venerdì  con Lisa Laffi

Semplicemente, donne.

Il tè del venerdì  con Lisa Laffi

Lisa Laffi per Cultura al Femminile

Il tè del venerdì  con Lisa Laffi

Lisa Laffi è la prima ospite della nova stagione di CaF e delle nostre interviste settimanali.

Ciao Lisa e benvenuta al tè del venerdì!

Lisa Laffi per Cultura al Femminile

Prima domanda personale, Che cosa ti ha portata alla scrittura? Quali autori ti hanno maggiormente ispirata?

Ciao a tutti! Quando lo dico sembra una bugia, considerando che oggi faccio l’insegnante di Lettere e scrivo libri, ma la verità è che fino ai 18 anni odiavo scrivere e alla scrittura mi ha portato più che altro… il basket! Amavo assistere alle partite e un modo per farlo gratuitamente era produrre articoli per il giornalino che veniva distribuito all’ingresso. Più li scrivevo più miglioravo e in ogni cosa più si diventa bravi più ci si prende gusto.

Un articolo alla volta ho capito che scrivere era bello, mentre ho sempre adorato la lettura. Amo i libri di Philippa Gregory, di Jeanne Kalogridis, ma anche di Jane Austen e da piccola penso di aver letto tutti i romanzi di Salgari e Verne.

Lisa Laffi per Cultura al Femminile

Passione per la storia e per la scrittura: nei tuoi romanzi quanto è importante la veridicità storica e quanto peso ha la fantasia?

Io adoro la storia e di questo penso abbiano sentore anche i miei studenti perché li inondo di aneddoti e mi diverto da morire quando anche loro si lasciano trasportare e affascinare. Amo colmare con la ricerca e l’intuizione i buchi delle vite dei grandi personaggi del passato, ma nei miei libri non modifico mai le vicende storiche. Non sarebbe onesto con i lettori.

Tutto deve essere supportato dalla ricerca e nulla deve essere lasciato al caso.

Lisa Laffi per Cultura al Femminile

Parliamo del tuo romanzo, “L’ultimo segreto di Botticelli”: chi sono i protagonisti?

L’ultimo segreto di Botticelli” può essere letto in due modi diversi. C’è chi ritiene che il protagonista sia Giovanni dalle Bande Nere e chi pensa, invece, che sia l’arte, in particolare “La primavera” di Botticelli. A me piace che ci siano queste due letture.

Giovanni dalle Bande Nere è il grande e carismatico condottiero di ventura che all’inizio del Cinquecento riuscì a tenere insieme uomini di lingua, provenienza e ceti diversi. Stava in prima linea con i suoi soldati e pagò per questo un prezzo altissimo. Era l’ultimo figlio di figlio di Caterina Sforza e da lei prese il coraggio e la forza d’animo.

“La Primavera” di Botticelli non ha bisogno di presentazioni. È uno dei quadri più belli e celebri, ma nasconde ancora molti segreti. Io ho cercato di svelarne un paio…

Lisa Laffi per Cultura al Femminile

Da dove è nata l’idea di questa storia?

È nata a piccoli pezzi. All’inizio esisteva solo un racconto di sei cartelle ed era esclusivamente la storia di Giovanni dalle Bande Nere, poi lo scritto è “ingrassato” fino a diventare un romanzo di 352 pagine con molte sfumature, colpi di scena e personaggi. Ognuno di loro mi ha raccontato la sua vicenda e il romanzo li ha seguiti.

Nessuna scaletta, nessuna pianificazione. Ho seguito ispirazione e intuizione quando venivano.

Lisa Laffi per Cultura al Femminile

Quale periodo storico ti affascina di più? Perché?

Sicuramente il Rinascimento italiano, perché in un’area geografica tutto sommato limitata e in poco più di cento anni sono nati, sono vissuti e hanno operato uomini e donne eccezionali. Erano veri e propri geni della politica, dell’arte e della filosofia.

Lisa Laffi per Cultura al Femminile

Hai preso molti premi e le tue opere sono molto apprezzate dal pubblico: che cosa cercano i lettori nelle tue pagine? Quali sono secondo te i punti di forza della tua scrittura?

Io amo i libri che hanno un’idea vincente e che mi sappiano spiazzare e anche nei miei romanzi e nei miei racconti cerco il colpo di scena o l’emozione che trascina il lettore a girare una pagina dopo l’altra. Cerco di usare uno stile semplice e fluido, perché mi piacerebbe che i miei libri fossero alla portata di tutti e che attraverso i miei romanzi storici anche i ragazzi più refrattari si appassionassero alla storia. Amo scrivere di donne perché spesso sono state un po’ dimenticate dalla storiografia tradizionale e mi piace l’idea di dare nuova luce alle loro grandi imprese. Forse c’è un po’ del mio passato da archeologa in questo che riemerge.

Lisa Laffi per Cultura al Femminile

Cultura al femminile: che significato ha per te personalmente questa definizione? Esiste una cultura, una letteratura al femminile? Come ti collochi in essa?

La cultura al femminile è sempre esistita, ma per anni è stata nascosta e oggi bisogna scavare per ritrovarla e farla emergere. Io ero talmente sicura che l’avrei trovata anche in un bacino limitato come quello della città in cui vivo (Imola, ndr) che mi sono imbarcata nell’impresa di “Cento passi di donne”: cento biografie di altrettante donne che hanno scritto pagine importanti nella storia della mia città.

Se ne ho trovate così tante a Imola, è evidente che in Italia per anni c’è stata cultura al femminile, ma costantemente tenuta in secondo piano da quella maschile.

Io vorrei tanto che ogni città potesse avere un “Cento passi di donne”, perché sarebbe un piccolo grande riscatto per molte.

Progetti futuri? Quali generi vorresti affrontare come autrice e quali invece non ti attirano proprio?

Sto scrivendo un altro romanzo storico e il mio sogno sarebbe finirlo entro l’anno, ma io mi metto alla scrivania solo quando ho una forte ispirazione e quindi i miei romanzi possono avere anche gestazioni lunghissime.

Ho iniziato anche un progetto legato ai ragazzi. Si tratta di una raccolta di racconti su un tema che, sono sicura, piacerà molto. Su questo fronte sono al 70% del lavoro.

Nessuno lascia questa pagina senza aver risposto all’ultima domanda. Come prendi il tè?

Nove anni fa, quando il mio primogenito era piccolino e non dormiva mai, frequentai un corso di arabo con l’unico scopo di prendermi un’ora tutta per me.

Oggi devo ammettere di non ricordare più i fondamenti della lingua che avevo appreso, ma conservo un bellissimo ricordo di quell’esperienza e un grande amore per il tè alla menta, che ci venne proposto al termine del corso dalla docente che veniva dal Marocco.

Ciao Lisa e grazie per averci fatto compagnia!

Grazie per la bellissima opportunità e buona lettura a tutti!

Lisa Laffi

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE

Laureata in Conservazione dei Beni Culturali e insegnante di Lettere, Lisa Laffi vive a Imola dove per anni ha lavorato come giornalista e redattrice. È autrice della commedia teatrale Troppo incinta, portata in tournée nazionale nel 2012 e finalista del concorso nazionale “Avanti Attori”. Nel 2015 ha pubblicato il romanzo storico Il serpente e la rosa (ed. I Doni delle Muse), che ha vinto il “Primo premio assoluto” al concorso letterario “Caterina Martinelli”, il “Premio romanzo storico” al XXVIII Premio internazionale di poesia e narrativa “Val di Magra – Roberto Micheloni” di Aulla e le menzioni d’onore ai concorsi Sant’Ambrogio e Michelangelo Buonarroti.

Con il racconto Una Luce tra le Bande Nere, che è stato tradotto in inglese, ha conquistato il terzo posto al prestigioso “Verbania for women”, concorso vinto l’anno successivo con La rosa del deserto. Il racconto è stato pubblicato a maggio sulla rivista “Writing Magazine Italia” diretta da Franco Forte.

Ha chiuso il 2017 con il 1° posto al “Terra di Guido Cavani” e ha aperto il 2018 con la vittoria al concorso Alberoandronico (sezione G) e il 2° posto al Memorial Vallavanti-Rondoni. Lo scorso anno è uscita anche Cento passi di donne, raccolta di biografie femminili per Bacchilega editore.

SCENEGGIATURE

 

 
Commedia teatrale “Troppo incinta”

 

–        finalista del concorso nazionale “Avanti Attori”

–        in tournèe nazionale nel 2012 (presentato a Vicenza, Prato, Bologna, ecc.)

ROMANZI 
Romanzo storico

“Il serpente e la rosa”

 

–        Menzione d’onore ai concorsi Sant’Ambrogio e Michelangelo Buonarroti

–        “Premio romanzo storico” al XXVIII Premio internazionale di poesia e narrativa “Val di Magra – Roberto Micheloni” di Aulla

–        Primo premio assoluto al Concorso letterario “Caterina Martinelli”

 

Presentato due volte alla Rocca di Imola con un pubblico di oltre 150 presenti (http://lisalaffi.blogspot.it/2017/05/photogallery-13-maggio-rocca-sforzesca_18.html)

Raccolta di biografie

“Cento passi di donne”

 

–        Vendute 550 copie in due mesi
RACCONTI

 

 
“Una Luce tra le Bande Nere”Terzo classificato al Verbania for Women (250 euro, traduzione in inglese)

 

“La regina del deserto”Terzo classificato al “Raccontami i Saharawi” (200 euro)

Primo classificato all’“Alberoandronico” (100 euro)

Primo classificato al “Verbania for Women” (1.000 euro, pubblicazione sul Writing Magazine Italia)

 

“La signora degli scontrini”Primo classificato al “Terra di Guido Cavani” (1.000 euro, pubblicazione)

L’ultimo segreto di Botticelli

Un dipinto immortale

Un celebre condottiero

Un amore che non conosce ostacoli

Botticelli sta terminando la Primavera, un dipinto che sarà celebrato come una vetta assoluta dell’arte. Ma anche un enigma, forse impossibile da sciogliere. È una metafora dell’amore platonico? O il suggello di un patto segreto, sottoscritto da Caterina Sforza, che mira a unire Milano, Roma e Firenze sotto un’unica bandiera, per liberare l’Italia?

La giovane Luce, esperta di erbe e ricette curative, viene trascinata al cospetto della marchesa Bianca Riario Sforza, la potente figlia di Caterina. La ragazza è convinta che Bianca la voglia denunciare all’Inquisizione per la sua attività di guaritrice, ma la marchesa, appassionata alchimista, la prende sotto la sua protezione.

L’abilità di Luce è tale che, quando il fratello di Bianca, Giovanni dalle Bande Nere, viene ferito in battaglia, la marchesa chiede proprio a lei di curarlo. Ma Bianca non può prevedere la passione che nasce tra la giovane donna e il celebre condottiero. Un sentimento che rischia di stravolgere i suoi veri piani, infinitamente più diabolici di quelli che Luce ha immaginato.

Bianca fa allora in modo che il fratello parta per la battaglia decisiva, e manda Luce a Mantova, con la scusa di proteggerla. Sarà lì che Luce apprenderà il reale significato della Primavera. E dovrà comunicarlo a Giovanni, prima che sia troppo tardi…

 

 

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